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  • Risoluzione (CECA, CEE, Euratom) riguardante un programma comunitario di politica e azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile (1993-2000)

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Riferimento Gazzetta ufficiale

C 138 del 1993-05-17

Riferimento legislativo

93/C138/01 del 1993-02-01
Realizzare una piena integrazione delle politiche a favore dell'ambiente con le altre politiche, grazie ad una partecipazione attiva di tutti gli attori della società, mediante un ampliamento e un approfondimento degli strumenti di controllo e di cambiamento del comportamento, in particolare attraverso un ricorso accresciuto alle forze di mercato.

Riassunto

A partire dal 1972 si sono susseguiti quattro programmi di azione della Comunità a favore dell'ambiente. All'inizio la politica comunitaria a favore dell'ambiente era orientata soprattutto sulla lotta agli inquinamenti e agli altri fattori nocivi. In seguito la prevenzione è divenuta il punto focale, determinando l'integrazione delle considerazioni ambientali all'interno della pianificazione e dell'esecuzione delle azioni in molti settori dell'economia e del sociale. Il quarto programma d'azione (1987-1992) era fondato sul riconoscimento che la politica di protezione ambientale può contribuire all'aumento della crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro e che tale politica deve essere una componente essenziale delle politiche economica, industriale, agricola e sociale, attuate a livello comunitario e nazionale.

Il quinto programma d'azione (1993-2000), adottato il 1° febbraio 1993 (Gazzetta ufficiale n. C 138 del 17.5.1993), si basa sui principi dello sviluppo sostenibile, di un'azione preventiva e precauzionale e della responsabilità comune, come stabilito nella dichiarazione dei capi di Stato e di governo della Comunità, del 26 giugno 1990, e nel nuovo Trattato sull'Unione europea, che introduce come obiettivo prioritario la promozione di una crescita sostenibile e rispettosa dell'ambiente (articolo 2) e specifica che la politica ambientale deve mirare a un elevato livello di tutela e deve essere integrata nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie. La politica della Comunità in materia ambientale deve promuovere sul piano internazionale misure destinate a risolvere i problemi dell'ambiente a livello regionale o mondiale.

Il nuovo Trattato sull'Unione europea annette particolare importanza al principio della sussidiarietà che svolge l'importantissima funzione di garantire che le finalità e gli obiettivi del programma siano perseguiti mediante azioni appropriate realizzate a livello nazionale, regionale e locale. Secondo tale principio la Comunità interviene soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, possono essere realizzati meglio a livello comunitario.

Il termine "sostenibile" utilizzato nel programma si riferisce a una politica e a una strategia per perseguire lo sviluppo economico e sociale che non rechi danno all'ambiente e alle risorse naturali dalle quali dipendono il proseguimento dell'attività umana e lo sviluppo futuro.

Il quinto programma d'azione differisce dai precedenti per il fatto che: esso è centrato sugli operatori e sulle attività che distruggono le risorse naturali e danneggiano l'ambiente, e non aspetta che si creino i problemi; esso intende iniziare un cambiamento delle tendenze e delle pratiche nocive per l'ambiente in modo da garantire il benessere e l'espansione sociale ed economica alle generazioni attuali e anche a quelle future; esso tende a un cambiamento del modello di comportamento della società ottimizzando la partecipazione di tutti i settori sociali in uno spirito di corresponsabilità e questa responsabilità deve essere condivisa grazie a un significativo ampliamento degli strumenti che verranno applicati nella ricerca di una soluzione a problemi o preoccupazioni specifiche. I precedenti programmi d'azione si sono basati quasi esclusivamente su provvedimenti legislativi mentre gli strumenti ora proposti possono essere suddivisi in categorie: strumenti legislativi, strumenti di mercato, strumenti orizzontali di supporto, meccanismi di sostegno finanziario. I precedenti programmi, inoltre, erano basati principalmente su disposizioni legislative e misure di controllo applicate dall'autorità pubblica e dalle industrie manifatturiere; tuttavia il concetto della condivisione della responsabilità presuppone invece una partecipazione molto più ampia e più attiva di tutti gli attori economici, siano essi amministrazioni pubbliche, imprese pubbliche e private di ogni tipo e, soprattutto, della collettività generale in qualità di cittadini e consumatori.

Si è proceduto a una selezione di cinque settori specifici da analizzare con cura particolare nell'ambito del programma: l'industria, l'energia, i trasporti, l'agricoltura e il turismo. In tutti questi settori la Comunità svolge un ruolo determinante e l'approccio comunitario appare il più efficace per affrontare i problemi che essi causano o devono affrontare. I settori sono stati scelti anche per il particolare impatto che hanno o che possono avere sull'ambiente nel suo insieme oppure perché per loro natura essi svolgono un ruolo determinante in vista del raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.

