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Un nuovo studio sostiene che le emissioni domestiche sono la chiave per ridurre l’inquinamento atmosferico a Pechino

Secondo un nuovo studio in parte finanziato dall’UE, il piano della Cina per ridurre le emissioni nocive delle centrali elettriche e dei veicoli potrebbe non avere l’impatto desiderato se non si riduce anche l’uso domestico di carbone e di altri combustibili inquinanti.
Un nuovo studio sostiene che le emissioni domestiche sono la chiave per ridurre l’inquinamento atmosferico a Pechino
Gli alti livelli di inquinamento atmosferico sono arrivati all’attenzione globale per la prima volta prima dei Giochi Olimpici del 2008 di Pechino, quando alle fabbriche fu ordinato di fermare la produzione per evitare conseguenze per la salute di turisti, spettatori e atleti. Oggi, la concentrazione media quotidiana dei particolati più piccoli (in grado di penetrare in profondità nei polmoni e causare malattie respiratorie croniche e gravi, cardiopatie e cancro ai polmoni) supera di più di 6 volte i limiti di sicurezza indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I livelli dei principali inquinanti, come l’ozono, sono pericolosamente alti.

In parte finanziato dal progetto PURGE (Public Health Impacts in Urban Environments of Greenhouse Gas Emissions Reductions Strategies), finanziato dall’UE, ma coordinato dalla Facoltà di Salute pubblica della UC Berkeley, dall’Università di Princeton e dall’Università di Pechino, lo studio ha scoperto che concentrandosi sugli inquinanti in aumento all’interno di Pechino e dei suoi sobborghi, piuttosto che sulla regione più ampia, potrebbe limitare la potenziale efficacia delle attività di controllo dell’inquinamento. Lo studio sarà pubblicato a breve sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Science.

“Non si può avere un ambiente esterno pulito se una grande percentuale della popolazione brucia combustibili inquinanti nelle case diverse volte al giorno,” ha commentato il prof. Kirk Smith di UC Berkeley. “Il fumo comincia all’interno, ma subito dopo lascia la casa e diventa una parte significativa dell’inquinamento dell’aria regionale.”

Lo studio di modellazione condotto dai ricercatori è il primo a includere collezioni di dati locali e regionali sulle emissioni atmosferiche e a collegarle a un modello degli effetti del tempo meteorologico e della chimica atmosferica nella regione per ricavare una stima dell’impatto delle emissioni domestiche nei mesi invernali, quando la domanda di riscaldamento è più alta. Il team di ricerca sostiene che una riduzione delle emissioni del settore residenziale potrebbe avere maggiori benefici sulla qualità dell’aria nella Pianura della Cina del nord, dove si trova Pechino, rispetto a riduzioni in altri settori. Il piano quinquennale della Cina per risolvere gli alti livelli di inquinamento atmosferico nella regione di Pechino non aveva tenuto conto delle emissioni domestiche concentrandosi sulle emissioni a livello industriale.

In particolare, i ricercatori hanno usato il Weather Research and Forecasting Model with Chemistry, un modello sviluppato negli USA e usato dai ricercatori di tutto il mondo per generare simulazioni atmosferiche usando dati reali dalla Cina. Si sono concentrati sulle province di Pechino, Tientsin e Hebei, che insieme hanno una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti.

Hanno fatto stime sui contributi relativi delle fonti di emissioni usando dati del 2010 e hanno creato un modello degli scenari di riduzione delle emissioni per derivare stime dei livelli di riduzione del particolato sottile nella regione che risulterebbe da diversi interventi di mitigazione.

I ricercatori hanno concluso che eliminando solo le emissioni domestiche si ridurrebbero i livelli di inquinamento da particolato sottile a Pechino in inverno di circa il 22 %, ma che eliminando le emissioni domestiche in tutte e tre le province che circondano Pechino, la riduzione sarebbe più che raddoppianta per quanto riguarda i livelli di particolato nella città.

In altre parole, secondo Smith, Pechino non può agire da sola per controllare i livelli di inquinamento e la ricerca ha sottolineato l’importanza della collaborazione regionale. “Su una scala più ridotta, qui nella [San Francisco] Bay Area, il controllo della qualità dell’aria non è concentrato solo su San Francisco e Oakland, ma anche coordinato tra nove contee della Bay Area mediante un ente regionale governativo,” ha detto Smith.

È importante notare che il team di ricerca non ha cercato di valutare in che modo i cambiamenti climatici potrebbero essere influenzati dal tentativo cinese di ridurre la combustione domestica di combustibile ricavato dalla biomassa mediante la fornitura di gas naturale. Inoltre i ricercatori non hanno cercato di capire meglio i vantaggi per la salute della riduzione delle emissioni domestiche.

Per maggiori informazioni, consultare:
Sito web del progetto

Fonte: Sulla base di informazioni diffuse dall’Università di Lund e segnalazioni dei media

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