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Indagare sulle comunità batteri di roditori selvatici e sulle loro pulci

Alcuni ricercatori stanno servendosi di un modello di pulce di roditore naturale, per comprendere il perché della conformazione delle comunità batteriche e il modo con cui modifiche alla loro struttura possano influenzare il rischio di insetti capaci di trasmettere malattie all’uomo.
Indagare sulle comunità batteri di roditori selvatici e sulle loro pulci
La capacità di un insetto di trasmettere una malattia spesso viene influenzata da interazioni tra l’ospite dell’insetto o l’insetto e il patogeno trasportato dall’insetto, nonché dalle interazioni tra il patogeno e gli altri batteri entro l’insetto o il suo ospite. La peste, ad esempio, è causata da un batterio (il patogeno) trasportato dalle pulci (il vettore), che a loro volta stanziano su roditori (l’ospite).

Poiché gli insetti come le pulci e gli ospiti delle pulci contengono comunità di batteri (non tutti patogeni), il progetto FLEAMICROBIOME (Effects of ecological factors on bacterial communities of fleas), finanziato dall’UE, punta a scoprire quali condizioni ecologiche plasmino la struttura di comunità batteriche trasportate dalle pulci.

Il progetto intende determinare i fattori che incidono sulla formazione di comunità batteriche in vettori costituiti da insetti e nei loro ospiti. Per riuscirvi, i ricercatori stanno osservando tre potenziali influenze in un sistema di modello di pulce presente su roditori: diversità dell’ospite, tratti dell’ospite (ad esempio età e status riproduttivo) e interazioni interspecifiche tra i batteri.

Per stabilire quali microbi siano presenti in tali vettori e ospiti, i ricercatori hanno analizzato le sequenze genetiche di intere comunità batteriche nelle pulci e nel sangue prelevato da roditori. Hanno scoperto che due generi batterici (il Mycoplasma e la Bartonella) risultavano i più comuni in assoluto in entrambi i campioni di sangue e di pulci e che la Wolbacia spp. infettava tutte le pulci femmine, ma nessuno dei maschi.

I ricercatori hanno concluso che fosse maggiore la probabilità da parte degli adulti di trasmettere il Mycoplasmache durante la stagione riproduttiva. D’altra parte, risultava più probabile che il novellame trasmettesse la Bartonella. Tuttavia, l’abbondanza generale di un certo microbo trasportato dal vettore era con maggiore probabilità determinato dall’abbondanza di batteri endosimbiotici nel vettore, abbondanza di altri microbi trasportati da pulci, presenti in concomitanza nel vettore e nel sangue dell’ospite e da variazioni stagionali, piuttosto che caratteristiche dell’ospite.

Su scala più ampia, il numero di specie ospiti nell’area incideva sulla composizione delle specie batteriche. Le aree con maggiori specie ospiti contenevano meno Mycoplasma, ma un maggior numero di altre specie batteriche rispetto dalle aree con scarsità di specie, con un rischio aumentato di infettare l’uomo con malattie rare.

L’identificazione dei fattori che incidono sulla dinamica tra ospiti, vettori e rispettivi microbi contribuirà a prevenire o tenere sotto controllo le malattie a trasmissione vettoriale.

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Keywords

Batteri, pulci, roditore, insetti, malattie, età dell’ospite, patogeno, vettore, comunità biotica, struttura comunitaria, interazioni interspecifiche, microbioma, diversità della specie