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Finanziamento del programma

EUR 2 367,1 million

Riferimento legislativo

COM(2006) 604 final/2 del 2006-11-13
L'obbiettivo dell'Istituto europeo di tecnologia (EIT) è quello di contribuire alla competitività industriale rinforzando la capacità di innovare degli Stati membri e della Comunità. Questo verrà ottenuto coinvolgendo e integrando innovazione, ricerca e formazione ai livelli più alti.

Riassunto

Una parte integrale della modificata Strategia di Lisbona, che è stata suggerita dalla Commissione nel suo rapporto di primavera del 2005, era la proposta di creare un Istituto europeo di tecnologia (EIT). In risposta a questo la Commissione ha presentato, il 18 ottobre 2006, una proposta per un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio volta a creare l'EIT.

Allo scopo di colmare il divario nel campo dell'innovazione tra l'UE e i suoi principali concorrenti, l'EIT si concentrerà sull'integrazione dei tre lati del triangolo della conoscenza, ovvero istruzione, ricerca e innovazione allo scopo di fornire una massa critica di classe mondiale a livello UE. Il miglioramento delle relazioni e delle sinergie tra istruzione, ricerca e innovazione, in modo specifico il loro contributo alla crescita economica, all'occupazione e alla coesione sociale, risulta fondamentale per migliorare la competitività dell'UE.

Per affrontare queste sfide l'EIT dovrà:
- unire le esistenti risorse materiali e umane per raggiungere la massa critica necessaria e creare partenariati di eccellenza e di classe mondiale;
- lavorare in campi nuovi, transdisciplinari e interdisciplinari con un potenziale interesse economico e sociale e attraverso un integrazione virtuosa delle attività di innovazione, ricerca e istruzione al più alto livello internazionale;
- promuovere un nuovo modello di governance: con la sua struttura organizzativa innovativa, l'EIT dovrebbe diventare un modello di riferimento per altre organizzazioni operanti nel triangolo della conoscenza.

Il coinvolgimento del settore industriale nell'EIT sarà fondamentale per il suo successo e per la sua credibilità.

L'esperienza dell'industria sarà pienamente rappresentata nel "Corpo dirigente": le scelte strategiche circa i campi nei quali investire devono tenere conto del loro potenziale commerciale.

In secondo luogo, il settore industriale sarà un partner fondamentale nelle "comunità della conoscenza e dell'innovazione" (KIC) per assicurare risultati utili, sviluppo efficiente e uso commerciale dei risultati della conoscenza. In questo modo, il settore privato sarà anche uno dei principali contribuenti di risorse finanziarie, umane e materiali. L'industria contribuirà anche a definire l'elemento formativo: i corsi dell'EIT dovrebbero contenere importanti elementi di gestione dell'innovazione e di imprenditorialità.

L'EIT ambisce ad attrarre una significativa quantità di risorse finanziarie da fonti private. Si prevede che questo contributo aumenti man mano che l'EIT si crea una reputazione a livello mondiale e sviluppa rapporti con istituzioni private.

Le piccole e medie imprese (PMI) verranno naturalmente invitate a diventare organizzazioni partner di una KIC, come qualsiasi azienda privata. Ciascuna KIC definirà in totale autonomia il suo partenariato e i rispettivi ruoli di ciascun membro.

Detto questo, risulta essere vero che spesso le PMI non possiedono la massa critica per partecipare a iniziative al vertice votate all'eccellenza. Per questa ragione, l'EIT tenterà di diffondere le migliori prassi del lavoro svolto dalle KIC anche presso le organizzazioni esterne ai partenariati, specialmente le PMI.


Proposta per un "Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio per creare l'Istituto europeo di tecnologia" 2006/0197 (COD).

Suddivisione

L'EIT si baserà su un innovativo modello integrato, che coniugherà un approccio top-down (dall'alto verso il basso) a un approccio bottom-up (dal basso verso l'alto):

- L'EIT in sé: l'EIT, come ente giuridico, sarà di fatto un'organizzazione molto piccola. Comprenderà un "Comitato direttivo" (CD) e uno staff scientifico e di supporto molto ristretto, composto da circa 60 unità. Sarà responsabile della definizione delle priorità strategiche dell'EIT e della selezione delle Comunità dell'innovazione e della conoscenza (KIC) preposte alla loro concretizzazione. Valuterà i progressi compiuti dalle Comunità dell'innovazione e della conoscenza ai fini del raggiungimento degli obiettivi concordati e ne coordinerà il lavoro nelle aree strategiche interessate. Il CD sarà formato da un gruppo, equilibrato e rappresentativo, di 15 personalità di spicco della comunità scientifica ed economica e da altri quattro membri, in rappresentanza del personale non docente e degli studenti dell'EIT e delle sue KIC.

