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Finanziamento del programma

EUR 400 million

Riferimento Gazzetta ufficiale

L206 del 1992-07-22

Riferimento legislativo

1973/92/CEE del 1992-05-21
Contribuire allo sviluppo e all'applicazione della legislazione mediante il finanziamento di: azioni prioritarie in materia di ambiente nella Comunità; azioni di assistenza tecnica con paesi terzi della regione mediterranea o rivieraschi del Mar Baltico; in circostanze eccezionali, azioni concernenti i problemi a livello regionale o mondiale dell'ambiente previsti nell'ambito delle convenzioni internazionali.

Riassunto

Il Trattato che istituisce la Comunità economica europea prevede lo sviluppo e l'attuazione della politica comunitaria in materia di ambiente e fissa gli obiettivi e i principi che devono orientare tale politica. L'azione della Comunità in materia ambientale ha in particolare l'obiettivo di salvaguardare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente. Lo strumento finanziario unico per l'ambiente (LIFE) è stato istituito per accordare sostegno finanziario ad azioni preparatorie, di dimostrazione, di sensibilizzazione, di incentivazione e di assistenza tecnica nel settore della tutela ambientale. Lo strumento LIFE apporta il sostegno a settori d'azione potenziali nel rispetto del principio "chi inquina paga" e di quello della sussidiarietà. Sono comprese le misure necessarie per la conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche definite nella direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992.

Il presente regolamento abroga il regolamento (CEE) n. 563/91 (MEDSPA), il regolamento (CEE) n. 3907/91 (ACNAT) e il regolamento (CEE) n. 3908/91 (NORSPA).

Suddivisione

AZIONI NELLA COMUNIT :

- Promozione dello sviluppo sostenibile e della qualità dell'ambiente:
. mettere a punto e sviluppare nuove tecniche e metodi di misurazione e di sorveglianza della qualità dell'ambiente;
. mettere a punto e sviluppare nuove tecnologie pulite, ossia poco o per nulla inquinanti e tali da consumare meno risorse naturali;
. mettere a punto e sviluppare tecniche di raccolta, stoccaggio, riciclaggio ed eliminazione dei rifiuti, segnatamente i rifiuti tossici e pericolosi nonché le acque reflue;
. mettere a punto e sviluppare tecniche di individuazione e di ripristino dei siti contaminati da rifiuti pericolosi e/o sostanze pericolose;
. mettere a punto e sviluppare modelli intesi all'integrazione dell'ambiente nella gestione del territorio nonché nelle attività socioeconomiche;
. ridurre gli scarichi negli ambienti acquatici di sostanze inquinanti, persistenti, tossiche e suscettibili di dare adito a bioaccumulazione, nonché di sostanze nutritive;
. migliorare la qualità della vita nell'ambiente urbano, sia nelle zone centrali che in quelle periferiche;

- Tutela degli habitat e della natura:
. in applicazione della direttiva 79/409/CEE, salvaguardia o ripristino di biotopi che accolgono specie in pericolo o di habitat, gravemente minacciati e che rivestono un'importanza particolare per la Comunità, oppure attuazione delle misure di conservazione o di ristabilimento di specie in pericolo;
. salvaguardia o ripristino dei tipi di habitat naturali d'interesse comunitario e delle specie animali e vegetali d'interesse comunitario ai sensi della direttiva 92/43/CEE;
. protezione del suolo minacciato o degradato da incendi, processi di desertificazione, erosione costiera o scomparsa del cordone di dune;
. promozione della salvaguardia della natura marina;
. protezione e salvaguardia delle zone di acque dolci sotterranee e di superficie;

- Strutture amministrative e servizi per l'ambiente:
. stimolare una maggiore cooperazione tra le amministrazioni degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la gestione di problemi ambientali transfrontalieri e globali;
. attrezzare, ammodernare o sviluppare reti di sorveglianza, nell'ottica di un rafforzamento della normativa ambientale;

- Educazione, formazione e informazione:
. favorire la formazione ambientale nei vari ambienti amministrativi e professionali;
. promuovere l'educazione ambientale segnatamente col facilitare l'accesso all'informazione, agli scambi di esperienze, alla formazione e alla ricerca pedagogica;
. favorire una migliore comprensione dei problemi con una conseguente incentivazione di modelli comportamentali coerenti con gli obiettivi ambientali;
. garantire la divulgazione delle conoscenze in materia di corretta gestione dell'ambiente;

AZIONI AL DI FUORI DEL TERRITORIO COMUNITARIO:
. favorire la creazione delle strutture amministrative necessarie nel settore dell'ambiente;
. garantire l'assistenza tecnica necessaria per predisporre politiche e programmi d'azione in materia di ambiente;
. favorire il trasferimento di tecnologie appropriate favorevoli all'ambiente e promuovere lo sviluppo sostenibile;
. fornire assistenza a paesi terzi che debbono affrontare situazioni di emergenza ecologica.

