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BEI e FEI spingono perché il settore finanziario sostenga l’innovazione. |
’iniziativa Innovation 2010 è dunque la soluzione proposta da BEI e FEI per raggiungere l’obiettivo del Consiglio europeo di Lisbona: fare dell’Europa l’economia basata sulle conoscenze più competitiva e dinamica al mondo. Il comportamento innovativo viene sostenuto direttamente, tramite prestiti a medio o lungo termine concessi dalla BEI, o indirettamente, grazie al FEI, soprattutto attraverso fondi di capitali di rischio da investire nelle piccole e medie imprese (PMI). Nei suoi primi tre anni di vita, l’iniziativa i2i ha trovato applicazione in cinque ambiti: ricerca e sviluppo, reti TIC (tecnologie della comunicazione e dell’informazione), formazione del capitale umano, diffusione dell’innovazione e sviluppo delle PMI(1).
La più grande iniziativa della BEI
“Alla fine del 2003,” afferma Guy Clausse della BEI, “il totale dei fondi stanziati dalla BEI ammontava a oltre 16 miliardi di euro. Altri 20 miliardi sono stati stanziati per il biennio 2004-2006 e a questi si aggiungeranno fondi FEI. Intendiamo stanziare almeno 50 miliardi entro il 2010: si tratta di uno dei nostri obiettivi principali, l’unico che ci terrà occupati fino al termine del decennio”.
Guy Clausse inserisce quest’azione nel più ampio contesto del raggiungimento dell’obiettivo fissato al Consiglio europeo di Barcellona: portare la spesa europea per ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) al 3% del prodotto interno lordo (PIL). “Al momento”, sostiene Clausse, “l’Europa investe attorno al 2% del PIL in RSI, ma per raggiungere l’obiettivo del 3% sarà necessario incrementare gli investimenti di 100 miliardi di euro l’anno a livello comunitario. I 50 miliardi stanziati dalla BEI in dieci anni non sono che una piccola parte, visti in prospettiva. Tuttavia, se ben impiegati e a fianco di altre iniziative politiche, formative e regolatorie sono in grado di fare la differenza. Insieme ai nostri, sono già notevoli, ma sempre crescenti, i finanziamenti della Commissione europea per la ricerca. I fondi provengono anche da imprese private e da altre banche, ma la BEI può fungere da catalizzatore”.
Tre aree prioritarie
Le aree prioritarie dell’iniziativa Innovation 2010 sono state leggermente riorganizzate in seguito all’esperienza maturata in questi primi tre anni e alla parziale separazione del FEI, che si occuperà della gestione dei rapporti riguardanti le garanzie relative al capitale e ai prestiti per le PMI. I finanziamenti della BEI nell’ambito dell’iniziativa i2i attualmente riguardano:
- Istruzione e formazione, inclusi apprendimento permanente e e-learning (apprendimento a distanza)
- Ricerca e sviluppo e investimento a valle, soprattutto al fine di sostenere i progetti del settore privato, inclusi un processo di ricerca e sviluppo collaborativo e paneuropeo e il cofinanziamento dei progetti appoggiati dal Sesto programma quadro sulla ricerca
- Sviluppo e diffusione capillare delle TIC, soprattutto in riferimento alle reti a banda larga e alle relative tecnologie di accesso, alle piattaforme televisive in digitale terrestre e agli e-services (servizi elettronici a distanza)
Mediazione
L’iniziativa i2i dedicherà maggiori risorse alle attività immateriali, quali la formazione, la ricerca e la tutela della proprietà industriale, dando precedenza ai progetti che interessano le aree coperte dal Fondo europeo di sviluppo regionale, ma coprendo i 25 Stati membri, i paesi candidati (Bulgaria, Romania e Turchia) e i paesi dei Balcani occidentali. “Ci adoperiamo molto anche in qualità di mediatori tra le comunità di ricerca e quelle finanziarie, che solitamente parlano lingue differenti”, spiega Clausse. “La BEI sta dimostrando che la ricerca può essere finanziata attraverso i prestiti, una soluzione che libera i ricercatori dalle costrizioni imposte dalla congiuntura economica dei loro paesi, dando loro sicurezza in termini finanziari”.
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Esempi di progetti finanziati dall’iniziativa i2i nel 2003
- Austria: ammodernamento delle strutture ospedaliere nella regione Stiria
- Belgio: creazione dello Interuniversity Microelectronics Centre (centro interuniversitario di microelettronica) a Lovanio
- Danimarca: investimenti nelle reti di telecomunicazioni mobili ad alta velocità e nelle relative infrastrutture in tutto il paese
- Finlandia: ricerca e sviluppo nel campo dell’efficienza energetica e della riduzione delle emissioni dei motori
- Francia: ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie avanzate a semiconduzione
- Germania: creazione di una nuova piattaforma di e-commerce in grado di avvicinare rapidamente l’industria del turismo alla Società dell’informazione
- Germania, Svezia, Repubblica ceca e Ungheria: nuove ricerche in campo automobilistico e conseguente potenziamento degli impianti di produzione
- Grecia: espansione della sala concerti di Atene
- Irlanda: costruzione e messa in funzione di varie strutture al Ringaskiddy National Maritime College (Cork)
- Italia: installazione di contatori digitali per l’elettricità e sviluppo delle relative infrastrutture
- Paesi Bassi: iniziative di ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie avanzate a semiconduzione
- Portogallo: potenziamento della rete di telecomunicazioni mobili
- Regno Unito: costruzione del centro per trasmissioni digitali della BBC a Londra
- Romania: ristrutturazione e allestimento di strutture scolastiche a Bucarest e nel resto del paese
- Spagna: ammodernamento ed espansione dell’università e delle scuole elementari, medie e superiori di Valencia
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(1) Vedere “Finanziamenti complementari”, numero 5/01.
Info
- G. Clausse, Banca europea per gli investimenti (BEI)
Tl. +352 4379 3442 Fx. +352 4379 3494 g.clausse@bei.org |