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Nel marzo del 2002, il Consiglio europeo di Barcellona ha analizzato la strategia di Lisbona e la sua attuazione e ha fissato l'obiettivo di elevare il livello medio degli investimenti per la ricerca dall'attuale 1,9 al 3 per cento del PIL entro il 2010, due terzi dei quali dovrebbero provenire dal settore privato.

Riassunto

Il Consiglio europeo, basandosi sulla relazione di primavera della Commissione, ha esaminato i progressi compiuti nei primi due anni di attuazione della strategia di Lisbona. Esso prende atto degli importanti successi ottenuti, ma anche dell'esistenza di settori in cui i progressi sono stati troppo lenti. Ha tenuto conto dei contributi forniti da vari Consigli settoriali. L'obiettivo attuale consiste nel semplificare e consolidare detta strategia in modo da garantire una più efficace attuazione delle decisioni già prese e di quelle da prendere oggi. Per mantenere lo slancio della strategia a lungo termine di Lisbona, appare necessario rafforzare le seguenti priorità:

_ Coordinamento delle politiche economiche.
Il coordinamento delle politiche fiscali poggia sull'impegno di assicurare sane finanze pubbliche e sulle regole del gioco fissate nel Patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri manterranno o rispetteranno l'obiettivo a medio termine di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo entro il 2004. Gli stabilizzatori automatici dovrebbero poter operare simmetricamente, sempre che non sia superata la soglia del 3 per cento del PIL in caso di inversione congiunturale. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a continuare l'esame della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche come parte dell'esercizio annuale di sorveglianza, tenendo particolarmente conto delle sfide finanziarie connesse con l'invecchiamento demografico.

La zona euro costituisce un'unione monetaria in cui vigono una politica monetaria unica e indipendente e politiche fiscali decentrate ma coordinate. È pertanto necessario compiere ulteriori progressi:
- migliorando e armonizzando le metodologie utilizzate per l'elaborazione di statistiche e di indicatori relativi alla zona euro. Si invitano la Commissione e il Consiglio a presentare una relazione globale sulle statistiche della zona euro in tempo utile per il Consiglio europeo di primavera del 2003;
- realizzando un'analisi sistematica dell'insieme del "policy mix" della zona euro per valutare la coerenza delle politiche monetarie e fiscali in relazione agli sviluppi economici;
- rafforzando gli attuali meccanismi di coordinamento delle politiche fiscali. Al riguardo la Commissione presenterà proposte volte a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche in tempo utile per il Consiglio europeo di primavera del 2003.

In questo contesto il Consiglio europeo approva il documento sui punti chiave. Esso costituirà la base degli indirizzi di massima per le politiche economiche, che saranno mirati e specifici, identificando le principali sfide economiche e proponendo misure concrete per affrontarle. I punti focali saranno la qualità e la sostenibilità delle finanze pubbliche, attraverso il proseguimento delle necessarie riforme sui mercati dei prodotti, del capitale e del lavoro e la garanzia della coerenza con le politiche definite in ciascun settore.

_ Sviluppo sostenibile.
La crescita attuale non deve in nessun caso mettere a repentaglio le possibilità di crescita delle generazioni future. La strategia per lo sviluppo sostenibile va intesa nel senso che le varie politiche dovrebbero essere conformi agli obiettivi a lungo termine dell'Unione. Alle considerazioni di ordine economico, sociale e ambientale si deve prestare uguale attenzione nei processi di elaborazione delle politiche e nei processi decisionali.
Il Consiglio europeo si compiace della decisione presa sulla ratifica, in nome della Comunità europea, del protocollo di Kyoto. Esso esorta gli Stati membri a portare a termine le procedure nazionali di ratifica entro il giugno 2002. Il protocollo dovrebbe entrare in vigore prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Johannesburg. Il Consiglio europeo rammenta l'invito rivolto a Göteborg agli altri paesi industrializzati.
Il Consiglio europeo riconosce l'importanza del sesto programma d'azione in materia di ambiente quale strumento essenziale per compiere progressi verso lo sviluppo sostenibile.
Sono tuttavia necessarie altre iniziative. Il Consiglio europeo:

- prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare nel 2002, in seguito alla relazione sulle tecnologie ambientali, un piano d'azione per superare gli ostacoli alla loro adozione; prende atto dell'intenzione della Commissione di accelerare i lavori di preparazione di una direttiva quadro sugli oneri per l'uso delle infrastrutture, in modo da garantire che entro il 2004 i vari modi di trasporto riflettano meglio i costi che essi comportano per la società;
-prende atto dell'intenzione della Commissione di includere, entro il 2002, la dimensione della sostenibilità nella valutazione dell'impatto che sarà parte integrante dei suoi maggiori sforzi nel settore del miglioramento della regolamentazione;
- chiede al Consiglio, parallelamente all'accordo sull'apertura dei mercati dell'energia, di raggiungere un accordo sull'adozione della direttiva relativa all'imposizione dei prodotti energetici entro il dicembre 2002, tenendo presente le esigenze dei professionisti del settore del trasporto di merci su strada;
- conviene della necessità che l'Unione europea dia prova di progressi sostanziali nel potenziamento dell'efficienza energetica entro il 2010.

Nella prospettiva della conferenza di Monterrey sul finanziamento dello sviluppo, il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sull'APS. Tale accordo prevede che, conformemente all'impegno di esaminare i mezzi e lo scadenzario che consentano a ciascuno Stato membro di raggiungere l'obiettivo ONU dello 0,7 per cento dell'APS/RNL, gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo dello 0,7 per cento si impegnano individualmente, quale primo passo significativo, ad aumentare il volume del loro APS nei prossimi quattro anni nell'ambito dei rispettivi processi di dotazioni di bilancio.
Il Consiglio europeo, basandosi sulla comunicazione della Commissione "Verso un partenariato globale per uno sviluppo sostenibile" e sulle conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 4 marzo 2002, determinerà la posizione generale dell'Unione europea per il vertice di Johannesburg nella sua riunione di giugno a Siviglia e nella primavera del 2003 esaminerà la strategia globale per lo sviluppo sostenibile concentrando l'attenzione sull'attuazione dei risultati del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. Esso sottolinea l'importanza del miglioramento della "governance" globale in questo settore.

_Un ambiente più favorevole per l'imprenditorialità e la competitività.

L'imprenditorialità e il buon funzionamento del mercato interno sono la chiave della crescita e della creazione di posti di lavoro. Il quadro normativo dovrebbe incoraggiare l'attività imprenditoriale e semplificare il più possibile la creazione di nuove imprese, in particolare utilizzando pienamente Internet. Il Consiglio europeo chiede agli Stati membri di accelerare l'attuazione della Carta europea per le piccole imprese e di trarre insegnamento dalle migliori prassi. Il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare un libro verde sull'imprenditorialità entro il Consiglio europeo di primavera del 2003. Da quest'anno il Consiglio si riunirà prima di ogni Consiglio europeo di primavera per valutare i progressi compiuti al riguardo. Il Consiglio ritiene che il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria debba garantire che la sua attività non comporti discriminazioni contro le piccole e medie imprese e chiede alla Commissione di presentare una relazione sulle conseguenze delle deliberazioni di Basilea per tutti i settori dell'economia europea con particolare riguardo alle PMI (piccole e medie imprese).

La piena attuazione di tutta la normativa per il mercato interno è un presupposto per il corretto funzionamento di quest'ultimo. Benché siano stati registrati progressi, l'obiettivo intermedio di recepimento del 98,5 per cento fissato a Stoccolma è stato finora conseguito solo da sette Stati membri. Occorre intensificare gli sforzi. Il Consiglio europeo invita gli Stati membri a compiere ulteriori sforzi per conseguire tale obiettivo e l'obiettivo di recepimento del 100 per cento per il prossimo Consiglio europeo di primavera del 2003 nel caso di direttive il cui recepimento è in ritardo di oltre due anni.
Il Consiglio europeo si compiace dei progressi compiuti nell'ammodernamento delle regole di concorrenza comunitarie. Esso attribuisce la massima priorità ai lavori in corso al riguardo e invita il Consiglio a adottare il nuovo quadro giuridico entro il 2002.

Inoltre, il Consiglio europeo:
- rinnova l'invito agli Stati membri a ridurre il livello globale degli aiuti di Stato espressi in percentuale del PIL (prodotto interno lordo) entro il 2003 e in seguito, a riorientare tali aiuti verso obiettivi orizzontali d'interesse comune, compresa la coesione economica e sociale, e a destinarli alle carenze del mercato individuate. La riduzione degli aiuti di Stato e una migliore destinazione sono elementi fondamentali per una concorrenza efficace;
- esorta il Consiglio ad approvare nella sessione di maggio il pacchetto legislativo in sospeso sugli appalti pubblici, affinché la sua adozione definitiva abbia luogo quanto prima nel 2002;
- chiede alla Commissione di indicare nell'attuale Quadro di valutazione del mercato interno riferimenti specifici ai rimanenti ostacoli tecnici;
- prende atto dell'intenzione della Commissione di presentare al più presto le misure di attuazione della comunicazione sulla strategia per il mercato interno dei servizi, comprese le necessarie azioni concrete. In questo contesto il Consiglio europeo ribadisce l'importanza, per lo sviluppo economico e sociale dell'Unione, di migliorare la qualità delle pubbliche amministrazioni.

