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FP7

SUGARYBONE Risultato in breve

Project ID: 623855
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Regno Unito

La glicosilazione nell’osteoporosi

Gli scienziati europei hanno studiato un aspetto finora inesplorato dell’omeostasi ossea, il ruolo della glicosilazione, scegliendo una strategia che ha profonde implicazioni per il trattamento dell’osteoporosi.
La glicosilazione nell’osteoporosi
L’osteoporosi è una condizione legata all’età che porta alla perdita di densità ossea, con conseguente riduzione della resistenza e aumento della fragilità. I farmaci attuali riescono a ridurre il rischio di fratture solo del 25-50 %, perciò è necessario sviluppare nuovi medicinali più efficaci. Per identificare nuovi obiettivi terapeutici è urgente definire i percorsi che controllano la rimodellazione e la forza delle ossa.

Il progetto SUGARYBONE (The role of protein N-glycosylation in bone and energy homeostasis), finanziato dall’UE, ha studiato le anomalie metaboliche associate alla glicosilazione. In particolare, le attività di ricerca si sono concentrate sull’importanza della N-glicosilazione delle proteine nell’omeostasi scheletrica e sulla sua implicazione nell’osteoporosi.

I lavori precedenti avevano identificato la mutazione di uno degli enzimi coinvolti nel percorso di glicosilazione proteica del legame N che porta a grave osteoporosi e obesità nei topi. L’ipotesi era che la N-glicosilazione difettosa ostacolasse la formazione dell’osso da parte degli osteoblasti, portando all’osteoporosi, mentre i livelli di osteocalcina ossea ridotti ostacolano il rilascio di insulina, provocando di conseguenza l’obesità.

Gli scienziati del team SUGARYBONE hanno analizzato i topi transgenici con una mutazione dell’enzima Alg13 responsabile dell’avvio della N-glicosilazione. L’Alg13, tuttavia, ha due isoforme, una corta che comprende l’attività enzimatica e una lunga la cui funzione è sconosciuta. L’analisi delle strutture di glicani di animali mutanti e non modificati non ha evidenziato differenze evidenti e anche nei processi di glicosilazione post-traslazionali non sono emerse alterazioni. Il consorzio ha attribuito questi risultati al fatto che la mutazione si era verificata nell’isoforma lunga di Alg13 e ha quindi deciso di generare linee di cellule embrionali mutanti con mutazioni nell’isoforma corta.

Benché i ricercatori abbiano impiegato strategie diverse per danneggiare l’allele Alg13 non modificato, nessuno dei cloni di cellule embrionali con eliminazione di Alg13 è sopravvissuto. Questi dati sottolineano la vitalità dell’enzima Alg13 nell’omeostasi complessiva delle proteine e nella sopravvivenza cellulare. Le basi di indagine del metabolismo nelle ossa osteoporotiche sono scientificamente solide ma è necessario adottare un approccio di studio alternativo.

Informazioni correlate

Keywords

Osteoporosi, osso, omeostasi, N-glicosilazione, Alg13
Numero di registrazione: 182778 / Ultimo aggiornamento: 2016-05-24
Dominio: Biologia, Medicina