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FP7

p53-Aggr-Cancer Risultato in breve

Project ID: 298785
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Belgio

Intervenire sull'aggregazione della proteina p53 per prevenire il cancro

L'aggregazione della proteina soppressore tumorale p53 nelle cellule è stata ricollegata al cancro. I ricercatori europei hanno studiato i cambiamenti della rete di proteostasi (PN) che promuove o sopprime l'aggregazione della proteina p53.
Intervenire sull'aggregazione della proteina p53 per prevenire il cancro
La PN è costituita dal meccanismo cellulare responsabile del mantenimento dell'omeostasi del proteoma e tra le sue molte funzioni ha quella di impedire l'aggregazione delle proteine.

La p53 è un potente soppressore tumorale e spesso risulta mutata nei pazienti affetti da cancro. Gli scienziati hanno costituito il progetto P53-AGGR-CANCER (The aggregation of p53 in response to changes in the proteostasis network) per chiarire quali sono i cambiamenti della PN che favoriscono o sopprimono l'aggregazione della p53 nelle cellule durante i vari stadi di differenziazione.

Il team ha creato un nuovo vettore mirato e ha realizzato la reazione di scambio della cassetta mediato da flippasi per creare tre linee di cellule staminali embrionali umane (CSEu): una senza espressione di p53, una con espressione di un mutante p53 aggregante e l'altra con espressione di mutante p53 non aggregante. Il team ha applicato protocolli di differenziazione, ottenendo cellule epatiche e neuronali. Per monitorare lo stato della proteina p53 hanno utilizzato l'elettroforesi con gel blu di poliacrilammide nativa e la colorazione immunofluorescente, valutando l'efficacia dei farmaci chemioterapeutici di attivazione della p53 cisplatino e nutlina.

L'attività del progetto ha fornito vari risultati di rilievo, che hanno confermato tra l'altro che le CSEu indifferenziate possono sopprimere l'aggregazione del mutante di p53 aggregante. Nelle cellule, durante la differenziazione, sono inoltre stati rilevati complessi di peso molecolare elevato della p53 aggregante.

Nel complesso, i risultati preliminari della ricerca indicano che l'aggregazione di p53 ostacola la capacità di reazione della PN all'interno della cellula. La nutlina, un farmaco utilizzato attualmente negli studi clinici, si è rivelata meno efficace del cisplatino nelle cellule con i geni p53 mutanti. L'ulteriore convalida di questi risultati potrebbe modificare le terapie chemioterapiche utilizzate attualmente in oncologia.

Il continuo aumento dell'incidenza dei casi di cancro che si verifica con l'aumento dell'età della popolazione, in particolare in Europa, rende sempre più urgente identificare e risolvere i fattori che provocano la malattia. Lo studio P53-AGGR-CANCER ha aperto nuove prospettive per la terapia tumorale basata sulla prevenzione o l'inversione dell'aggregazione di p53. Lo stesso approccio potrebbe risultare utile per la cura delle malattie neurodegenerative derivanti dall'aggregazione delle proteine.

Informazioni correlate

Keywords

P53, cancro, rete della proteostasi, aggregazione delle proteine, chemioterapia, cisplatino, nutlina
Numero di registrazione: 175213 / Ultimo aggiornamento: 2016-02-23
Dominio: Biologia, Medicina