Per ciascuno dei temi principali si presentano gli obiettivi a lungo termine che costituiscono l'orientamento o la direzione da seguire in vista di uno sviluppo sostenibile, alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2000 e infine una gamma di azioni rappresentative necessarie per realizzare gli obiettivi stabiliti.

Per l'attuazione di una strategia di sviluppo sostenibile è necessario un cambiamento radicale in praticamente tutti i settori d'intervento della Comunità. Esso presuppone che la tutela dell'ambiente venga integrata nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie, e ciò non solo per il bene dell'ambiente, ma anche per il bene e il progresso degli altri settori. Gli orientamenti ai quali si ispirano le strategie illustrate nel presente programma comprendono l'attuazione pratica del principio "chi inquina paga".

Il programma può essere suddiviso in azioni a livello interno e internazionale: il primo tipo evidenzia ciò che si può fare, da un punto di vista politico e giuridico, all'interno della Comunità in base ai poteri e alle procedure previste dai trattati mentre l'altro aspetto riguarda ciò che la Comunità e gli Stati membri devono invece realizzare in collaborazione con altri paesi sviluppati e in via di sviluppo per risolvere problemi e questioni di portata generale e regionale.

Per modificare i modelli di consumo e di comportamento sociale e conciliarli con il concetto di sostenibilità occorrerà trovare un nuovo equilibrio tra i vantaggi a breve termine del singolo o di un gruppo e il bene dell'intera società a lungo termine. A tal fine va data la priorità alle seguenti azioni orizzontali, complementari all'approccio normativo: miglioramento dei dati; determinazione del giusto prezzo; informazione, istruzione e formazione di tutti gli attori economici; piena integrazione tra ambiente e altre politiche; rigorosa attuazione e controllo. Viene accordata priorità ai seguenti settori d'azione: gestione sostenibile delle risorse naturali; controllo integrato dell'inquinamento; prevenzione e gestione dei rifiuti; riduzione del consumo di energie non rinnovabili; più efficiente gestione della mobilità; miglioramento dell'ambiente urbano; miglioramento della salute e della sicurezza.

Il ruolo dell'Agenzia europea dell'ambiente è fondamentale in vista della valutazione e della diffusione delle informazioni, della distinzione tra rischi reali e presunti e della ricerca ed elaborazione di una base scientifica e razionale per le decisioni e le azioni in materia ambientale o riguardanti le risorse naturali.

necessario un impegno maggiore e più coerente nel settore della ricerca e dello sviluppo per poter elaborare la strategia lungimirante, coesiva ed efficace contenuta nel programma. Occorre potenziare le relazioni e i collegamenti tra la politica a favore dell'ambiente e le attività collaterali di R&S mediante un migliore scambio di informazioni e dei risultati e un atteggiamento più flessibile per poter rispondere in maniera più diretta e flessibile ai mutati requisiti politici. La R&S della Comunità deve fornire un contributo diretto ai seguenti obiettivi:
. fornire una base scientifica per valutare la situazione dell'ambiente ed elaborare un sistema di avvertimento rapido in caso di problemi ambientali;
. una migliore comprensione dei processi ecologici fondamentali e dell'impatto delle attività umane;
. elaborazione di una base solida di strumenti normativi e di mercato;
. elaborazione e applicazione di tecniche di prevenzione, riduzione e contenimento dell'impatto ambientale.

Suddivisione

TEMI E OBIETTIVI:

- Cambiamento del clima

- Acidificazione

- Qualità dell'aria

- Protezione della natura e della diversità biologica

- Aspetti quantitativi della gestione delle risorse idriche (acque sotterranee e dolci superficiali)

- Aspetti qualitativi della gestione delle risorse idriche (acque sotterranee e superficiali)

Rumore

- Zone costiere

- Rifiuti urbani

GESTIONE DEI RISCHI E DEGLI INCIDENTI:

- Rischi di tipo industriale

- Controllo delle sostanze chimiche

Protezione degli animali utilizzati a scopo sperimentale:
. direttiva 86/609/CEE (in corso);

- Sicurezza nucleare e protezione radiologica

- Protezione civile ed emergenza ecologica:
. migliorare e perfezionare le procedure e gli accordi di assistenza reciproca in caso di catastrofe naturale o tecnologica, compreso il caso di inquinamento causato da incidente;
. migliorare il coordinamento delle azioni degli Stati membri all'interno della Comunità e potenziare la collaborazione con gli organismi internazionali interessati per ottimizzare gli interventi in caso di emergenza o catastrofe nei paesi terzi;
. sviluppare e migliorare la rete d'informazione e le procedure operative;
. azioni volte a sensibilizzare ed educare il pubblico;

