FIBEBIOTICS Risultato in breve
Project ID:
289517
Finanziato nell'ambito di:
FP7-KBBE
Paese:
Paesi Bassi
Cibo benefico per il sistema immunitario
© sasimoto, Thinkstock
Gli studi epidemiologici hanno determinato la raccomandazione di un’assunzione giornaliera di 30-40 g di fibre. Nei nostri alimenti, però, sono presenti migliaia di fibre alimentari diverse: alcune producono effetti bioattivi sconosciuti, per cui è difficile dispensare consigli. Per semplificare la varietà di fibre, sono stati adottati i termini solubile e insolubile ai fini della classificazione; tuttavia tali proprietà fisico-chimiche sono difficilmente associabili ad effetti sulla salute fisiologica.
Il progetto FIBEBIOTICS (Dietary fibers supporting gut and immune Function - from polysaccharide compound to health claim), finanziato dall’UE, ha indagato sull’influenza dei polisaccaridi non digeribili (NPS) sul sistema immunitario e sulla funzione intestinale. Le attività si sono concentrate sugli effetti dei NPS sul potenziamento delle difese immunitarie contro patogeni, sull’incremento della funzione barriera dell’intestino e sulla riduzione delle malattie infettive, come il comune raffreddore e l’influenza.
Per svolgere più agevolmente la ricerca, gli scienziati hanno sviluppato un kit di strumenti composto di saggi dedicati e metodi di screening in vitro, al fine di confrontare i vari NPS in relazione alla loro bioattività rispetto alle cellule intestinali e agli immunociti, nonché sulla microflora e l relativi metaboliti. Hanno scoperto che i NPS possono attivare le cellule intestinali e gli immunociti, che reagiscono con l’attivazione di geni immunocorrelati come NFkB e la secrezione di chemiochine, per attrarre altri immunociti verso il sito d’azione. Inoltre, hanno caratterizzato, purificato e processato i NPS, avvalendosi delle informazioni per formulare nuovi prodotti alimentari con attività NPS.
Un notevole impegno è stato profuso sul meccanismo di degradazione di NPS da parte di batteri dell’intestino o del colon. Gli scienziati hanno dimostrato che alcuni NPS sono più resistenti alla degradazione, mentre in altri la molecola viene degradata solo in parte. Inoltre, hanno osservato che vari NPS fermentano in modo diverso, determinando quantità e rapporti diversi di acidi grassi a catena corta (SCFA), considerati latori di effetti positivi sulla salute. Per valutare i livelli di SCFA, parte della ricerca è stata dedicata allo sviluppo di un sensore che potrebbe applicarsi in vivo nell’intestino. Oltre a ciò, sono state effettuate varie sperimentazioni cliniche, con lo scopo di studiare gli effetti rispetto alla funzione barriera dell’intestino e i parametri immunitari nell’uomo.
Tenuto conto che la deregolazione del sistema immunitario può determinare malattie autoimmuni, allergie e infiammazione, è di fondamentale importanza capire come mantenere o migliorarne la funzione. I risultati pratici di FIBEBIOTICS saranno utili a formulare di conseguenza le linee guida dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in modo da poter utilizzare terapeuticamente l’intervento alimentare.
Il progetto FIBEBIOTICS (Dietary fibers supporting gut and immune Function - from polysaccharide compound to health claim), finanziato dall’UE, ha indagato sull’influenza dei polisaccaridi non digeribili (NPS) sul sistema immunitario e sulla funzione intestinale. Le attività si sono concentrate sugli effetti dei NPS sul potenziamento delle difese immunitarie contro patogeni, sull’incremento della funzione barriera dell’intestino e sulla riduzione delle malattie infettive, come il comune raffreddore e l’influenza.
Per svolgere più agevolmente la ricerca, gli scienziati hanno sviluppato un kit di strumenti composto di saggi dedicati e metodi di screening in vitro, al fine di confrontare i vari NPS in relazione alla loro bioattività rispetto alle cellule intestinali e agli immunociti, nonché sulla microflora e l relativi metaboliti. Hanno scoperto che i NPS possono attivare le cellule intestinali e gli immunociti, che reagiscono con l’attivazione di geni immunocorrelati come NFkB e la secrezione di chemiochine, per attrarre altri immunociti verso il sito d’azione. Inoltre, hanno caratterizzato, purificato e processato i NPS, avvalendosi delle informazioni per formulare nuovi prodotti alimentari con attività NPS.
Un notevole impegno è stato profuso sul meccanismo di degradazione di NPS da parte di batteri dell’intestino o del colon. Gli scienziati hanno dimostrato che alcuni NPS sono più resistenti alla degradazione, mentre in altri la molecola viene degradata solo in parte. Inoltre, hanno osservato che vari NPS fermentano in modo diverso, determinando quantità e rapporti diversi di acidi grassi a catena corta (SCFA), considerati latori di effetti positivi sulla salute. Per valutare i livelli di SCFA, parte della ricerca è stata dedicata allo sviluppo di un sensore che potrebbe applicarsi in vivo nell’intestino. Oltre a ciò, sono state effettuate varie sperimentazioni cliniche, con lo scopo di studiare gli effetti rispetto alla funzione barriera dell’intestino e i parametri immunitari nell’uomo.
Tenuto conto che la deregolazione del sistema immunitario può determinare malattie autoimmuni, allergie e infiammazione, è di fondamentale importanza capire come mantenere o migliorarne la funzione. I risultati pratici di FIBEBIOTICS saranno utili a formulare di conseguenza le linee guida dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in modo da poter utilizzare terapeuticamente l’intervento alimentare.
Informazioni correlate
Argomenti
FoodKeywords
Sistema immunitario, intestino, fibre alimentari, FIBEBIOTICS, polisaccaridi non digeribili
Numero di registrazione: 150431 /
Ultimo aggiornamento: 2017-06-28