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Prevedere la formazione della placca aterosclerotica

Le catastrofiche manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi hanno spinto i ricercatori europei a sviluppare un metodo combinatorio per identificare e prevedere l’evoluzione della placca.
Prevedere la formazione della placca aterosclerotica
L’aterosclerosi è essenzialmente l’ispessimento delle pareti cellulari delle arterie a causa del deposito di globuli bianchi. Nel mondo occidentale, tale ispessimento riguarda una delle attuali questioni più importanti a livello medico e di salute pubblica, poiché può portare a infarto miocardico acuto e conseguente morte.

La progressione dell’aterosclerosi dipende da diversi fattori emodinamici locali che ora siamo in grado di identificare e misurare in vivo mediante l’immaginografia cardiovascolare non invasiva. I ricercatori del progetto SMILE (Combination of shear stress and molecular imaging of inflammation to predict high-risk atherosclerotic plaque), finanziato dall’UE, hanno stabilito come obiettivo la verifica dell’ipotesi che un basso sforzo di taglio endoteliale (ESS, endothelial shear stress), in combinazione con l’infiammazione vascolare, potrebbe servire come marcatore per la rilevazione di placche aterosclerotiche ad alto rischio.

Poiché l’ESS locale è un continuo stimolo per l’infiammazione, il consorzio ha utilizzato la risonanza magnetica molecolare e la tomografia computerizzata (TC) ad alta risoluzione per monitorare la progressione delle placche nell’aorta del coniglio. Tale metodo combinatorio ha permesso loro di visualizzare la progressione della placca accelerata e l’infiammazione nei sottosegmenti aortici con basso ESS.

Inoltre, è stato condotto uno studio clinico pilota per convalidare il valore predittivo di un basso ESS e dell’infiammazione. È stata utilizzata l’immaginografia intracoronarica ad alta risoluzione al fine di valutare le emodinamiche e il rimodellamento delle formazioni locali di placche aterosclerotiche.

Gli scienziati hanno scoperto una stretta correlazione tra basso ESS ed esteso rimodellamento con placche ad alto rischio. Altre caratteristiche ad alto rischio come l’infiammazione e il contenuto di lipidi potrebbero migliorare ulteriormente le capacità di rilevamento del test. Un utilizzo di tali caratteristiche e marcatori così diversi tra loro, per la stratificazione dei pazienti, aiuterebbe i cardiologi a identificare i pazienti a rischio.

I partecipanti al progetto sono fiduciosi che l’attuazione di questo approccio potrebbe migliorare l’identificazione di placche vulnerabili. L’identificazione precoce e accurata delle lesioni che potrebbero evolvere in placche ad alto rischio deve tempestivamente dare luogo a interventi come lo stenting o alla somministrazione mirata di farmaci.

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Keywords

Aterosclerosi, placca, sforzo di taglio endoteliale, infiammazione, stratificazione dei pazienti
Numero di registrazione: 175204 / Ultimo aggiornamento: 2016-02-23
Dominio: Biologia, Medicina