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Riassunto

In settori come il navale, specie se militare, in cui sono richieste prestazioni elevate e notevole grado di affidabilità, il controllo non distruttivo durante l'esercizio riveste un ruolo critico. Le sollecitazioni meccaniche cui viene sottoposto lo scafo sono composte da una componente di fatica, indotta sia dal moto ondoso che dai sistemi di propulsione. Nel caso delle unità militari si deve anche considerare una componente aciclica derivante dall'utilizzo dei sistemi di armamento. La variabilità dei carichi e dei loro tempi di applicazione porta all'oggettiva difficoltà di stabilire con certezza la pericolosità dei difetti presenti. Il rischio perciò di una eccessiva approssimazione nella rilevazione della criticità di un danno ha finora suggerito di operare secondo una filosofia di sostituzione preventiva dei vari componenti in base al decorso di un periodo di impiego od a difettosità riscontrate, con margini di sicurezza tali da garantire la perfetta efficienza dei mezzi nelle uscite in mare. La presente memoria si propone di discutere la validità di un approccio alternativo al problema, integrando i controlli periodici sulla nave con l'uso di tecniche di indagine non distruttiva, qui esposte in modo ragionato, in funzione della loro possibile adattabilità ad applicazioni navali.

Informazioni supplementari

Autori: AIELLO A, Università di Roma "La Sapienza" (IT);CANEVA C, Università di Roma "La Sapienza" (IT);SANTULLI C, JRC Ispra (IT)
Riferimenti bibliografici: Paper presented: Le nuove tecnologie dei materiali e le loro applicazioni in campo navale, Livorno (IT), April 4-7, 1995
Disponibilità: Available from (1) as Paper IT 38944 ORA
Numero di registrazione: 199510678 / Ultimo aggiornamento: 1995-07-07
Categoria: publication
Lingua originale: it
Lingue disponibili: it