Gli sforzi per semplificare e migliorare il quadro normativo saranno portati avanti con determinazione tanto a livello nazionale quanto a livello comunitario, aspetti interistituzionali compresi, dando particolare risalto all'esigenza di ridurre l'onere amministrativo che grava sulle PMI. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare, in tempo per la prossima riunione di Siviglia, il piano d'azione della Commissione, che dovrebbe tener conto in particolare delle raccomandazioni del Gruppo Mandelkern sulla semplificazione amministrativa.
Il Consiglio europeo invita il Consiglio ad analizzare anteriormente al giugno 2002, sulla base delle proposte della Commissione e tenendo conto delle conclusioni del Forum sulla stabilità finanziaria, i requisiti di un corretto e trasparente governo societario ed a valutare la possibilità di istituire un gruppo di saggi.
A Gand il Consiglio europeo aveva chiesto alla BEI (Banca europea per gli investimenti) di aumentare l'erogazione di prestiti in settori specifici per contribuire alla ripresa dell'economia dell'UE. Il Consiglio europeo si compiace del fatto che la BEI abbia recentemente attuato quest'azione rendendo disponibile un volume di prestiti stimato a 4-4,5 miliardi di euro in due anni; esso incoraggia inoltre la Banca a sostenere gli investimenti in settori particolarmente adatti a promuovere nell'Unione l'integrazione economica, la coesione economica e sociale, la crescita e l'occupazione.

Rafforzamento della coesione sociale: Agenda sociale europea.
Il modello sociale europeo si basa su buoni risultati economici, elevato livello di protezione sociale, istruzione e dialogo sociale. Uno Stato sociale dinamico dovrebbe incoraggiare la gente a lavorare, poiché un'occupazione offre la migliore garanzia contro l'esclusione sociale. Il Consiglio europeo considera l'Agenda sociale europea adottata a Nizza un importante strumento per rafforzare il modello sociale europeo. Il Consiglio europeo di primavera deve essere l'occasione per esaminare in modo approfondito i progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi prefissi. Tale esame dovrebbe imprimere ulteriore slancio e condurre, ove necessario, ad opportune iniziative. Si possono conseguire gli obiettivi fissati a Lisbona solo prodigando sforzi equilibrati tanto nel settore economico quanto in quello sociale. Per quanto riguarda il settore sociale, tali iniziative comprendono:
-un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei cambiamenti che li riguardano; a tale proposito il Consiglio europeo invita le parti sociali a ricercare le modalità per una migliore gestione della ristrutturazione aziendale attraverso il dialogo e un'impostazione a carattere preventivo; esso le invita ad impegnarsi attivamente in uno scambio di buone prassi per quanto riguarda la ristrutturazione industriale;
- miglioramento degli aspetti qualitativi del lavoro; per quanto riguarda in particolare la dimensione relativa alla salute e alla sicurezza, il Consiglio europeo invita il Consiglio ad esaminare in via prioritaria la futura comunicazione della Commissione su una strategia comunitaria in materia di salute e sicurezza.
Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza che riveste la sicurezza del traffico di automezzi pesanti e l'esigenza di garantire la conformità con le disposizioni sociali e l'ulteriore sviluppo di queste ultime, e chiede al Consiglio di concludere i lavori sul pertinente progetto di regolamento entro il 2002.
Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale. Gli Stati membri sono invitati a fissare, nei loro piani d'azione nazionali, obiettivi miranti a ridurre significativamente, entro il 2010, il numero di persone che rischiano la povertà e l'esclusione sociale.
Per affrontare la sfida dell'invecchiamento della popolazione, il Consiglio europeo esorta ad accelerare la riforma dei sistemi pensionistici per garantire che essi siano finanziariamente sostenibili e conseguano i loro obiettivi sociali. In tale contesto, esso sottolinea l'importanza della relazione congiunta della Commissione e del Consiglio sulle pensioni, da presentare al Consiglio europeo di primavera del 2003 e da elaborare sulla scorta delle relazioni sulle strategie nazionali attese per settembre 2002. Il Consiglio europeo prende atto della relazione iniziale del Consiglio in materia di servizi sanitari e assistenza agli anziani e invita la Commissione e il Consiglio a esaminare in modo più approfondito, in tempo per il Consiglio europeo di primavera del 2003, le questioni dell'accessibilità, della qualità e della sostenibilità finanziaria.
Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della dichiarazione fatta in occasione del Consiglio "Occupazione e politica sociale" sulla violenza contro le donne.