Attuazione

La Commissione è responsabile dell'attuazione dello strumento finanziario ed è assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.

Il sostegno finanziario della Comunità può essere accordato ad azioni che rivestono un interesse comunitario, che contribuiscono significativamente all'attuazione della politica comunitaria in materia di ambiente e che rispettano le condizioni di applicazione del principio "chi inquina paga". Entro il 30 settembre di ogni anno, la Commissione stabilisce le azioni prioritarie da attuare e la relativa ripartizione delle risorse da destinare a dette azioni e stabilisce, inoltre, i criteri supplementari da adottare per la selezione delle azioni da finanziare.

Il sostegno finanziario viene accordato, in funzione della natura delle operazioni da realizzare, in forma di cofinanziamento di azioni o abbuoni d'interessi. La quota in percentuale del sostegno comunitario è soggetta ai limiti seguenti:
- 30% del costo per le azioni che comportano il finanziamento di investimenti generatori di entrate (l'operatore dell'investimento deve contribuire al finanziamento almeno in misura uguale al sostegno comunitario);
- 100% del costo per le misure destinate ad acquisire le informazioni necessarie per eseguire un'azione, nonché nel caso delle misure di assistenza tecnica applicate per iniziativa della Commissione;
50% del costo per le altre azioni.

La quota in percentuale del sostegno finanziario della Comunità per le azioni concernenti la conservazione di biotopi o habitat di interesse comunitario può raggiungere:
- in generale, un massimale del 50% del costo delle azioni;
-eccezionalmente, un massimale del 75% del costo purché le azioni riguardino biotopi o habitat in cui vivono specie minacciate di estinzione nella Comunità, habitat che rischiano di scomparire dalla Comunità oppure popolazioni di specie minacciate di estinzione nella Comunità.

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le proposte di azioni da finanziare. La Commissione può tuttavia chiedere a persone giuridiche o fisiche con sede nella Comunità, tramite avvisi pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, di presentare domande di contributo per azioni aventi un interesse particolare per la Comunità. L'importo del sostegno finanziario, le modalità di finanziamento e di controllo, nonché le condizioni tecniche necessarie per l'attuazione dell'intervento sono determinati in funzione della natura e della forma dell'azione approvata e sono fissati nella decisione della Commissione o nel contratto o convenzione conclusi con i beneficiari.

Le azioni che fruiscono degli aiuti previsti dai fondi strutturali o da altri strumenti di bilancio comunitari non sono prese in considerazione per la concessione degli aiuti nell'ambito dello strumento LIFE e la Commissione assicura, inoltre, la coerenza tra gli interventi effettuati nel quadro dello strumento LIFE e quelli effettuati attraverso i fondi strutturali o altri strumenti finanziari comunitari.

La Commissione prende le misure necessarie per verificare che le azioni finanziate dalla Comunità vengano attuate correttamente, per prevenire e reprimere le irregolarità e per recuperare i fondi indebitamente percepiti a causa di abusi o negligenza. La Commissione pone in atto una sorveglianza efficace dell'esecuzione delle operazioni finanziate dalla Comunità sulla base di relazioni elaborate conformemente alle procedure concordate tra la Commissione e il beneficiario e sulla base di controlli mediante sondaggi. Nell'ambito di ciascuna azione pluriennale, il beneficiario presenta alla Commissione relazioni sullo stato d'avanzamento dell'azione nel semestre successivo alla fine di ciascuna annata completa di esecuzione. Inoltre, entro sei mesi dal completamento dell'azione viene inviata alla Commissione una relazione finale. Per tutte le azioni di durata inferiore ai due anni, il beneficiario presenta una relazione alla Commissione entro sei mesi dal relativo completamento. La Commissione decide in merito alla forma e al contenuto di tali relazioni. Sulla base delle procedure e delle relazioni di sorveglianza la Commissione, se necessario, rettifica l'entità o le condizioni per la concessione del sostegno finanziario originariamente approvato, nonché lo scadenzario dei versamenti. L'elenco delle azioni finanziate dallo strumento LIFE viene pubblicato annualmente nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Ogni due anni la Commissione, sentito il parere dell'apposito comitato, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda l'esecuzione di LIFE e in particolare l'impiego degli stanziamenti.

Lo strumento LIFE sarà attuato per fasi e il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, deciderà in merito all'attuazione della seconda fase a decorrere dal 1° gennaio 1996. Entro il 31 dicembre 1994, la Commissione sottoporrà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sullo stato di applicazione dello strumento LIFE e formulerà proposte su eventuali modifiche da apportare in vista del proseguimento dell'azione oltre la prima fase.