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  • Regolamento (CEE, Euratom) relativo a un'assistenza tecnica all'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche nello sforzo di risanamento e di raddrizzamento della sua economia (1991-1992)

Programma successivo

IC-TACIS 2

Finanziamento del programma

EUR 845 million

Riferimento Gazzetta ufficiale

L 201 del 1991-07-24

Riferimento legislativo

2157/91/CEE, Euratom del 1991-07-15
Assistere il processo di riforme economiche in corso nell'ex Unione sovietica mediante il trasferimento di know-how ed esperienza.

Riassunto

In base al mandato ricevuto dal Consiglio europeo, riunitosi a Roma nel dicembre 1990, la Commissione europea ha istituito un programma di assistenza tecnica per sostenere lo sforzo di risanamento e di rilancio dell'economia sovietica operato dalle autorità sovietiche.

Lo scioglimento dell'Unione Sovietica ha ritardato il processo di attuazione e l'approccio del programma per il 1992 è stato modificato per tenere conto della nuova situazione. Alcuni importanti cambiamenti hanno distinto l'approccio per il 1992:
- il negoziato, la definizione e l'attuazione erano fondati su un approccio bilaterale su base geografica;
- sono stati istituiti coordinatori nazionali e unità locali di coordinamento;
- il passaggio da progetti di tipo settoriale a progetti più integrati e la concentrazione su pochi settori prioritari per paese mirava al rafforzamento dell'effetto dell'assistenza tecnica.

La struttura globale del programma è stata riorganizzata sulla base delle categorie seguenti: sviluppo delle risorse umane; produzione e distribuzione dei prodotti alimentari; reti; sostegno alle imprese; consulenza politica alle autorità nazionali. Sono stati formulati pacchetti integrati (Programmi d'azione) insieme con le autorità di ciascuno dei dodici Nuovi Stati Indipendenti (NSI). Il programma d'azione per il 1992 aveva l'obiettivo generale di sviluppare le competenze e il know-how necessari per accelerare il risanamento economico e promuovere condizioni favorevoli agli investimenti privati e allo sviluppo del settore privato. I programmi, quindi, hanno compreso un numero limitato di componenti mirati e coordinati. Per ciascuno di questi, sono state definite attività specifiche che erano pronte per la realizzazione a partire dagli inizi del 1992.

Suddivisione

Settori prioritari:

- Formazione alla gestione nel settore pubblico e privato;

- Servizi finanziari;

- Energia e sicurezza nucleare:
. prestazioni di consulenza alle autorità centrali e regionali;
. formazione alla gestione;
. azioni pilota nel campo dell'efficienza energetica;

- Telecomunicazioni:
. normalizzazione delle reti;
. scelta di investimenti;
. valutazione e selezione di progetti compatibili con le direttive politiche fissate da Mosca;

- Trasporti;

- Distribuzione dei prodotti alimentari; ;

- Ambiente e sanità pubblica;

- Promozione della democrazia e delle pari opportunità tra uomini e donne.

Attuazione

La Commissione era responsabile dell'attuazione del programma ed era assistita da un comitato composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione, denominato "comitato per la gestione dell'assistenza all'URSS". La Commissione, insieme con gli Stati membri, assicurava l'effettivo coordinamento delle iniziative di assistenza tecnica avviate nell'ex Unione Sovietica dalla Comunità e, individualmente, dagli Stati membri sulla base delle informazioni comunicate dagli Stati membri.

Ogni Stato Indipendente designava un coordinatore nazionale che agiva quale interlocutore ufficiale della Commissione. Per la gestione quotidiana del programma nei rispettivi paesi, in ogni Stato sono state istituite le unità di coordinamento nazionali, che operavano sotto la supervisione di un manager locale e avevano tra il personale consulenti della Commissione. Inoltre sono stati creati sei centri di consulenza il cui personale era costituito da esperti dell'Europa orientale e occidentale (a Mosca, San Pietroburgo, Kiev, Minsk, Chelyabinsk e Alma Ata).

La cooperazione tecnica è stata realizzata su base decentrata. I beneficiari finali dell'assistenza comunitaria erano strettamente associati alla valutazione e all'esecuzione dei progetti. Le azioni da finanziare venivano scelte, tra l'altro, in funzione delle preferenze espresse dai beneficiari nonché in base a una valutazione della loro efficacia ai fini della realizzazione degli obiettivi che l'assistenza comunitaria si prefigge. L'assistenza ha assunto la forma di aiuti non rimborsabili da erogare in quote successive a mano a mano che le azioni venivano realizzate. La partecipazione a gare, aggiudicazioni, appalti e contratti era aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dei NSI.

Sono stati stanziati fondi anche per appoggiare il processo di democratizzazione nell'Europa centrale e orientale. Essi sono stati utilizzati per fornire sostegno tecnico e finanziario attraverso gli organi parlamentari e per stabilizzare e rafforzare i principi democratici in paesi che hanno, o stanno sviluppando, stretti legami con la Comunità europea. Tali fondi non sono stati utilizzati, direttamente o indirettamente, per fini elettorali.

Le linee direttrici annuali erano definite in un programma indicativo che riguardava tutte le azioni finanziate e determinava la spinta dell'assistenza comunitaria in settori focali, nonché le procedure per l'attuazione delle azioni.

La Commissione informava il comitato mediante relazioni semestrali. Alla fine di ogni esercizio finanziario, la Commissione redigeva una relazione sull'esecuzione delle attività di cooperazione che veniva trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.

I mezzi finanziari comunitari per la realizzazione dell'azione ammontavano a 400 milioni di ECU e a 445 milioni di ECU, rispettivamente nell'esercizio finanziario 1991 e in quello 1992.
Numero di registrazione: 328 / Ultimo aggiornamento: 1996-10-21