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Un innovativo servizio di noleggio scooter basato su Galileo

MOTIT – un servizio per il noleggio di scooter elettrici che funziona attraverso un’app dedicata – ha fatto molta strada dal suo lancio a Barcellona nel 2013. Il sistema sarà presto disponibile a Milano e viene al momento testato a Parigi. Ma questa crescita non è arrivata senza aver prima apportato dei miglioramenti. I reclami degli utenti che avevano delle difficoltà nel localizzare i loro scooter hanno portato all’ideazione di un ricevitore Galileo e alla sua integrazione negli scooter MOTIT, nell’ambito del progetto G MOTIT.
Un innovativo servizio di noleggio scooter basato su Galileo
Da quando Uber, BlaBlaCar e altri servizi simili sono diventati importanti in Europa, i cittadini hanno avuto la possibilità di conoscere meglio il concetto di applicazioni basate sul GNSS che li aiutano a spostarsi da un luogo all’altro. Circa nello stesso periodo, le città europee sono diventate un po’ più verdi fornendo dei servizi di noleggio biciclette, dove gli utenti prendono una bicicletta da una stazione e la lasciano poi in un’altra vicina alla loro destinazione.

MOTIT vi offre il meglio di entrambi. A partire dal 2013, questa idea firmata Web 2.0 ha fornito ai cittadini di Barcellona un’app che ospita un vero e proprio servizio di noleggio scooter caratterizzato da una mentalità ecologica. A differenza della maggior parte degli scooter che si possono vedere altrove, quelli di MOTIT sono del tutto elettrici. Esso possono essere attivati con uno smartphone, sono dotati di due caschi e inoltre possono essere presi praticamente da qualunque luogo nella città. Non c’è più bisogno di trovare la stazione più vicina e poi camminare da lì, l’utente di MOTIT può semplicemente lasciare lo scooter ovunque desideri, indifferente se sia davanti al suo posto di lavoro, casa o negozio preferito. Una volta lasciato libero, lo scooter è disponibile per essere preso dal più vicino abbonato a MOTIT che ha bisogno di un mezzo di trasporto.

Quello che mancava finora a MOTIT, tuttavia, era un sistema di posizionamento preciso che aiutasse gli utilizzatori a localizzare i loro scooter con maggiore precisione di quanto non facesse il GPS.

Ed è qui che entra in scena G MOTIT (Galileo-Enhanced MOTIT: an electric scooter sharing service for sustainable urban mobility). Cercando un’applicazione nella vita reale che permettesse alla Commissione europea di allettare potenziali utenti di Galileo, il progetto è nato dall’osservazione che il servizio europeo GNSS era esattamente ciò di cui aveva bisogno MOTIT per far felici i suoi utenti e rendere possibile il suo sviluppo in altre città europee.

Tra tutte le soluzioni per affrontare i problemi legati ai livelli di traffico più elevati nelle città, perché avete scelto di investire in MOTIT?

Marti Jofre: Il servizio risultava interessante per due ragioni principali. La prima è che MOTIT aveva già fatto vedere una reale necessità di migliori prestazioni nella localizzazione per arricchire le esperienze d’uso dei clienti in un servizio esistente, ovvero aiutare gli utenti a trovare i loro scooter. Questo è esattamente ciò che stavamo cercando, dal momento che la Commissione europea voleva dimostrare i benefici del sistema di navigazione satellitare Galileo per servizi reali.

Inoltre, abbiamo pure ritenuto MOTIT molto innovativo in quel momento, anche se è vero che altri servizi simili erano stati lanciati nel corso dei mesi precedenti. Vi sono molti aspetti innovativi e interessanti riguardo a MOTIT: In primo luogo, tutto viene fatto mediante uno smartphone, inclusa l’attivazione dello scooter. Gli scooter sono inoltre elettrici, garantendo un’esperienza di guida confortevole e rispettosa dell’ambiente agli utenti; ed essi possono essere parcheggiati come un qualsiasi veicolo privato senza dover cercare le stazioni dedicate, evitando in questo modo costosi investimenti e occupazione di suolo pubblico per l’infrastruttura di ricarica.

Altri aspetti innovativi includevano il casco già disponibile con lo scooter e, infine, che l’utilizzo di uno scooter rappresenta un modo veloce per spostarsi in città ed evitare gli ingorghi del traffico, tutto questo rendendo possibile allo stesso tempo una combinazione con il trasporto pubblico per l’ultima tratta del tragitto.

Quali sono secondo lei i principali ostacoli a un suo successo su scala più ampia?

In effetti, oltra alla questione della localizzazione menzionata in precedenza, il principale ostacolo per molti utenti è il tipo di veicolo scelto da MOTIT. L’utilizzo di uno scooter in città altamente popolate può essere una preoccupazione per gli utenti a causa di problemi legati alla sicurezza, ma anche il meteo può essere un problema: MOTIT è un servizio che ha chiaramente un maggiore potenziale in paesi più soleggiati come quelli nel Mediterraneo.

Avete ricevuto molti commenti negativi riguardo alle limitazioni della tecnologia GPS nella localizzazione dello scooter disponibile più vicino?

Sì, e questi commenti sono stati fatti sia dall’operatore coinvolto nel progetto che da altri operatori. Alcuni di essi avevano escluso determinate aree della città, non offrendo lì il servizio, poiché le cattive prestazioni della localizzazione influivano sulle esperienze d’uso dei clienti. Questo è un problema soprattutto nelle strade strette dei vecchi quartieri.

In che modo il vostro ricevitore Galileo fornisce una risposta a questi problemi?

Galileo, in combinazione con quello GPS e altri sistemi di navigazione satellitare, fornirà una maggiore disponibilità di satelliti e nuovi segnali. Nel complesso, ci aspettiamo che il suo utilizzo porti a un miglioramento della disponibilità, precisione e affidabilità del calcolo della posizione.

Concretamente, il progetto consisteva nel sostituire il ricevitore GPS autonomo di MOTIT con un ricevitore Galileo del tutto integrato nei sistemi elettronici del motociclo. Quindi G MOTIT non era un progetto di ricerca di base che si concentrava sullo sviluppo di un algoritmo, ma si concentrava anzi sull’integrazione e la dimostrazione della tecnologia per un caso d’uso rilevante.

La dimostrazione a Parigi ha appena avuto inizio. Avete finora ricevuto informazioni o commenti?

Abbiamo avviato la dimostrazione all’inizio di dicembre. Il progetto è stato esteso fino al mese di marzo del 2017, e gli utenti a Parigi possono già beneficiare dei miglioramenti apportati dal nuovo ricevitore Galileo. Ancora è troppo presto per fare dei commenti su questa dimostrazione, ma di sicuro speriamo che, una volta conclusa e non appena raggiunto un accordo commerciale con l’operatore, il nuovo sistema verrà messo in campo anche per gli utilizzatori a Barcellona.

Quali sono i prossimi passi adesso che il progetto è quasi completato?

Noi proveremo a commercializzare la tecnologia tra altri operatori della condivisione. Anche i servizi solo andata di condivisione dell’automobile potrebbero essere interessati a questa tecnologia, proprio come altri servizi di mobilità su richiesta come ad esempio ridesharing, microtransit, ecc.

G MOTIT
Finanziato nell’ambito di H2020-Galileo.
http://cordis.europa.eu/project/rcn/193832

Fonte: Intervista su research*eu rivista dei risultati n. 59 pagg. 12-13

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