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Riassunto

La perforazione del pozzo è stato eseguito dall'ENEL-Unità Nazionale Geotermica con impianto MASS 6000 E. Lo scopo era di investigare un probabile più profondo secondo serbatoio entro i 4000m di profondità. Da un punto di vista stratigrafico il pozzo ha attraversato, al disotto della copertura fliscioide, ripetute unità tettoniche costituite da gruppi di Formazioni della Serie Toscana. Tali formazioni poggiano, a partire da 3545m, su analoghe formazioni della Successione Stratigrafica Umbra. La perforazione à raggiunto la profondità finale di 4826m. Per la prima volta le formazioni carbonatiche mesozoiche, che costituiscono il serbatoio regionale, sono state attraversate per un così grande spessore (circa 3700m ), al disopra di un presunto e più profondo basamento impermeabile. Il gran numero di raddoppi tettonici delle rocce permeabili costitua un serbatoio unico con bassissimi gradienti termici ( 0.2-0.3 C/10m ) e con una temperatura variabile da 140 C a 210 C circa. Il pozzo, sebbene stimolato, non è risultato produttivo per scarsa permeabilità locale. Da un punto di vista della tecnologia di perforazione il pozzo non ha presentato particolari difficoltà, considerando anche le modeste temperature esistenti, nonostante l'elevata profondità, mai prima d'ora raggiunta in pozzi geotermici in Italia.

Informazioni supplementari

Autori: ENEL-UNG, Enel-Ung, Pisa (IT)
Riferimenti bibliografici: EUR 12144 IT (1990) 295 pp., MF, ECU 12
Disponibilità: (2)