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Settimo programma quadro (7° PQ)

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Le politiche regionali e di ricerca dell’UE sono strettamente collegate e perseguono obiettivi simili nel contesto della strategia di Lisbona riveduta:

  • La politica regionale riconosce l’importanza delle regioni come partecipanti alla ricerca e come il livello di governo più indicato per promuovere la ricerca e l’innovazione.
  • La politica regionale incoraggia la transizione verso un’economia della conoscenza a livello regionale e aiuta le regioni meno avanzate a creare delle infrastrutture di ricerca.

La politica regionale punta ad accrescere la coesione economica e sociale aiutando le regioni arretrate a consolidare e sviluppare il loro potenziale economico e occupazionale. In un’economia basata sulla conoscenza, ciò richiede livelli sufficienti di innovazione e di uso della conoscenza, generazione e commercializzazione. Tuttavia, al momento solo un numero relativamente esiguo di regioni ricche rappresenta il grosso delle attività di ricerca dell’UE. L’accesso alla ricerca e alla conoscenza quindi non sono garantiti in molte regioni:

  • il 14% delle organizzazioni che hanno partecipato al 5°PQ avevano sede in una delle allora 64 regioni dell’Obiettivo 1.
  • Otto di queste regioni avevano più della metà del numero complessivo di progetti.
  • Otto regioni dei 15 dell’UE avevano un quarto della spesa totale dell’UE per R&S; nel 1999.

La politica regionale si concentra sempre più sul miglioramento delle capacità di ricerca e innovative regionali e sulle infrastrutture. Inoltre, è importante per le strategie di sviluppo regionale (SSR), che definiscono le priorità dello sviluppo economico di una regione, avere una forte dimensione di ricerca per adattare gli strumenti della politica regionale alle circostanze regionali.

Riferimenti:

  • COM(2005) 119 final: Proposta di una decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio sul settimo Programma quadro della Comunità Europea per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e le attività dimostrative (2007 - 2013).

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La dimensione regionale della politica di ricerca nell’UE

La dimensione regionale della politica di ricerca dell’UE si basa sul 7° PQ e sulle Linee guida politiche regionali e di coesione per il periodo 2007 - 2013

Regioni della conoscenza

L’iniziativa «Regioni della conoscenza» vuole incoraggiare le reti transnazionali di regioni e di distretti basati sulla ricerca. Aiutando le regioni ad aumentare la loro capacità di investire in R&S; e aumentando l’appoggio dei Fondi strutturali a R&S;, contribuirà a migliorare la competitività regionale e le capacità di assorbimento di R&S;/conoscenza.
L’azione «Regioni della conoscenza» punta in modo particolare a:

- sostenere la definizione e l’attuazione di strategie e politiche ottimali per lo sviluppo di distretti basati su R&S;

- migliorare la pertinenza e l’efficacia dei programmi di ricerca regionali,

- promuovere e rafforzare la cooperazione tra i distretti

- rafforzare lo sviluppo sostenibile dei distretti basati su R&S; già esistenti

- favorire la creazione di nuovi distretti di R&S;

I progetti riguarderanno principalmente una delle seguenti aree o attività:

- analisi, sviluppo e attuazione di piani di ricerca

- «regioni con funzioni di tutorato» con un profilo di ricerca meno sviluppato

- miglioramento dell’integrazione dei partecipanti alla ricerca nelle economie regionali

Potenziale di ricerca

Il 7° PQ contiene un elemento specifico per liberare e sviluppare l’intero potenziale di ricerca delle regioni ultraperiferiche e di convergenza: l’azione «Potenziale di ricerca». Questa azione si concentrerà sulle regioni che necessitano di nuova conoscenza o che non sfruttano tutto il loro potenziale di ricerca e le aiuterà a partecipare allo Spazio europeo della ricerca assistendo la mobilità dei ricercatori verso l’interno e appoggiando l’acquisizione e lo sviluppo di attrezzature di ricerca.

