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Riassunto

L'accresciuto impiego di gasdotti offshore ha sollevato il problema della propagazione di una frattura duttile in condizioni instabili. Hanno condotto ricerche per stabilire standard affidabili per la selezione dei materiali al fine di garantire la sicurezza nei gasdotti offshore, ed hanno eseguito tre prove full-scale di propagazione della frattura duttile, due offshore in condizioni variabili ed una onshore. In entrambe le prove offshore i risultati hanno confermato l'effetto di contenimento del backfill acquoso della propagazione duttile di una frattura in una condotta sottomarina. Energie Charpy-V pari a 60 J/cm2 sembrano sufficienti per arrestare una frattura in tubi di 36" di diametro, mentre valori ancora più bassi sono sufficienti per diametri inferiori. Si possono trarre alcune conclusioni relative al campo fluidodinamico associato alla frattura: - il backfill acquoso non influenza la modalità di decompressione del gas nei tubi, simile a quanto si verifica nelle condotte interrate - l'apertura del tubo genera un'onda di pressione sferica che viaggia nel mezzo circostante il tubo alla velocità del suono locale. Il valore massimo del picco di pressione in un punto è inversamente proporzionale alla distanza dalla rottura.

Informazioni supplementari

Autori: DEMOFONTI G, Centro Sviluppo Materiali S.p.A., Roma EUR (IT)
Riferimenti bibliografici: EUR 11671 IT (1988)
Disponibilità: (2)
Numero di registrazione: 198910055 / Ultimo aggiornamento: 1994-12-01
Categoria: publication
Lingua originale: it
Lingue disponibili: it