AMPLIAMENTO DELLO STRUMENTARIO:

- Migliori dati sull'ambiente

- Ricerca scientifica e sviluppo tecnologico

- L'approccio economico: determinazione del giusto prezzo:
. orientamenti preliminari al "miglioramento dei dati" (1993, 1995);
. tabelle alternative del PNL indicanti il valore delle risorse naturali (1995-);
. tabelle ufficiali del PNL (1999-);
. sviluppo e attuazione di un programma coerente per l'incorporazione dei costi dei fattori ecologici (1992-);
. consultazione di associazioni professionali (1992);
. orientamenti comunitari (1993);
. introduzione della contabilità alternativa nelle aziende (2000-);
. consultazione con gli Stati membri, l'industria e le associazioni professionali (1992/1993);
. direttiva CE (1994);
. promozione di incentivi fiscali per l'ambiente (1993);
. riesame dei sistemi fiscali e di tassazione nazionali e regionali raccolta dei dati (1993);
. riesame globale degli aiuti statali destinati al settore dell'ambiente (1992/1993);
. direttiva sull'Audit ambientale (1992);
.Audit ambientale (1994);
. consultazioni con gli Stati membri, l'industria e le società di assicurazione (1992/1993);
. varo di un regime di garanzia di esecuzione degli accordi e delle clausole relative alle licenze (1995);
. direttiva sulla responsabilità civile per danni causati da rifiuti (1993-);
. documento di lavoro sull'introduzione di regimi di responsabilità civile e di responsabilità solidale (1992);
. adozione di regolamenti CE (1995);
. attuazione graduale di regimi di cauzione/rimborso (in corso);
. relazioni sui progressi e sull'efficacia dei regimi di cauzione/rimborso (1995/1998);

- Informazione del pubblico e istruzione:
. disponibilità al pubblico delle informazioni sull'ambiente (1993);
. relazioni periodiche sullo stato dell'ambiente (1995-);
. campagne di informazione specifica su rifiuti, consumo di energia, trasporti, ecc. (1992-);
. introduzione di un'etichetta ecologica (1993-);
. introduzione di un'unica etichetta contenente dati relativi all'ambiente e alla sicurezza del consumatore (1998);
. relazione sulla situazione relativa all'introduzione nei programmi didattici delle scuole elementari e secondarie dello studio dell'ecologia e proposte per sviluppi futuri (1992);
. programma di ricerca didattica (1992/1993);
. adozione di orientamenti generali (1993);
. preparazione di manuali e ausili didattici (in corso);
. formazione dei docenti (1993-);
. inserimento nei programmi scolastici (2000);
. programma di seminari, corsi estivi, convegni (1993-);
. aggiornamento annuale sui progressi compiuti (1993-);

- Istruzione e formazione professionale:
. relazione sulla situazione attuale in tutti i settori (1992);
. introduzione allo studio dell'ecologia (1993-);
. istituzione di facoltà di ecologia (1993-);
. ricerca didattica, preparazione di manuali e ausili (1992-);
. coordinamento tra gli istituti professionali, elaborazione di orientamenti e procedure su corsi di formazione professionale, seminari e gruppi di lavoro per pianificatori, contabili, revisori (1992-);
. coordinamento tra gli istituti professionali, elaborazione di orientamenti e procedure sul programma permanente di corsi e seminari aperti a pianificatori, addetti alla gestione dei trasporti, consulenti agricoli, operatori turistici (1992-);

- Meccanismi di sostegno finanziario:
. considerazione dell'impatto ambientale nell'erogazione dei fondi strutturali (1993-);
. transizione graduale dal sostegno al prezzo al sostegno al reddito (1992-);
. contratti di gestione del territorio (1992-);
. programma di sviluppo rurale (graduale);
. programma di sviluppo forestale (graduale);
. avvio di LIFE (1992);
. riesame completo di LIFE ed eventuale ampliamento del programma (1995);
. incentivi speciali, nell'ambito del nuovo Fondo di coesione, per il trattamento delle emissioni atmosferiche, delle acque reflue, dei rifiuti, ecc. (1993-1998);
. analisi completa delle difficoltà e delle esigenze delle PMI (1992/1993);
. riesame completo degli aiuti statali a favore dell'ambiente (1993);

RISCHI E PROBLEMI AMBIENTALI:

- Problemi di portata mondiale:
. cambiamento climatico;
. riduzione della fascia di ozono;
. perdita della diversità biologica;
. deforestazione;

- Problemi di portata regionale e locale:
. paesi OCSE;
. Europa centrale e orientale;
. paesi in via di sviluppo;

- Cooperazione internazionale;

- Cooperazione bilaterale.

