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Heinz Zourek, vicedirettore generale per le Imprese e l’Industria, assegna lo Special Distinction Award a Duccio Campagnoli della regione Emilia-Romagna. |
e imprese innovative sono le fondamenta della crescita economica, ma anche il settore pubblico, a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, ha un influsso notevole in questo campo grazie alla sua capacità di modellare l’ambiente in cui opera l’industria. Per essere in grado di identificare le politiche e gli strumenti che consentano di sostenere al meglio le aziende innovative, le autorità pubbliche devono necessariamente fare tesoro delle esperienze maturate, proprie e altrui. Questo significa non solo analizzare i risultati ottenuti, ma anche discutere, con chi di dovere, a proposito del funzionamento delle politiche e dei motivi alla base della loro attuazione.
Il Forum europeo per le imprese innovative è stato ideato dalla Commissione europea con lo scopo di creare un luogo d’incontro per discussioni ad alto livello sulle politiche per l’innovazione e per fornire opportunità di collaborazioni. “Giunto ormai alla quarta edizione, il forum è diventato l’evento di maggior rilievo nell’ambito della politica per l’innovazione in Europa”, spiega Cesar Santos della Direzione Sviluppo della politica per l’innovazione della Commissione europea, “e riunisce vari esponenti della comunità dell’innovazione, dai professionisti agli uomini d’affari, ai decisori poltici”.
Rivoluzione
Quali effetti hanno sulle politiche innovative le conseguenze dell’esuberanza finanziaria della fine degli anni ‘90? Questa è la domanda che è stata posta da Carlota Perez, ricercatrice nel Regno Unito all’Università di Cambridge e allo Science Policy Research Unit (centro con sede nel Sussex), in occasione del suo intervento al Forum. Gli investimenti in capitali di rischio sono diminuiti a vista d’occhio: dopo aver toccato la punta massima di 81 miliardi di dollari nel 2000, cioè prima che la bolla del Nasdaq scoppiasse, nel 2003 raggiunsero solo il 10% di quella cifra, mentre nel 2004 si è registrata una leggera ripresa. Gli investitori torneranno oppure quella bolla fu l’eccezione che conferma la regola?
Perez ha cercato un raffronto con le precedenti rivoluzioni tecnologiche ed è arrivata alla conclusione che in ciascuna epoca in esame si sono verificate condizioni simili a quelle della bolla degli anni ‘90. Ogni 40-60 anni (dalla rivoluzione industriale, passando per l’epoca del vapore e delle ferrovie, per l’elettricità e l’industria pesante, per il petrolio e le automobili fino ad arrivare, di recente, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione), le rivoluzioni tecnologiche hanno comportato immense possibilità di innovazione. “E ciascuna di esse ha seguito un modello di propagazione simile, con una bolla finanziaria scoppiata nel bel mezzo del processo di diffusione”, ha concluso Perez.
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Regioni vincenti
La cena ufficiale del forum, svoltasi nel castello romanico di Stoccarda, è stata rallegrata da uno spettacolo a sorpresa del Balletto della città tedesca. L’evento principale della serata è stato comunque la consegna dei premi per l’Eccellenza nel trasferimento dell’innovazione, conferiti alle regioni Paxis che nel corso degli anni 2003 e 2004 si sono maggiormente distinte nell’attuazione di iniziative e politiche di trasferimento dell’innovazione ad altre regioni. I premi sono stati assegnati da una giuria composta da due alti funzionari della Commissione e tre esperti indipendenti.
Sei regioni hanno ricevuto il riconoscimento: Emilia-Romagna, Rhône-Alpes, Karlsruhe, Helsinki, Oxfordshire e Stoccarda. All’Emilia-Romagna è stato inoltre conferito un ulteriore premio, lo Special Distinction Award, a testimonianza del suo eccezionale rendimento: nel corso del periodo preso in esame, la regione italiana si è infatti occupata del trasferimento di almeno 12 programmi nell’ambito della politica per l’innovazione.
Ricevendo il premio, l’assessore Duccio Campagnoli ha voluto sottolineare come “l’arma vincente della regione Emilia-Romagna sia l’impegno continuo nella ricerca dell’innovazione e di una nuova politica industriale basata sulla conoscenza”. |
Diffusione
Con ogni rivoluzione tecnologica, cresce l’importanza di nuovi prodotti e processi, mentre le nuove imprese e industrie si espandono fino a diventare veri e propri motori dell’economia. Le tecnologie e i modelli aziendali fanno poi breccia in altri settori, ringiovanendo e ammodernando gradualmente l’intera economia, facendo spiccare il volo alla produttività. “In realtà, il processo di diffusione è diviso in due parti, e a metà del cammino, prima che il nuovo modello si affermi del tutto, si vive un periodo di instabilità e incertezza”, afferma Perez. “Quello attuale è proprio un periodo di questo tipo all’interno del processo di diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), che hanno ricevuto il testimone dall’epoca del petrolio, delle automobili e della produzione di massa”.
Le varie fasi del processo di diffusione si rispecchiano nel comportamento degli investitori: durante l’innovazione intensiva del primo periodo, gli investitori sono infatti disposti a correre dei rischi; una volta scoppiata la bolla entra però in scena la prudenza e gli speculatori diventano poco propensi all’investimento; infine, affermatosi il nuovo modello, gli investitori ritornano, esigendo però un maggior controllo. Per ricreare le condizioni necessarie al verificarsi di una tale “età dell’oro”, i quadri istituzionali devono quindi essere pensati su misura. “Gli investimenti sono dunque legati a doppio filo all’innovazione”, ha sottolineato Perez. “Le politiche pubbliche e le strategie private adottate in questo momento definiranno le condizioni per l’innovazione dei prossimi decenni”. In futuro potremmo trovarci ad assistere, perché no?, alla rivoluzione delle biotecnologie o delle nanotecnologie…
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