Suddivisione

Il Consiglio europeo ha identificato tre grandi settori per il perseguimento degli obiettivi a lungo termine dell'Unione:

_ Politiche attive verso la piena occupazione: nuovi e migliori posti di lavoro.
- Rafforzamento della strategia per l'occupazione.
- Promozione delle competenze e della mobilità nell'Unione europea.

_ Collegare le economie europee.
- Mercati finanziari.
- Integrare le reti europee dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.
- Servizi pubblici di qualità.

_ Un'economia competitiva basata sulla conoscenza.
- Istruzione.
- Ricerca e tecnologie di punta.

Attuazione

Il Consiglio europeo ha individuato tre grandi settori che richiedono un impulso specifico in considerazione del loro ruolo centrale nel completamento di un autentico spazio economico comune e nel perseguimento degli obiettivi a lungo termine dell'Unione. Nella situazione attuale, il Consiglio europeo ritiene che i suddetti settori possano inoltre fornire un contributo significativo alla ripresa economica.

_Politiche attive verso la piena occupazione: nuovi e migliori posti di lavoro.
La piena occupazione nell'Unione europea è il nucleo della strategia di Lisbona e l'obiettivo essenziale delle politiche in campo economico e sociale, che rende necessaria la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro. Occorre pertanto continuare a prestare particolare attenzione alle riforme delle politiche dell'occupazione e del mercato del lavoro.
Il Consiglio europeo esprime soddisfazione per il fatto che il Vertice sociale si svolga prima del Consiglio europeo di primavera e che le parti sociali abbiano adottato un quadro comune d'azione per lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche lungo tutto l'arco della vita. Il Consiglio europeo esorta le parti sociali a mettere le loro strategie nei diversi ambiti territoriali (europeo, nazionale, regionale e locale) e settoriali al servizio della strategia e degli obiettivi di Lisbona e a presentare a tale scopo una relazione annuale sui loro contributi sia a livello nazionale, nei piani per l'occupazione, sia a livello europeo, presentandola direttamente al vertice sociale. Il programma pluriennale che presenteranno nel dicembre 2002 dovrebbe già includere questo contributo, con particolare riguardo all'adattabilità delle imprese in aspetti quali la contrattazione collettiva, la moderazione salariale, il miglioramento della produttività, la formazione continua, le nuove tecnologie e l'organizzazione flessibile del lavoro.
-Rafforzamento della strategia per l'occupazione.
La strategia di Lussemburgo per l'occupazione si è dimostrata valida. La revisione intermedia della strategia nel 2002 deve basarsi sui risultati raggiunti e incorporare gli obiettivi e le finalità concordati a Lisbona. A tale riguardo, la strategia deve: essere semplificata, in particolare riducendo il numero di orientamenti senza comprometterne l'efficacia; allineare il calendario alla scadenza del 2010 fissata a Lisbona e prevedere una valutazione intermedia nel 2006 per controllare il raggiungimento degli obiettivi intermedi di Stoccolma, quali definiti dai successivi Consigli europei; rafforzare il ruolo e la responsabilità delle parti sociali nell'attuazione e nel controllo degli orientamenti.
La strategia riveduta per l'occupazione dovrebbe incentrarsi sull'aumento del tasso di occupazione, promuovendo l'occupabilità ed eliminando gli ostacoli e i disincentivi a entrare o rimanere nel mondo del lavoro e preservando nel contempo livelli elevati di protezione del modello sociale europeo. Come indicato nella relazione sulla partecipazione della manodopera, è necessario che si crei una forte interazione tra parti sociali e autorità pubbliche e che si consideri in modo prioritario l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, la qualità del lavoro e la parità di genere.

