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Lo sviluppo di una forte cultura imprenditoriale nei paesi candidati è fondamentale per la crescita delle piccole imprese. | a sfida dei paesi candidati consiste nello sviluppare competenze e condizioni generali con cui l'industria locale si possa integrare più efficacemente nelle filiere europee di produzione. Per raggiungere questo obiettivo occorre applicare adeguatamente gli strumenti della politica industriale. Trovandosi alle frontiere di un'Europa allargata essi saranno fronteggiati a particolari problemi e opportunità. Jean-Pierre Bou spiega che "I nuovi membri devono evolvere ulteriormente: non rimarranno centri produttivi a basso costo. È solo un vantaggio transitorio che potrebbe spostarsi a est. Le politiche regionali e industriali concertate possono offrire il migliore campo d'azione - per questi paesi i fattori geografici nell'elaborazione delle politiche sono critici - e l'UE dispone di tutto un arsenale di migliori pratiche in questo settore". I candidati hanno approvato la Carta europea per le piccole imprese(1) contenuta nella "dichiarazione di Maribor" del 2002 e si registrano già notevoli successi. Malta, Polonia ed Estonia hanno ridotto grandemente i tempi e i costi necessari per l'iscrizione delle nuove imprese. Sono diffuse le iniziative a favore di "legislazioni migliori", particolarmente in materia di fallimento e fiscalità. In Lettonia l'iscrizione di una nuova impresa può essere effettuata su Internet, mentre in Estonia e Lituania le imprese vengono consultate on-line relativamente alle leggi in preparazione. Spesso questi successi individuali superano quelli conseguiti dagli Stati membri attuali. Tuttavia, molto resta da fare.
Marianne Gumaelius, della DG Imprese rileva particolari preoccupazioni: "Manca una cultura dell'imprenditorialità e dell'innovazione. In parte per ragioni storiche. E questo non è vero solo per la R&S, in cui vi sono punti di forza, ma anche per l'organizzazione e la gestione necessarie per dar corpo alle particolari opportunità offerte a questi paesi. E a tutto questo si aggiunge il problema dell'accesso ai finanziamenti. Gli interessi delle PMI, inoltre, sono poco rappresentati, ma questo è vero anche per altre parti sociali: è necessario fare in modo che la rappresentanza sia sistematica e che esista un giusto equilibrio". (1) Si veda http://europa.eu.int/comm/enterprise/enterprise_policy/charter/index.htm Info |