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FP7

AtypicalWorkPatterns Risultato in breve

Project ID: 277133
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Italia

I ritmi di lavoro storici potrebbero far luce sulle dinamiche dell’occupazione di oggi

Studi sui secoli passati hanno rivelato pratiche di lavoro atipiche che in qualche modo si ripetono. Capire questo ciclo può aiutare a migliorare l’occupazione e la mobilità.
I ritmi di lavoro storici potrebbero far luce sulle dinamiche dell’occupazione di oggi
L’occupazione nelle società pre-industriali funzionava in modo diverso rispetto alla nostra, ma alcune sorprendenti somiglianze potrebbero aiutarci a ripensare a concetti senza tempo come il lavoro, la migrazione e il fenomeno dei senzatetto. Il progetto ATYPICALWORKPATTERNS (Atypical works in pre-industrial Europe. Pluriactivity, mobility and social identities), finanziato dall’UE, ha studiato i ritmi di lavoro atipici nelle città pre-industriali durante il XVII e il XVIII secolo. Ha studiato diversi tipi di occupazione nella città di Roma in quel periodo esaminando ampie testimonianze storiche.

Una delle categorie di mestieri studiati comprende i servitori come domestici, cuochi e cocchieri. Il progetto ha documentato in che modo tali lavoratori tendevano a lavorare come servitori nella seconda parte della loro vita o come occupazione temporanea per facilitare la mobilità orizzontale. Il commercio di cibo rappresentava un altro settore con ampie opportunità di occupazione, in particolare visto che il mestiere non richiedeva specifiche competenze professionali o molti strumenti di lavoro. Era più facile diventare un rivenditore e vendere i prodotti alimentari di qualcun altro piuttosto che essere un apprendista o un maestro in un settore specifico.

Il progetto ha studiato il ruolo dei locandieri che spesso trasformavano la propria casa in una locanda e il ruolo degli apprendisti che crescevano senza mai diventare maestri nel proprio campo. Ha esaminato anche le difficoltà incontrate dai migranti e dai lavoratori stagionali come i lavoratori agricoli che arrivavano in città e dividevano lo stesso alloggio con fino a 20 persone.

Cambiare lavoro significava cambiare settore professionale per la maggior parte, tranne che nel settore alimentare nel quale una su cinque persone rimaneva nel settore. Nell’agricoltura, anche se le opportunità per i lavoratori di cambiare settore erano alquanto limitate, un terzo dei lavoratori rimaneva nel settore. È interessante notare che gli artigiani non diventavano mai venditori ambulanti o commercianti di prodotti alimentari, ma passavano dall’artigianato a lavori domestici o ad altri servizi.

La pratica di avere due o più attività professionali diverse allo stesso tempo - cioè una pluriattività - si poteva riscontrare in chi aveva un posto di lavoro di livello basso. Tra gli esempi ci sono un fruttivendolo che era anche un negoziante di generi alimentari e un locandiere che era anche un pescivendolo. Spesso i soldati delle forze armate avevano un secondo lavoro come sarti o calzolai.

ATYPICALWORKPATTERNS ha sottolineato lo stretto rapporto tra la popolazione senzatetto e le prime città moderne. Ha osservato come le persone potevano ritrovarsi senzatetto poco dopo essere arrivate in città, trovare in seguito una casa e un lavoro e trovarsi nuovamente senza casa dopo aver perso il lavoro. Questo significava che la mobilità professionale e residenziale era legata al livello di povertà e instabilità nella città.

In generale il progetto ha descritto il lavoro dei poveri in modo più approfondito rispetto al concetto di “fare qualsiasi lavoro per sopravvivere”. Le dinamiche dell’integrazione di questi individui nel mercato del lavoro hanno molti punti in comune con la società moderna. La società civile e i fautori delle politiche oggi farebbero bene a esaminare gli stretti legami tra i lavoratori atipici, i disoccupati e i senzatetto e le attività economiche.

Informazioni correlate

Keywords

Ritmi di lavoro, occupazione, mobilità, pre-industriale, pluriattività, identità sociali
Numero di registrazione: 175315 / Ultimo aggiornamento: 2016-03-10
Dominio: Tecnologie industriali