Per quanto riguarda le politiche di occupazione attuali, segnatamente: allorché gli Stati membri perseguono riduzioni fiscali, si dovrebbe dare priorità alla riduzione dell'onere fiscale sui salari bassi; i regimi fiscali e previdenziali dovrebbero essere adeguati per rendere redditizio il lavoro e incoraggiare la ricerca di posti di lavoro. Gli Stati membri dovrebbero proseguire il riesame di aspetti quali la condizionalità dei benefici, l'ammissibilità, la durata, il tasso di sostituzione, la disponibilità dei vantaggi professionali, il ricorso a crediti di imposta, il rigore dei sistemi amministrativi e di gestione; per garantire la competitività dell'UE e migliorare l'occupazione per tutte le qualifiche e le aree geografiche, è indispensabile che, a livello nazionale, le istituzioni competenti per il lavoro e i sistemi di contrattazione collettiva tengano conto, nel rispetto dell'autonomia delle parti sociali, del rapporto tra l'evoluzione salariale e le condizioni del mercato del lavoro, consentendo così l'evoluzione dei salari in base agli sviluppi della produttività e ai differenziali di specializzazione; per ottenere un giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza, si invitano gli Stati membri a riesaminare, conformemente alla prassi nazionale, la normativa sui contratti di lavoro e, ove opportuno, i relativi costi, al fine di promuovere la creazione di più posti di lavoro; gli Stati membri dovrebbero rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e sforzarsi, tenuto conto della domanda di strutture per la custodia dei bambini e conformemente ai modelli nazionali di offerta di cure, per fornire, entro il 2010, un'assistenza all'infanzia per almeno il 90 per cento dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico e per almeno il 33 per cento dei bambini di età inferiore ai 3 anni; occorrerebbe ridurre gli incentivi al prepensionamento dei singoli lavoratori e l'introduzione di regimi di prepensionamento da parte delle imprese e intensificare gli sforzi per accrescere le opportunità per i lavoratori anziani di rimanere sul mercato del lavoro, ad esempio adottando formule di pensionamento flessibile e graduale e garantendo un accesso effettivo all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. Entro il 2010 occorrerebbe aumentare gradualmente di circa 5 anni l'età media effettiva di cessazione dell'attività lavorativa nell'Unione europea. I progressi compiuti al riguardo saranno esaminati annualmente prima di ogni Consiglio europeo di primavera.

-Promozione delle competenze e della mobilità nell'Unione europea.
Il Consiglio europeo accoglie con favore il piano d'azione della Commissione volto a rimuovere le barriere all'interno dei mercati europei del lavoro entro il 2005 e invita il Consiglio a intraprendere le iniziative necessarie per attuare le misure proposte. Si dovrebbe dare priorità alle misure volte a: mettere in atto, conformemente al piano d'azione adottato a Nizza, le condizioni giuridiche necessarie per garantire una reale mobilità per tutte le persone coinvolte nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione; ridurre gli ostacoli normativi e amministrativi al riconoscimento professionale e gli altri ostacoli derivanti dal mancato riconoscimento delle qualifiche formali e dell'apprendimento non formale, tenendo conto del punto relativo all'istruzione figurante in appresso; garantire che tutti i cittadini, in particolare i gruppi quali le donne disoccupate, posseggano le qualifiche di base, soprattutto quelle relative alle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione); aumentare, laddove opportuno, la trasferibilità dei diritti di sicurezza sociale, comprese le pensioni, all'interno dell'Unione europea. In tale contesto il Consiglio europeo chiede di proseguire con urgenza, in base ai parametri convenuti al Consiglio europeo di Laeken, i lavori sulla riforma del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale affinché il nuovo regolamento possa essere adottato entro la fine del 2003.

Sono necessarie azioni concrete. A questo riguardo il Consiglio europeo ha deciso che: la tessera di assicurazione sanitaria europea sostituirà i moduli attualmente necessari per beneficiare dei trattamenti sanitari in un altro Stato membro. A tal fine la Commissione presenterà una proposta prima del Consiglio europeo di primavera del 2003. La tessera semplificherà le procedure ma non modificherà i diritti e gli obblighi esistenti; sarà istituito, in stretta collaborazione con gli Stati membri, un sito web unico di informazione sulla mobilità professionale in Europa, che dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine del 2003 al più tardi.

_ Collegare le economie europee.