- Le Comunità dell'innovazione e della conoscenza sono la caratteristica fondamentale dell'EIT. Basate, seppur non limitatamente, su un approccio di network, le Comunità dell'innovazione e della conoscenza sono joint venture di organizzazioni partner, selezionate tra università, centri di ricerca e imprese. Queste joint venture saranno costituire in risposta a inviti a presentare proposte, avanzati dall'EIT. I loro obiettivi saranno stabiliti su base contrattuale con l'EIT, ma potranno godere di un ampio margine di autonomia nel decidere le modalità secondo cui si organizzeranno, la gestione dell'eventuale proprietà intellettuale generata e il modo in cui conseguiranno gli scopi concordati. Le Comunità dell'innovazione e della conoscenza integreranno completamente la dimensione dell'innovazione, della ricerca e dell'istruzione.

Attuazione

Le attività dell'EIT e delle KIC verranno finanziate da una combinazione di fonti:
a)da fonti esterne che comprendono: - Stati membri, autorità regionali o locali;
- fonti private (aziende, capitali di rischio, banche, comprese la Banca europea per gli investimenti (BEI));
- risorse provenienti dalla propria attività (ad esempio da diritti di proprietà intellettuale);
- risorse dalle sovvenzioni che l'EIT può accumulare.

b)da fonti comunitarie attraverso il bilancio per l'EIT o direttamente per le KIC, da margini non allocati, e attraverso i "fondi strutturali" e la partecipazione, in accordo con le normali procedure, nel settimo Programma quadro al "Programma di formazione continua" e al "Programma competitività e innovazione".

Le risorse che giungono direttamente all'EIT verrebbero usate per:
- finanziare le KIC mediante un processo competitivo basato sull'eccellenza e in accordo con i criteri stabiliti dal "Corpo dirigente" dell'EIT;
- finanziare i costi di gestione dell'EIT;
- contribuire alla sovvenzione dell'EIT.

Le risorse che giungono direttamente alle KIC devono essere attratte dalle KIC e/o dalle organizzazioni partner, anche attraverso le normali procedure applicabili ai programmi comunitari e ai fondi strutturali. Essi costituirebbero gli elementi dell'offerta delle KIC nel processo competitivo per ottenere risorse dall'EIT o potrebbero essere attratti una volta che la KIC ha ottenuto l'assegnazione di queste risorse.

Tuttavia, le precise disposizioni relative al finanziamento dell'EIT e delle KIC si svilupperanno in modo chiaro con il tempo. La Commissione stima che l'EIT avrà bisogno di sovvenzioni dirette provenienti dal bilancio comunitario durante la fase di avvio, ma l'obbiettivo rimane quello di massimizzare, nel medio termine, i contributi da fonti esterne. C'è anche uno scambio tra le risorse che giungono direttamente alle KIC, comprese quelle provenienti dai programmi comunitari, e il contributo proveniente dal bilancio comunitario versato direttamente all'EIT.

La Commissione è rimasta costantemente in contatto con il settore privato e ritiene che ci sia una riserva di interesse nell'EIT che può essere sfruttata, inclusi i contributi generali alla sovvenzione dell'EIT. In pratica, la capacità dell'EIT e delle KIC di attrarre finanziamenti esterni (particolarmente dall'industria) dipenderà da un business plan credibile. Due fattori sono fondamentali:
- la capacità di attrarre nelle KIC le aziende più avanzate, e le migliori università e squadre di ricerca;
- il limite fino al quale la Comunità stessa fa una dichiarazione pubblica di responsabilità impegnandosi a mettere a disposizione un notevole contributo finanziario per avviare il processo e dimostrare apertura verso altre forme di contributi, durante una fase successiva, che giungono direttamente all'EIT o alle KIC. Su questa base può essere creato un circolo virtuoso.

I contributi alle KIC o alle loro organizzazioni partner provenienti direttamente dal 7°PQ, dal "Programma di formazione continua" e dal "Programma competitività e innovazione" e dai "Fondi strutturali" in accordo con le rispettive procedure sono possibili e si prevede che costituiscano un parte importante dei loro finanziamenti. Basandosi sulla prima esperienza e fino al limite in cui questi contributi sono ritenuti necessari e non possono essere raggiunti nell'ambito delle attuali basi legali, a tempo debito verrà presa in considerazione una proposta per il necessario adeguamento.I "Fondi strutturali" possono svolgere un ruolo potenzialmente importante per le organizzazioni partner che coinvolgono Stati membri, regioni e città ammissibili o altri beneficiari, perchè molti tipi di spese o investimenti sono ammissibili nell'ambito delle regole dei Fondi strutturali e ricadrebbero nella destinazione delle priorità di Lisbona.

Per quanto riguarda le risorse esterne, si prevede un co-finanziamento proveniente dai partner nelle KIC stesse o che viene attratto da queste. Inoltre, una sostanziale porzione degli investimenti necessari al miglioramento delle strutture usate dalle Comunità dell'innovazione e della conoscenza potrebbe essere ricavata dai contributi diretti degli Stati membri, degli enti regionali o locali o da finanziamenti, inclusi quelli concessi dalla BEI.

Osservazioni

L'istituzione dell'IET richiederà l'adozione di uno strumento giuridico, che la Commissione dovrebbe proporre nel 2006 insieme ad una analisi d'impatto.
Numero di registrazione: 842 / Ultimo aggiornamento: 2008-08-19