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Lettera di informazione sull'innovazione pubblicata dalla DG Imprese della Commissione europea
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Policy News Luglio 2004

Maggio 2005

 
Dossier

L’INNOVAZIONE NEL TURISMO

 


Un impegno maggiore per attirare nuovi clienti

 
    Sebbene quasi chiunque nel mondo sviluppato prima o poi si ritrovi a rivestire i panni del turista, la presenza di questa enorme base clientelare non comporta affatto una riduzione della concorrenza tra i fornitori di servizi. Lo sviluppo di nuovi tipi di vacanze, nuove strutture e metodi più efficaci per gestirle rappresenta solo alcune delle molteplici sfaccettature dell’innovazione in quello che è il settore maggiormente orientato ai servizi. L’industria del turismo rappresenta una delle principali industrie in Europa in termini di creazione di posti di lavoro e, per molte regioni fortemente dipendenti dalla spesa turistica, l’innovazione funge da discriminante tra la crescita e il ristagno economico.
     

Un impegno maggiore per attirare nuovi clienti

I turisti viaggiano per i motivi più disparati: per lavoro o per piacere, per visitare parenti o amici (e in qualche caso fuggire da loro…), per andare alla ricerca di relax o di emozioni forti, per il piacere della buona tavola o il desiderio di dimagrire e purificarsi, per crogiolarsi al sole o trovare ombra e refrigerio, per altre mille cose. Va da sé, dunque, che, tra tutti i settori, il turismo sia quello che richieda l’approccio più diversificato. Inoltre, tra tutti i comparti del terziario, probabilmente è proprio in questo settore che le espressioni del volto delle persone a contatto con i turisti si rivelano decisive, affinché i clienti serbino un buon ricordo delle vacanze e si sentano soddisfatti.

Per turista si intende qualunque persona che trascorra una o più notti lontano dalla propria zona di residenza (chi trascorre solamente una giornata fuori casa, nel gergo del settore, è detto visitatore). In Europa, circa l’80% dei turisti pernotta lontano da casa per motivi di piacere, mentre il restante 20% lo fa per ragioni di lavoro.

Il turismo rappresenta inoltre uno dei principali settori dell’economia mondiale in cui l’Europa svolge un ruolo da protagonista. Nel 2004, infatti, secondo dati resi noti dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), in tutto il mondo si sono registrati 760 milioni di arrivi di turisti internazionali, preminentemente durante la stagione estiva dell’emisfero settentrionale: 414 milioni (pari a circa il 55% del totale) avevano scelto come meta l’Europa (tutti i paesi europei, inclusi i 25 Stati membri dell’UE), una cifra che comprendeva turisti in viaggio tra diversi paesi europei e provenienti da altri continenti. Sebbene in termini assoluti, rispetto all’anno precedente, nel 2004 gli arrivi in Europa siano aumentati approssimativamente del 4%, la quota complessiva europea del mercato mondiale ha subito un’inflessione pari a circa tre punti percentuali.

Le prime 10 regioni dell’UE nel settore turistico, in termini di pernottamenti presso alberghi e altre strutture ricettive collettive per l’anno 2003.

Posizione Regione Pernottamenti Quota in % dell’UE-25
1 Este (ES) 152,422 7.3
2 Nord Est (IT) 139,784 6.7
3 Canarias (ES) 83,764 4.0
4 Centro (IT) 79,702 3.8
5 Bayern (DE) 66,236 3.2
6 Méditerranée (FR) 64,203 3.1
7 Westösterreich (AT) 61,120 2.9
8 Île-de-France (FR) 58,085 2.8
9 Nord Ovest (IT) 52,728 2.5
10 Sur (ES) 51,856 2.5

All’interno dell’UE, i dati Eurostat (relativi al 2003) rivelano un totale di 2,09 miliardi di pernottamenti presso alberghi e altri tipi di strutture ricettive, di cui circa 1,2 miliardi, ovvero il 59%, registrati a nome di cittadini residenti nello Stato membro in questione, mentre tre quarti degli 856 milioni di pernottamenti restanti sono appannaggio di turisti provenienti da altri Stati membri. Non sorprende che siano la Germania (23%) e il Regno Unito (19%) a fare la parte da leone in termini di provenienza dei turisti all’interno del mercato intracomunitario mentre al terzo posto figurano gli Stati Uniti, a cui viene attribuito il 7% dei pernottamenti di cittadini non residenti negli Stati membri dell’UE.

La proporzione di non residenti varia da uno Stato membro all’altro, ma, in linea di massima, le strutture ricettive degli Stati membri meridionali e/o più piccoli risultano maggiormente dipendenti da clienti non residenti, mentre negli Stati membri dell’Europa centrale e settentrionale il commercio interno incide in modo più significativo.