- Mercati finanziari.
Solo mediante un mercato dei capitali europeo integrato ed efficiente i consumatori e le imprese possono sfruttare appieno i vantaggi offerti dall'introduzione dell'euro. Mercati finanziari competitivi offriranno ai consumatori e agli investitori una scelta più ampia e prezzi più bassi, con un idoneo livello di protezione. Pertanto il Consiglio europeo: accoglie favorevolmente l'accordo sulle proposte Lamfalussy e invita ad attuarle senza indugio; ribadisce il suo fermo impegno ad attuare il piano d'azione per i servizi finanziari e a realizzare mercati pienamente integrati, entro il 2003 per quanto riguarda i valori mobiliari e i capitali di rischio ed entro il 2005 per quanto riguarda i servizi finanziari; chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare al più presto, nel 2002, le direttive proposte per quanto riguarda l'uso delle garanzie, gli abusi di mercato, gli intermediari assicurativi, la commercializzazione a distanza di servizi finanziari, i conglomerati finanziari, i prospetti e i fondi pensione aziendali e il regolamento relativo all'applicazione di principi contabili internazionali;

- Integrare le reti europee dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.
Reti dell'energia e dei trasporti potenti e integrate sono la spina dorsale del mercato interno europeo. Un'ulteriore apertura del mercato, un'adeguata regolamentazione, una migliore utilizzazione delle reti esistenti e il completamento dei collegamenti mancanti aumenteranno l'efficienza e la concorrenza assicurando un livello adeguato di qualità, nonché una minore congestione e, di conseguenza, una maggiore sostenibilità.

Nel settore dell'energia il Consiglio europeo: accoglie con favore la prima relazione della Commissione sull'effettiva apertura del mercato interno del gas e dell'energia elettrica, la cui presentazione è stata decisa a Stoccolma. Invita la Commissione ad aggiornarla ogni anno prima del Consiglio europeo di primavera in modo da poter valutare i progressi compiuti; esorta il Consiglio e il Parlamento europeo a adottare il più presto possibile nel corso del 2002 le proposte in sospeso per la fase finale dell'apertura dei mercati dell'energia elettrica e del gas, tra cui: libertà di scelta del fornitore per tutti i consumatori europei diversi da quelli domestici a partire dal 2004 per l'energia elettrica e per il gas. La misura interesserà almeno il 60 per cento del mercato totale; sulla scorta delle esperienze e in data anteriore al Consiglio europeo di primavera del 2003, una decisione in merito a ulteriori misure, che tenga conto della definizione degli obblighi di servizio pubblico, della sicurezza dell'approvvigionamento e in particolare della tutela delle aree periferiche e dei gruppi più vulnerabili della popolazione; separazione della trasmissione e distribuzione dalla produzione e fornitura; accesso non discriminatorio dei consumatori e produttori alla rete in base a tariffe trasparenti e pubblicate; istituzione in ciascuno Stato membro di una funzione di regolamentazione, nell'ambito del quadro normativo appropriato, al fine di assicurare in particolare il controllo effettivo delle condizioni di definizione delle tariffe; esorta il Consiglio a raggiungere quanto prima nel corso del 2002 un accordo riguardo a un sistema di definizione delle tariffe per le transazioni transfrontaliere di energia elettrica, inclusa la gestione della congestione, basato sui principi di non discriminazione, trasparenza e semplicità; approva l'obiettivo per gli Stati membri di raggiungere, entro il 2005, un livello di interconnessione delle reti elettriche pari ad almeno il 10 per cento della capacità di generazione installata.
Ai finanziamenti dovrebbero provvedere soprattutto le imprese interessate; chiede di adottare entro dicembre 2002 la revisione degli orientamenti e delle norme finanziarie di accompagnamento sulle reti transeuropee dell'energia e prende atto che la Commissione intende presentare, in vista della prossima riunione di Siviglia, la relazione sulla sicurezza dell'approvvigionamento basata sui risultati del dibattito scaturito dal libro verde della Commissione sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico; invita la Commissione e il Consiglio ad analizzare, per il Consiglio europeo di primavera del 2006, i risultati globali nel mercato interno europeo dell'energia, in particolare il grado di recepimento del quadro normativo e i suoi effetti sulla protezione dei consumatori, gli investimenti per le infrastrutture, l'efficace integrazione dei mercati e delle interconnessioni, la concorrenza e l'ambiente.

