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Un approccio alla valutazione del rischio per liberare il potenziale dell’energia offshore

Ricercatori finanziati dall’UE affermano che le valutazioni dell’impatto ambientale – che solitamente vengono completate prima che vengano costruiti gli impianti per le energie rinnovabili offshore – potrebbero essere effettuate in un modo molto più efficace in termini di costi applicando un approccio basato sul rischio.
Un approccio alla valutazione del rischio per liberare il potenziale dell’energia offshore
Anche se la natura, portata e impatto degli sviluppi delle energie rinnovabili offshore possono variare molto, tutti necessitano di un consenso basato sulla probabilità che l’ambiente ospitante non ne venga fortemente influenzato. Questo tipo di determinazione si basa su indagini e studi di specifici parametri ambientali che garantiscono vi sia conformità con la generale legislazione ambientale. Il costo e il tempo impiegati per effettuare queste valutazioni dell’impatto, in aggiunta all’incertezza riguardante i potenziali effetti ambientali delle nuove tecnologie, rimangono una barriera fondamentale allo sviluppo di questo settore. Questo significa che il pieno potenziale relativo a creazione di posti di lavoro e produzione di energia della potenza del vento, delle onde e delle maree europei, non è stato ancora liberato del tutto.

Benefici dell’approccio basato sul rischio

Dopo aver identificato questa questione come uno dei limiti principali, il progetto RICORE (Risk-based Consenting for Offshore Renewables), finanziato dall’UE, si è messo al lavoro per sviluppare delle soluzioni pratiche progettate per aiutare a far decollare i nuovi progetti energetici offshore. “Ciò che abbiamo fatto è stato sviluppare un nuovo approccio all’approvazione basato sul rischio che mira a ridurre il tempo e il costo previsti,” spiega il coordinatore del progetto, il professor David Gray della Robert Gordon University nel Regno Unito. “Abbiamo scoperto che usando dei profili di rischio, scienziati ed enti regolatori possono ridurre la quantità di dati di rilevamento necessaria per una tecnologia conosciuta in aree di bassa sensibilità ambientale.”

Un approccio basato sul rischio consente a enti regolatori e all’industria di stabilire le priorità delle loro attività sulla base di precedenti dati. Allo scopo di mettere insieme tutto questo, il progetto ha avuto inizio descrivendo i processi di approvazione degli Stati membri, analizzando come il rischio viene attualmente affrontato nell’ambito del consenso ed esaminando come questi sono adeguati ai requisiti di legge dell’UE.

“Ciò che abbiamo scoperto è che un’assenza di uno specifico processo di approvazione per l’energia rinnovabile offshore (ORE), la mancanza di una guida chiara e mirata e multiple autorità competenti possono tutti agire da barriere chiave all’approvazione di un progetto,” afferma Gray. “Ciò che vorremmo vedere è una guida per spiegare gli approcci basati sul rischio a enti regolatori e sviluppatori oltre che ad altri utenti del mare.”

A tal fine, il progetto ha cercato di sviluppare ulteriormente la guida esistente nota come politica SDM (Survey, Deploy and Monitor) allo scopo di includere tutte le tecnologie rilevanti nel settore ORE, e per garantire che la SDM possa essere applicata nell’ambito di un approccio alla descrizione del rischio. Sono state presentate molte raccomandazioni, che includevano la creazione di criteri comuni per la valutazione della sensibilità ambientale in un luogo specifico e l’aggiornamento e la revisione dei previsti impatti ambientali di differenti tecnologie.

Mettere in campo il nuovo approccio

Allo scopo di mettere in pratica un approccio basato sul rischio, il progetto ha sviluppato una guida per sondaggi antecedenti all’approvazione negli Stati membri che tiene in considerazione le lezioni apprese in precedenti sondaggi. Le informazioni relative alle pratiche di monitoraggio precedenti all’approvazione sono state raccolte per una varietà di aspetti ambientali, inclusi i potenziali impatti su uccelli marini, mammiferi marini, pesci e crostacei. “Un’analisi di potenza delle informazioni esistenti può aiutare a identificare i dati specifici richiesti dagli enti regolatori,” dice Gray. Le informazioni raccolte sono disponibili attraverso il sito web del progetto.

Infine, il progetto ha anche osservato le pratiche migliori per le strategie di monitoraggio successive ad approvazione e messa in campo. “Attualmente gli Stati membri non hanno delle strategie coesive per intraprendere il monitoraggio operativo,” afferma Gray. “Vi è la necessità di un approccio guidato dalla domanda, e anche che i responsabili del processo decisionale siano più coinvolti nelle questioni in modo da garantire che il monitoraggio svolto risponda alle giuste domande. Gli enti regolatori qui devono applicare degli approcci basati sul rischio.”

L’impatto del progetto RICORE, che è stato completato nel mese di giugno del 2016, verrà probabilmente sentito dall’industria a lungo termine. Le linee guida e le raccomandazioni politiche introdotte aiuteranno a promuovere un approccio basato sul rischio allo schieramento delle ORE sia da parte degli enti regolatori che dell’industria, garantendo la fornitura efficace in termini di costi di sondaggi prima dell’approvazione che soddisfano pienamente i requisiti ambientali. In questo modo, una significativa barriera non tecnica allo sviluppo di questo settore, che è fondamentale per l’economia verde dell’Europa, verrà eliminata.

Per ulteriori informazioni, consultare:
Sito web del progetto RICORE

Fonte: Sulla base di un’intervista con il coordinatore del progetto

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