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Una nuova prospettiva sulla malattia celiaca

Attualmente, la diagnosi della malattia celiaca avviene generalmente dopo aver sottoposto il paziente a una dieta ricca di glutine. La scoperta di biomarcatori della malattia renderebbe più rapido il suo rilevamento e migliorerebbe l’esito per i pazienti.
Una nuova prospettiva sulla malattia celiaca
La malattia celiaca è un disordine autoimmune ereditario piuttosto diffuso che provoca la distruzione delle mucose dell’intestino tenue. I pazienti che ne sono colpiti presentano auto-anticorpi contro la transglutaminasi 2 (TG2), un enzima che svolge un ruolo nell’angiogenesi, e danni alla vascolatura intestinale.

Il progetto TRANSVASCED (Celiac disease autoantibodies targeted against transglutaminase 2: repercussions in vascular biology, disease pathogenesis and treatment), finanziato dall’UE, si proponeva di studiare il ruolo in vivo degli anticorpi di tipo celiaco sulla biologia e sulla funzionalità vascolare. A questo scopo, gli scienziati hanno inoculato in un gruppo di topi anticorpi di tipo celiaco e controlli, osservando lo sviluppo vascolare.

Grazie al microscopio elettronico, hanno studiato le giunzioni endoteliali e l’integrità vascolare dei vasi, valutando la capacità di trasmigrazione dei linfociti attraverso le pareti dei vasi stessi e hanno monitorato l’impatto degli anticorpi della malattia celiaca sull’attività enzimatica TG2 e sulla composizione della matrice extracellulare.

Le loro osservazioni indicano che gli anticorpi derivati da pazienti celiaci inibiscono l’angiogenesi in vivo riducendo l’attività di TG2. L’analisi proteomica ha mostrato che questa inibizione coincideva con livelli più alti della proteina RhoB nelle cellule endoteliali. Il team ha quindi selezionato altri dodici candidati per approfondire l’analisi.

Il silenziamento dell’RhoB ha salvaguardato l’effetto anti-angiogenetico provocato dagli anticorpi, lasciando intravedere la possibilità di interventi terapeutici. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione di statine, farmaci che modulano l’RhoB. L’ulteriore analisi dei campioni dei pazienti confrontati con quelli di soggetti sani ha permesso di identificare quattro proteine candidate con valore prognostico.

Collettivamente, il risultato dello studio TRANSVASCED ha permesso di ottenere informazioni significative sulla patobiologia della malattia celiaca. Altrettanto importanti sono le implicazioni terapeutiche del lavoro, che indica biomarcatori precoci della malattia e alternative di trattamento rispetto alla dieta priva di glutine.

Informazioni correlate

Keywords

Malattia celiaca, biomarcatore, autoanticorpi, transglutaminasi 2, RhoB, cellule endoteliali
Numero di registrazione: 175250 / Ultimo aggiornamento: 2016-03-04
Dominio: Biologia, Medicina