Attuazione

La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma. La Commissione riunirà tre gruppi di dialogo ad hoc: un gruppo consultivo a carattere generale; una rete di attuazione; un gruppo di riesame della politica ambientale. Questi gruppi di dialogo contribuiranno a promuovere un maggior senso di responsabilità tra gli attori principali della collaborazione e a garantire un'applicazione efficace e trasparente dei provvedimenti adottati. Il gruppo consultivo rappresenterà una sede di consultazione e di scambi di informazioni tra i settori industriali e produttivo, il mondo degli affari, le autorità regionali e locali, le associazioni di categoria, i sindacati, le organizzazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori e le direzioni generali della Commissione competenti in materia. Questo gruppo dovrebbe fungere da organismo di coordinamento, articolato in sottogruppi specialistici istituiti ad hoc per esaminare questioni o problemi specifici. La rete di attuazione sarà formata da rappresentanti delle amministrazioni nazionali competenti e della Commissione responsabili dell'applicazione pratica dei provvedimenti comunitari. La rete provvederà, sotto la supervisione della Commissione, allo scambio di informazioni e di esperienze e allo sviluppo di strategie pratiche comuni. La rete può contribuire a favorire un'applicazione coerente ed equa della politica e delle norme comunitarie nei vari Stati membri che comporterà, tra l'altro, scambi di informazioni sugli sviluppi tecnici, iniziative per garantire l'osservanza delle norme e azioni di prevenzione. Il gruppo di riesame della politica ambientale sarà composto da rappresentanti della Commissione e degli Stati membri a livello di direttore generale e sarà incaricato di sviluppare la comprensione reciproca e di procedere a uno scambio di pareri sulle politiche e i provvedimenti a tutela dell'ambiente. Uno dei suoi principali obiettivi è colmare il vuoto istituzionale creato dalla limitazione dei contatti in materia ambientale tra la Commissione e gli Stati membri, finora ristretti alla discussione di proposte specifiche e scambi di vedute in seno al Consiglio in merito a procedimenti d'infrazione.

In virtù degli obblighi previsti dal Trattato, modificato dall'Atto unico europeo, e conformemente al nuovo Trattato sull'Unione europea, la partecipazione della Comunità alle azioni internazionali a favore dell'ambiente riceverà un nuovo impulso nel quadro del presente programma. Tale partecipazione riguarda questioni di primaria importanza quali il cambiamento climatico, la fascia di ozono, la conservazione della diversità biologica, i rifiuti pericolosi e la tutela dei mari e dei corsi d'acqua. Le preoccupazioni per l'ambiente si riflettono anche nei rapporti di cooperazione bilaterale instaurati tra la Comunità e i suoi partner in tutto il mondo. necessario potenziare e ampliare la cooperazione in campo ambientale con gli altri paesi industrializzati, dando tuttavia una particolare priorità ai paesi in via di sviluppo e dell'Europa centrale e orientale in considerazione della grave situazione ecologica in cui questi paesi versano.

La Commissione continuerà a sottoporre al Consiglio, al Parlamento europeo e all'opinione pubblica in genere, relazioni sulla portata e sulla qualità dell'attuazione e dell'applicazione delle iniziative all'interno della Comunità. Con il miglioramento della quantità e della qualità delle informazioni disponibili, queste relazioni fungeranno da indicatore dei risultati e da incentivo per migliorare l'attuazione e il controllo in generale.

Non è possibile stimare il costo potenziale del programma in quanto tale per gli Stati membri, per le autorità regionali e locali e per gli attori economici. Il nuovo Trattato prevede che si tenga conto del costo reale dell'assenza di un'azione poiché se non si tiene conto di tale assenza, la decisione non può essere corretta in termini di risposta politica ottimale. Inoltre, dovrebbe essere chiaro che taluni aspetti dell'ambiente non hanno o non possono avere "un prezzo", e che pertanto non possono rientrare nei soliti meccanismi applicati in economia. Nel rispetto del Trattato si procederà a un'analisi dei costi e dei benefici potenziali delle azioni e dell'assenza di azioni in vista dell'elaborazione delle proposte specifiche in seno alla Commissione. Nell'elaborazione di tali proposte si cercherà per quanto possibile di evitare l'imposizione di costi sproporzionati e si cercherà altresì di garantire che i benefici realizzati superino, dopo un certo periodo, i costi sostenuti.

Entro la fine del 1995 la situazione del programma verrà riesaminata globalmente e verranno elaborate, e pubblicate, una relazione aggiornata sullo stato dell'ambiente e un'analisi delle opzioni e delle strategie esposte nel programma.
Numero di registrazione: 323 / Ultimo aggiornamento: 2001-07-23