Nel settore dei trasporti il Consiglio europeo:
prende atto con soddisfazione dei progressi relativi a GALILEO e chiede al Consiglio "Trasporti" di prendere, nella sessione di marzo, le decisioni necessarie concernenti il finanziamento e l'avvio di questo programma e l'istituzione dell'Impresa comune, in cooperazione con l'Agenzia spaziale europea; prendendo atto dell'importanza dell'adesione della Comunità all'EUROCONTROL, invita a proseguire attivamente, entro il 2002, i lavori sul pacchetto di proposte della Commissione, di modo che possano essere adottate le decisioni relative alla realizzazione del Cielo unico nel 2004; inoltre, per la fine del 2002, dovrebbero essere adottate le decisioni sulle norme proposte circa l'assegnazione delle bande orarie aeroportuali; sulla base di una relazione della Commissione relativa al funzionamento del primo pacchetto ferroviario, invita il Consiglio a proseguire i lavori sul secondo pacchetto, che verte, tra l'altro, sull'interoperabilità e su norme di sicurezza di livello elevato; invita a adottare entro dicembre 2002 le proposte in sospeso in materia di servizi portuali e di contratti di servizio pubblico; chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare, entro il dicembre 2002, la revisione degli orientamenti e delle norme finanziarie di accompagnamento sulle reti transeuropee di trasporto, compresi nuovi progetti prioritari individuati dalla Commissione, allo scopo di migliorare le condizioni di trasporto con un livello elevato di sicurezza in tutta l'Unione europea e di ridurre le strozzature esistenti in regioni quali, ad esempio, le Alpi, i Pirenei e il Mar Baltico.
Nel settore delle comunicazioni l'adozione del nuovo "pacchetto telecomunicazioni" significa che le stesse norme si applicheranno a tutte le tecnologie convergenti, creando in Europa una maggiore concorrenza a condizioni eque. Gli Stati membri sono invitati ad assicurare la piena attuazione del nuovo pacchetto normativo per le comunicazioni entro il maggio 2003; inoltre, si dovrebbe adottare rapidamente la direttiva sulla protezione dei dati.
Ulteriori progressi sono necessari. Per la prossima fase il Consiglio europeo: considera prioritaria la diffusione della disponibilità e dell'uso delle reti a banda larga in tutta l'Unione entro il 2005 e lo sviluppo del protocollo Internet Ipv6; chiede alla Commissione di elaborare un piano d'azione globale "eEurope 2005" da presentare prima del Consiglio europeo di Siviglia, incentrato sulle suddette priorità e su sicurezza delle reti e dell'informazione, eGovernment, eLearning, eHealth ed eBusiness; chiede agli Stati membri di garantire che in tutta l'Unione europea il rapporto tra il numero di computer collegati a Internet e il numero degli studenti sia ridotto, entro il 2003, a uno ogni quindici studenti.

La convergenza tecnologica offre a tutte le imprese e a tutti i cittadini nuove opportunità di accesso alla società dell'informazione. La televisione digitale e le comunicazioni mobili di terza generazione (3G) svolgeranno un ruolo fondamentale nel fornire un accesso diffuso ai servizi interattivi. Pertanto il Consiglio europeo: chiede alla Commissione e agli Stati membri di incentivare il ricorso a piattaforme aperte per garantire ai cittadini la libertà di scelta in materia di accesso alle applicazioni e ai servizi della società dell'informazione, segnatamente attraverso la televisione digitale, le comunicazioni mobili 3G, nonché altre piattaforme che potranno scaturire in futuro dalla convergenza tecnologica, e di persistere nell'impegno per l'introduzione delle comunicazioni mobili 3G; invita la Commissione a presentare al Consiglio europeo di Siviglia un'analisi globale degli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione di un ampio accesso ai nuovi servizi e alle nuove applicazioni della società dell'informazione attraverso piattaforme aperte in materia di televisione digitale e comunicazioni mobili 3G, alla piena diffusione delle comunicazioni mobili 3G, allo sviluppo dell'eCommerce e dell'eGovernment e al ruolo che potrebbero svolgere in tale contesto i sistemi nazionali di identificazione e di autenticazione elettronica.

- Servizi pubblici di qualità.
L'integrazione delle reti europee e l'apertura dei mercati dei servizi dovrebbero tenere pienamente conto dell'importanza di servizi pubblici di qualità. Al riguardo, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza, tanto per i cittadini quanto per la coesione territoriale e sociale, dell'accesso ai servizi di interesse economico generale. In tale contesto, il Consiglio europeo chiede alla Commissione: di presentare la sua comunicazione sulla metodologia di valutazione nella sessione del Consiglio di maggio, di riferire al Consiglio europeo di Siviglia sulla situazione dei lavori concernenti gli orientamenti relativi agli aiuti di Stato e, se necessario, di proporre un regolamento di esenzione per categoria in questo settore; di continuare l'esame volto a consolidare e specificare, in una proposta di direttiva quadro, i principi relativi ai servizi di interesse economico generale su cui si fonda l'articolo 16 del trattato, rispettando nel contempo le specificità dei diversi settori interessati e tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 86 del trattato. La Commissione presenterà una relazione entro il corrente anno.

