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Finanziamento del programma

EUR 400 million
Inteso a sostenere le azioni innovative volte principalmente ad esplorare nuovi approcci allo sviluppo economico e sociale che incoraggia la cooperazione e lo scambio di esperienze tra attori nello sviluppo locale e regionale.

Riassunto

Dotato di un bilancio di 70 miliardi di ECU per il periodo 1994-1999, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è il principale strumento finanziario comunitario che persegue l'obiettivo di coesione economica e sociale all'interno dell'Unione europea. La maggior parte del FESR è mobilizzata per finanziare programmi che attuano strategie di sviluppo decise tra gli Stati membri idonei e la Commissione, come definito nei quadri di sostegno comunitari e nei documenti di programmazione unica.

Oltre a questi interventi sostanziali, in forza dell'articolo 10 del regolamento del FESR (2083/93 Gazzetta ufficiale n. L 193 del 31.8.1993) vengono realizzate azioni innovative per lo sviluppo regionale, su scala ridotta. Si tratta principalmente di progetti pilota e studi, le attività di innovazione dell'articolo 10 si prefiggono, per la maggior parte, di esplorare nuovi approcci allo sviluppo economico e sociale che incoraggia la cooperazione e lo scambio di esperienze tra gli attori nello sviluppo locale e regionale.

Per il periodo 1995-1999, le azioni dell'articolo 10 sono condotte nell'ambito di tre programmi: Cooperazione interregionale e innovazione economica regionale; azioni nella pianificazione spaziale e azioni pilota urbane.

Al contrario di altri interventi in seno al FESR, le misure innovative finanziate in forza dell'articolo 10 possono essere realizzate in regioni di norma non ritenute idonee per il sostegno nell'ambito dei Fondi strutturali. Comunque, in termini di proporzione generale, di assistenza totale e di livelli di finanziamento, la priorità va alle seguenti aree: obiettivo 1 (correzioni strutturali per regioni il cui sviluppo è rimasto indietro), obiettivo 2 (conversione economica e sociale delle aree in declino), obiettivo 5b (diversificazione delle aree rurali vulnerabili in declino) obiettivo 6 (sviluppo di regioni a bassa densità abitativa).

Le azioni innovative in forza dell'articolo 10 del FESR sono state lanciate per la prima volta nel 1989 per un periodo di tre anni. Traendo vantaggio da una dotazione di 326 milioni di ECU, i progetti pilota e gli studi condotti durante questo periodo si sono incentrati su temi quali la pianificazione spaziale ("Europe 2000+"), la collaborazione transfrontaliera, reti di cooperazione tra le città e le regioni (PACTE, RECITE, ECOS, OUVERTURE) e questioni relative ai problemi urbani.

Vale la pena notare che a due anni di distanza, le misure di collaborazione transfrontaliera realizzate in forza dell'articolo 10 si sono evolute nell'iniziativa INTERREG, una delle iniziative comunitarie più ampie. Allo stesso modo i progetti pilota urbani del 1989-1993 formano ora la base dell'iniziativa comunitaria URBAN lanciata nel 1994.

Suddivisione

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Attuazione

Le azioni innovative per lo sviluppo regionale vengono attuate dalla Commissione nel quadro del regolamento del FESR (n. 20863/93, Gazzetta ufficiale n. L 193 del 31.7.1993). La Commissione è assistita da un comitato consultivo sullo sviluppo e sulla riconversione delle regioni.

Per il periodo 1995-1999, al fine di realizzare le attività in forza dell'articolo 10, è stata stanziata una dotazione di circa 400 milioni di ECU, le attività possono essere raggruppate in quattro argomenti:

- cooperazione interregionale, intra ed extra comunitaria (180 milioni di ECU);
- innovazione per lo sviluppo locale e regionale (90 milioni di ECU);
- pianificazione spaziale (45 milioni di ECU);
- politica urbana (80 milioni di ECU).

