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Un nuovo attacco all’epatite C

Nel mondo si registrano circa 150 milioni di casi di infezioni da virus dell’epatite C (HCV). Nonostante l’aumento generale di trattamenti antivirali efficaci, occorrono tuttavia terapie economiche efficienti con pochi effetti collaterali.
Un nuovo attacco all’epatite C
Il progetto LIPOHCV (Hepatitis C virus and host lipoprotein metabolism) si è concentrato su un gruppo di geni coinvolti nella replica dell’HCV replication, le lipine. Il lavoro della ricerca ha dimostrato che questi geni, coinvolti nella regolazione del metabolismo dei lipidi e delle lipoproteine nelle cellule normali, sono utilizzati dall’HCV e mediano diversi aspetti del ciclo di vita del virus.

L’infezione era ridotta quando il team interveniva sperimentalmente con due lipine, indicando che esse potrebbero essere target molecolari per la terapia anti-HCV. Ancora più interessante, dato che alcuni di questi geni si sovrappongono, esistono poche probabilità che l’inattivazione interferirà con il metabolismo lipidico. Soltanto attaccando l’infezione virale si potrebbe ridurre gli effetti collaterali.

L’infezione virale è collegata al metabolismo lipidico e causa l’epatopatia. I risultati della ricerca potrebbero portare a una migliore comprensione di come ciò avviene.

Utilizzando tecniche per immagini e la collaborazione di ricerca internazionale, i ricercatori hanno prodotto mappe 3D su nanoscala dei cambiamenti fisici indotti dall’HCV nella cellula. Il virus sembra assimilare i mitocondri cellulari per la replicazione virale. Inoltre, il team ha scoperto un gene, SIGMAR1, coinvolto sia nella replica virale che nel crosstalk tra gli organuli cellulari, inclusi i mitocondri.

Il prodotto proteico SIGMAR1interagisce con enzimi importanti per la biosintesi del colesterolo e la sua riduzione modifica l’espressione dei geni coinvolti nel metabolismo dei lipidi e del colesterolo. Per il futuro, il team LIPOHCV intende estendere gli studi sull’analisi proteomica delle proteine che interagiscono con SIGMAR1.

I nuovi fattori che controllano l’infezione precoce da HCV sono possibili bersagli molecolari per gli agenti indirizzati all’ospite. Oltre a complementare le nuove terapie anti HCV basate sugli antivirali direttamente attivi, questi agenti potrebbero innalzare la barriera di resistenza genetica e coprire una vasta gamma di genotipi virali. Potrebbero anche orientare la futura ricerca verso il chiarimento dei dettagli molecolari delle interazioni ospite-virus, un’altra fonte di nuove terapie.

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Keywords

Epatite C, HCV, metabolismo della lipoproteina, lipina, agenti indirizzati all’ospite
Numero di registrazione: 183173 / Ultimo aggiornamento: 2016-08-16
Dominio: Biologia, Medicina