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Seconda proposta modificata di Decisione del Consiglio relativa al
Quinto Programma Quadro di attività di ricerca e di insegnamento della
Comunità Europea Dell’energia Atomica (Euratom) (1998-2002)

COM(1998) 8

14-01-1998

II. OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI

a) "Azione chiave": Fusione termonucleare controllata(1)

L’obiettivo a lungo termine di questa azione, che integra tutte le attività di ricerca realizzate negli Stati membri e in Svizzera e mira allo sfruttamento della fusione, è la realizzazione in comune di reattori prototipi che prefigurano centrali elettriche che rispondono ai bisogni della società: sicurezza del funzionamento, rispetto dell’ambiente, fattibilità economica.

La strategia prevista per conseguire l'obiettivo a lungo termine comprende la realizzazione di un reattore sperimentale (Next Step) e, in seguito, quella di un reattore di dimostrazione (DEMO).

Alla luce dei progressi realizzati, è tecnicamente possibile e strategicamente necessario avviare la costruzione del Next Step nel prossimo decennio. La sua realizzazione dovrebbe avvenire preferibilmente nel quadro della cooperazione internazionale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor).

Nel corso del periodo 1998-2002, l'attuazione della strategia prevede:

* le attività nel campo della fisica e della tecnologia della fusione che mirano a sviluppare nelle associazioni e nell'industria europea le capacità necessarie per la realizzazione del Next Step e a prepararne l’utilizzazione; la partecipazione europea alle attività di progettazione dettagliata di ITER proseguirà in vista della sua eventuale costruzione;

* le attività di fisica finalizzate al miglioramento dei concetti di base dei dispositivi di fusione ivi compreso, oltre al confinamento magnetico, il coordinamento, nel quadro del controllo tecnologico, delle attività civili nazionali di ricerca sul confinamento inerziale;

* le attività di tecnologia, a più lungo termine, essenziali per realizzare progressi verso lo sfruttamento della fusione.

Lo sfruttamento completo del Joint European Torus (JET), strumento fondamentale per il passaggio verso il reattore sperimentale, sarà portato a buon fine. Dopo la fine dell'impresa comune, gli impianti JET potrebbero essere utilizzati per acquisire conoscenze utili per lo sfruttamento del Next Step.

Questa azione comprende anche una nuova valutazione degli aspetti legati alla sicurezza e all’impatto ambientale; l’approfondimento degli studi sugli aspetti socioeconomici; la diffusione dei risultati e l’informazione del pubblico.


b) Attività di ricerca e di sviluppo di tecnologie di natura generica(2)

Le attività riguardano le seguenti ricerche prioritarie:

  • la sicurezza operativa degli impianti esistenti che include anche le questioni legate al prolungamento della durata di vita dei reattori, agli aspetti tecnologici degli incidenti gravi, nonché alle strategie e tecniche di gestione degli incidenti e dei periodi che seguono agli incidenti;
  • la sicurezza e la salvaguardia del ciclo del combustibile; una strategia comune scientificamente fondata della gestione e dell'eliminazione dei residui radioattivi e della loro riduzione al minimo, essenzialmente mediante la trasformazione degli isotopi a lunga vita in isotopi a breve vita;
  • la radioprotezione, in particolare la comprensione e l'esatta valutazione dei rischi legati alle radiazioni ionizzanti, e più precisamente agli effetti delle radiazioni a piccole dosi, nonché la gestione di situazioni di emergenza nucleare e il recupero di siti contaminati;
  • studi riguardanti nuovi impianti nucleari, combustibili avanzati caratterizzati da prestazioni migliori, sistemi e concetti innovativi d’avanguardia nella prospettiva di migliorare la sicurezza nucleare dell'insiemedel ciclo e la competitività dell'industria, in particolare nei confronti dei mercati esterni; detti studi comprendono l'analisi della sicurezza, dell'impatto sull'uomo e l'ambiente delle strategie più promettenti in termini tecnologici ed economici in una prospettiva di sviluppo sostenibile;
  • lo sviluppo di tecnologie e tecniche di controllo dei materiali nucleari adatte alle nuove sfide: le evoluzioni del ciclo del combustibile, l'aumento considerevole delle scorte di materie fissili provenienti dal disarmo nucleare, l'aumento degli obblighi derivanti dai nuovi accordi internazionali, il traffico illegale di materiali fissili;
  • incentivazione della cooperazione con i paesi dell’Europa centrale e orientale e i paesi dell’ex Unione Sovietica: sviluppo di attività di ricerca specifiche di "cooperazione internazionale" al fine di migliorare la sicurezza dei reattori nucleari, sia esistenti che nuovi, la gestione dei residui in questi paesi, la radioprotezione che comprende interventi di risanamento a seguito di incidenti, e il controllo delle materie fissili; sviluppo di attività di coordinamento e di cooperazione internazionale svolte a titolo del programma quadro.Per agevolare questa partecipazione sarà possibile mobilitare un finanziamento comunitario secondo modalità da stabilire nella decisione relativa al programma specifico;
  • contributi tecnici nel quadro della cooperazione con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica di Vienna.

c) Sostegno alle infrastrutture di ricerca

Esso mira all’utilizzazione ottimale, a livello comunitario, di impianti per prove e collaudi destinati alla ricerca nel campo dell’energia nucleare, in particolare quelli che svolgono un ruolo importante per la sicurezza e la competitività di questa forma di energia.

1. Questa attività completa le azioni chiave relative all’energia nel programma "Preservare l’ecosistema" descritte nella proposta relativa al Quinto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico del trattato della Comunità europea.
2. Queste ricerche completano, per il settore dell’energia nucleare, le attività di ricerca e di sviluppo di tecnologie di natura generica nel programma tematico "Preservare l’ecosistema" della proposta relativa al Quinto programma CE.

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NB Benché i servizi della Commissione prendano tutti i provvedimenti necessari ad evitare eventuali errori od omissioni, i documenti divulgati al pubblico non impegnano la Commissione. In proposito, fa fede esclusivamente la versione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

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