Il risultato dovrebbe essere lo sviluppo di partenariati strategici tra gruppi di ricerca tra le regioni europee. Questi partenariati si concentreranno su:

- lo scambio di know-how e di esperienze

- l’assunzione di ricercatori esperti

- l’acquisizione e lo sviluppo di attrezzature di ricerca

- l’organizzazione di seminari e conferenze per il trasferimento delle conoscenze e

- attività di promozione

Inoltre, le regioni ammissibili possono far valutare le loro infrastrutture di ricerca da esperti indipendenti.

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La dimensione della ricerca nella politica regionale dell’UE

La politica di coesione dell’UE per il periodo 2007 - 2013 punta a realizzare un cambiamento strutturale verso le attività basate sulla conoscenza e a ridurre i divari dell’innovazione in Europa. L’azione da svolgere nell’ambito della politica di coesione di appoggio a R&S; dovrebbe rientrare in uno dei prossimi quattro ampi principi guida.

- Aumentare e migliorare gli investimenti in R&S;. Gli obiettivi principali sono:

  • promuovere le capacità di R&S; nazionali e regionali,
  • migliorare l’accesso alla tecnologia e alla conoscenza,
  • favorire la capacità di assorbimento di RST delle imprese, soprattutto delle PMI e
  • rafforzare la cooperazione basata sui distretti tra le imprese e il settore pubblico della ricerca/l’istruzione superiore.

- Facilitare l’innovazione e promuovere l’imprenditoria. Gli obiettivi sono:

  • affrontare i fattori strutturali alla base delle scarse prestazioni dell’UE;
  • spingere le imprese ad innovare;
  • appoggiare le nuove imprese, soprattutto quelle collegate a RST, e compensare i fallimenti di mercato che ostacolano l’innovazione e l’imprenditoria;
  • offrire servizi di appoggio alle imprese e ;
  • sfruttare i punti di forza europei nelle eco-innovazioni e incentivare e facilitare lo sviluppo di nuove imprese.
- Promuovere la società dell’informazione per tutti. I principali obiettivi sono:
  • favorire gli investimenti nelle infrastrutture TIC;
  • migliorare i servizi di appoggio all’innovazione per le PMI;
  • sviluppare le capacità della forza lavoro per l’economia della conoscenza e fornire servizi elettronici (governo elettronico, e-business, apprendimento elettronico, salute elettronica ecc.);
  • creare un’infrastruttura di comunicazioni appropriata (a banda larga) e
  • incoraggiare le imprese e le famiglie a usare le TIC.
- Migliorare l’accesso ai finanziamenti
  • favorendo gli strumenti diversi dalle sovvenzioni (prestiti, finanziamento mediante la cessione di crediti, strumenti convertibili, capitale di rischio, ecc.),
  • erogando sovvenzioni per la realizzazione di infrastrutture che facilitino l’accesso ai finanziamenti (business angels, incubatori, ecc.) e
  • rivolgendosi a gruppi specifici come i giovani imprenditori o le donne imprenditrici.

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Migliorare l’accesso ai finanziamenti: il programma JEREMIE

Il programma «JEREMIE» (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises – Risorse europee congiunte per le micro e le medie imprese) è un’iniziativa congiunta della Commissione Europea e della Banca europea degli investimenti (BEI) per:

- migliorare l’accesso a e i livelli di finanziamento per le imprese (prestiti, equity, capitali di rischio, garanzie e assistenza tecnica o organizzativa;

- migliorare il coordinamento dei livelli nazionali e regionali;

- promuovere un miglior assorbimento e un uso corretto delle risorse pubbliche nell’ambito dei programmi dell’UE.

JEREMIE dovrebbe offrire alle PMI l’opportunità di accedere a prestiti a condizioni competitive sulla base di una procedura ad invito aperto. Secondo la BEI, ogni euro investito potrebbe generare fino a 10 euro di capitale private aggiuntivo.

Riferimenti:

Ultimo aggiornamento: 2011-06-20