Detti quattro argomenti si traducono in tre programmi: Cooperazione interregionale e innovazione economica regionale (per le azioni collegate ai primi due argomenti); azioni nella pianificazione spaziale (che copre il terzo argomento) e azioni pilota urbane (relativo al quarto argomento).

I tre programmi vengono messi in atto sul campo da otto progetti pilota realizzati mediante inviti a presentare proposte pubblicati dalla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Gli otto progetti pilota riguardano:

- cooperazione interregionale interna;
- cooperazione interregionale esterna;
- cooperazione nella società dell'informazione;
- cooperazione nell'innovazione e nel trasferimento di tecnologia;
- cooperazione per nuovi fonti di posti di lavoro;
- cooperazione per un argomento culturale;
- progetti pilota nella pianificazione spaziale;
- progetti pilota urbani.

Le specifiche procedure e modalità di attuazione delle azioni innovative per lo sviluppo urbano variano tra i tre programmi. Inoltre, i pacchetti informativi che accompagnano gli inviti a presentare proposte nell'ambito degli otto progetti pilota forniscono particolari specifici relativi alle procedure di attuazione, comprese le aree coperte dai criteri del bando di idoneità e di selezione, finanziamento, controllo, ecc.

In linea generale, comunque, sono otto le fasi principali che intercorrono tra la decisione di lanciare un bando di gara e la realizzazione di un progetto pilota:

- pubblicazione dell'invito a presentare proposte sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee:
per ciascun tipo di progetto pilota, sulla Gazzetta vengono pubblicati uno o più inviti;

- Informazioni supplementari:
le autorità regionali o locali e altre organizzazioni possono ottenere maggiori informazioni relative a ciascun invito separato dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta;

- Scambi di cooperazione:
per ciascun invito a presentare proposte, la Commissione organizza un incontro di informazione e di scambio di vedute per le autorità locali e altre parti interessate, normalmente nel quadro del direttorio;

- Presentazione di proposte di progetto:
prima del termine ultimo indicato nell'invito, i candidati presentano le proposte per progetti pilota alla Commissione europea;

- Presentazione dei progetti:
la selezione di progetti da finanziare in forza dell'articolo 10 del FESR viene fatta dalla Commissione sulla base di una serie di criteri concordati in precedenza (la Commissione è assistita nella fase di selezione dei progetti da un gruppo di esperti indipendenti);

- informazioni:
I rappresentanti permanenti degli Stati membri interessati vengono informati circa i progetti selezionati ed hanno 15 giorni di tempo per reagire;

- Impegno finanziario:
la Commissione assegna uno stanziamento a ciascun progetto selezionato;

- Attuazione:
i promotori dei progetti hanno di norma due o tre anni di tempo per portare a termine i propri progetti.

Dal 1992, la Commissione ha organizzato sessioni che fungono da forum per gli scambi di cooperazione tra le autorità regionali e locali. Per il periodo 1995-1999, i direttori serviranno come meccanismo mediante il quale i progetti pilota vengono elaborati in risposta agli inviti a presentare proposte lanciato in forza dell'articolo 10. A tale proposito, i direttori hanno i seguenti obiettivi:

- consentire che la Commissione informi le autorità regionali in merito ai bandi collegati all'articolo 10;
-confrontare esperienze di progetti di cooperazione con studi analitici di progetti già conclusi;
-offrire alle autorità interessate l'opportunità di individuare partner di progetto e aiutarle ad organizzare progetti pilota che coinvolgono più regioni.

Al fine di garantire flussi di informazione adeguate dagli Stati membri, al Comitato consultivo sullo sviluppo e sulla conversione delle regioni, viene inviata una relazione annuale sull'attuazione ed i risultati dei diversi programmi attuati in forza dell'articolo 10 del FESR. Essa è intesa a facilitare gli scambi in merito ai meccanismi di distribuzione delle informazioni sulle esperienze più promettenti.
Numero di registrazione: 586 / Ultimo aggiornamento: 1996-09-19