_ Un'economia competitiva basata sulla conoscenza.

- Istruzione.
Il Consiglio europeo si compiace dell'accordo raggiunto sul particolareggiato "Programma di lavoro per il 2010" per i sistemi di istruzione e di formazione. Il Consiglio europeo fissa l'obiettivo di rendere entro il 2010 tali sistemi d'istruzione e di formazione un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Esso conviene che i tre principi fondamentali cui dovrà ispirarsi tale programma siano il miglioramento della qualità, l'agevolazione dell'accesso universale e l'apertura al resto del mondo. Invita il Consiglio e la Commissione a riferire al Consiglio europeo di primavera del 2004 in merito alla sua effettiva attuazione.

Il Consiglio europeo invita ad intraprendere ulteriori azioni in questo campo: introdurre strumenti volti a garantire la trasparenza dei diplomi e delle qualifiche (ECTS, supplementi ai diplomi e agli attestati, CV europeo) e una più stretta cooperazione in materia di diplomi universitari nel contesto del processo "Sorbona-Bologna-Praga" prima della riunione di Berlino del 2003; un'azione analoga dovrebbe essere promossa nel settore della formazione professionale; migliorare la padronanza delle competenze di base, segnatamente mediante l'insegnamento di almeno due lingue straniere sin dall'infanzia: fissazione di un indicatore di competenza linguistica nel 2003; sviluppo dell'alfabetizzazione digitale; generalizzazione di un brevetto informatico e Internet per gli allievi delle scuole secondarie; il Consiglio europeo chiede alla Commissione di effettuare uno studio di fattibilità al fine di individuare opzioni in materia di aiuto alle scuole secondarie per l'istituzione o il miglioramento di un collegamento di gemellaggio Internet con una scuola partner di un'altra località europea, nonché di riferire in merito al Consiglio europeo di Siviglia del mese di giugno; promuovere la dimensione europea dell'insegnamento e la sua integrazione nelle competenze di base degli allievi entro il 2004.
Il Consiglio europeo accoglie con favore la comunicazione della Commissione intitolata "Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente" ed invita il Consiglio a adottare una risoluzione sull'apprendimento permanente prima della riunione del Consiglio europeo di Siviglia, tenendo conto della strategia europea per l'occupazione.

- Ricerca e tecnologie di punta.
Per colmare il divario tra l'UE e i suoi principali concorrenti, si dovrà aumentare in modo significativo lo sforzo globale di R&S e di innovazione nell'Unione, ponendo un accento particolare sulle tecnologie di punta. Pertanto il Consiglio europeo: conviene che gli stanziamenti globali in materia di R&S e di innovazione nell'Unione siano aumentati, con l'obiettivo che si avvicinino al 3 per cento del PIL entro il 2010; due terzi di questo nuovo investimento dovrebbero provenire dal settore privato; prende atto dell'intenzione della Commissione di proporre nella primavera 2003 misure volte a garantire una migliore integrazione dell'innovazione nello spazio europeo della conoscenza, allo scopo di migliorare l'utilizzazione dei diritti di proprietà intellettuale in tutta l'Europa, sviluppare e incrementare ulteriormente gli investimenti privati e il ricorso ai capitali di rischio per la ricerca e migliorare l'interconnessione tra le imprese e la base scientifica; ribadisce l'importanza del brevetto comunitario e invita il Consiglio a concordare un approccio politico comune nella sessione di maggio. Il brevetto comunitario deve essere uno strumento efficace e flessibile che le imprese possano ottenere a un costo abbordabile, e che nel contempo rispetti i principi della certezza del diritto e della non discriminazione tra Stati membri e assicuri un livello qualitativo elevato.

Le tecnologie di punta costituiscono un elemento fondamentale per la crescita futura. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a esaminare entro giugno 2002 la comunicazione della Commissione "Le scienze della vita e la biotecnologia - Una strategia per l'Europa". Esso chiede al Consiglio e alla Commissione di elaborare misure e un calendario che consentano alle imprese comunitarie di sfruttare il potenziale della biotecnologia tenendo debitamente conto del principio di precauzione e delle preoccupazioni etiche e sociali. La Commissione è invitata a riferire sui progressi realizzati anteriormente al Consiglio europeo di primavera del 2003.

Osservazioni

Le presenti informazioni sono basate sulle Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Barcellona (15 e 16 marzo 2002).