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Un avo dei vertebrati aiuta a comprendere il sistema di bioregolazione

L’evoluzione della famiglia dell’ossido di azoto sintetasi (NOS) e la sua regolazione durante lo sviluppo di un organismo modello sono state studiate con l’ausilio di un finanziamento dell’UE. Il lavoro riveste un’importanza biomedica, a causa della sua implicazione nella fisiopatologia di molte malattie umane.
Un avo dei vertebrati aiuta a comprendere il sistema di bioregolazione
Il Branchiostoma lanceolatum, generalmente noto come anfiosso o lancetta, è un organismo marino modello, adottato per studiare lo sviluppo degli invertebrati. L’anfiosso è il più vicino sostituito di avo invertebrato dei vertebrati, poiché presenta un’organizzazione del corpo e un genoma simili a quelli dei vertebrati, benché più semplici.

Il progetto AMPHIOXUSNOS (Study of nitric oxide synthase in amphioxus) si proponeva di studiare il pattern di espressione e la regolazione di tre diverse ossido di azoto sintetasi (NOS) nel B. lanceolatum, allo scopo di determinare le funzioni ancestrali dei vertebrati.

L’ossido d’azoto (NO) è un gas diffusibile ed estremamente reattivo, prodotto dalla conversione di L-arginina (aminoacido coinvolto nella biosintesi delle proteine) tramite la famiglia NOS di enzimi. Il NO è essenziale per molte funzioni fisiologiche ed è forse uno dei sistemi bioregolatori più antichi di controllo della fisiologia animale.

Il confronto di molteplici ruoli NO/NOS tra modelli animali fornirebbe nozioni preziose circa nuove funzioni e consentirebbe di capire meglio il ruolo di NOS in condizioni sia fisiologiche che patologiche nell’uomo. Pertanto, AMPHIOXUSNOS ha costituito una struttura presso la Stazione zoologica Anton Dohrn, un istituto di ricerca italiano con sede a Napoli, al fine di studiare l’anfiosso.

L’istituto è un laboratorio di ricerche marine con una lunga tradizione di studi in materia di embriologia ed evoluzione. La disponibilità di anfiossi adulti vivi e in fase embrionale attraverso il centro è una risultato importante per gli esiti del progetto AMPHIOXUSNOS. È possibile accogliere molti animali presso la struttura dedicata agli anfiossi, in grado di simularne l’ambiente originale caratterizzato da sedimento soffice e mare poco profondo.

Si spera che, in un futuro prossimo, la struttura sia ampliata, consentendo di tenere in vasche diverse migliaia di animali adulti. Tale operazione si svolgerà in base all’origine locale e allo stato gonadico, garantendo di conseguenza un ingente numero di embrioni in fasi diverse dello sviluppo.

Informazioni correlate

Keywords

Ossido di azoto sintetasi, fisiopatologia, Branchiostoma lanceolatum, anfiosso, AMPHIOXUSNOS, ossido d’azoto, L-arginina, Stazione zoologica Anton Dohrn
Numero di registrazione: 183205 / Ultimo aggiornamento: 2016-08-17
Dominio: Biologia, Medicina