Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - CORDIS

Uno studio offre nuove speranze a chi soffre di asma

Un nuovo studio supportato dal progetto AIRPROM, finanziato dall’UE, ha suggerito la possibilità di un nuovo trattamento per l’asma, una malattia che affligge 10 milioni di persone in Europa con un’età inferiore a 45 anni.
Uno studio offre nuove speranze a chi soffre di asma
Secondo la European Lung Foundation, l’asma negli adulti causa sintomi continui di rantolo, affanno, costrizione al torace e tosse. Questi sintomi si possono presentare in qualsiasi momento, ma in particolare di notte o la mattina presto.

Gli adulti che soffrono di asma possono mostrare un’ampia gamma di sintomi, con differenti livelli di gravità. A volte i sintomi si possono aggravare con il passare di ore o minuti, portando a una grave restrizione delle vie aeree. Questa è solitamente alleviata solo mediante farmaci aggiuntivi, o nei casi gravi, dal ricovero in ospedale. Ogni giorno tre adulti muoiono in seguito ad attacchi di asma e la ricerca ha mostrato che due terzi delle morti causate da attacco di asma si possono prevenire. Da un punto di vista finanziario, le malattie delle vie aeree, inclusa l’asma, costano all’Unione europea oltre 56 miliardi di euro all’anno.

Ora, uno studio pubblicato nel “Journal of Allergy and Clinical Immunology” ed effettuato da un team internazionale guidato dall’Università di Leicester nel Regno Unito, ha descritto una scoperta fondamentale riguardante la causa del restringimento delle vie aeree. Per la prima volta, il team ha scoperto che una forma attiva di una proteina chiave, la HMGB1, è presente in quantità maggiore e connessa al restringimento delle vie aeree nelle persone affette da asma grave.

In particolare, lo studio è stato effettuato sulla mucosa e su campioni dei muscoli delle vie aeree raccolti da soggetti affetti da asma da leggera a moderata, asma grave e volontari sani reclutati dall’Ospedale Glenfield di Leicester.

“Per molte persone che soffrono di asma, in particolare di asma grave, il trattamento non è efficace al 100 %,” ha commentato la dott.ssa Ruth Saunders, autrice principale dello studio. “Anche se molte nuove terapie sono adesso in fase di studio per l’asma collegato alle allergie, vi è ancora il bisogno di nuove terapie per l’asma non collegato alle allergie.”

Lei ha continuato: “Noi abbiamo mostrato che la quantità di HMGB1, una proteina che può essere rilasciata nelle vie aeree dalle cellule coinvolte nell’infiammazione o da cellule danneggiate, è maggiore nella mucosa proveniente dalle vie aeree di persone affette da asma grave.” Per quanto ne sa il team, questo è il primo studio a mostrare un effetto diretto della HMGB1 sull’incremento della contrazione dei muscoli delle vie aeree in risposta a stimoli. Essi adesso sperano che le loro scoperte portino a migliori trattamenti per i soggetti affetti da asma grave.

Il progetto AIRPROM (Airway Disease Predicting Outcomes through Patient Specific Computational Modelling) si è svolto da marzo 2011 a giugno 2016 e il suo consorzio formato da 34 partner è stato guidato dall’Università di Leicester. Il progetto ha ricevuto quasi 12 milioni di euro in finanziamenti dell’UE e mirava a produrre modelli fisici e al computer dell’intero sistema delle vie aeree per soggetti affetti da asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Per maggiori informazioni, consultare:
Sito web del progetto

Fonte: Sulla base di un comunicato stampa dell’Università di Leicester e informazioni diffuse dal progetto

Informazioni correlate