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FP7

IME Risultato in breve

Project ID: 302411
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Paesi Bassi

Soluzioni per migliorare il panorama della regolamentazione della proprietà intellettuale

Un’iniziativa dell’UE si è proposta di colmare il vuoto tra le norme sociali dal basso verso l’alto che regolano economie dei mezzi di comunicazione informali e i regimi di copyright dall’alto verso il basso.
Soluzioni per migliorare il panorama della regolamentazione della proprietà intellettuale
Il progetto IME (Informal media economies), finanziato dall’UE, ha analizzato il conflitto tra vari soggetti interessati riguardo al futuro della regolamentazione della proprietà intellettuale. Ha mappato reti informali in cui avvengono la produzione e lo scambio di diverse proprietà intellettuali, al fine di capire il ruolo svolto da tali reti informali in vari ecosistemi culturali.

Il lavoro è iniziato con la ricerca di siti Web illegali e biblioteche pirata che raccolgono e diffondono opere protette da copyright, ad esempio monografie scientifiche, libri di testo e articoli di giornale.

I partner del progetto hanno adottato metodi come l’osservazione partecipante, la ricerca storica e interviste, con lo scopo di ricostruire lo sviluppo di biblioteche di ricerca pirata e le peculiari condizioni economiche, sociali e politiche che rappresentano un fattore della loro sopravvivenza nel tempo, in un clima legale e politico sfavorevole. Dai risultati emerge che la maggior parte dei servizi bibliotecari hanno sede e operano in Russia, grazie alle ideali condizioni politiche, economiche, sociali e legali post-sovietiche.

Il team IME ha ideato modelli statistici per spiegare la disponibilità pirata e l’uso di risorse di tipo accademico. Si è servito della disponibilità legale e dei dettagli di prezzo di titoli presenti presso fonti pirata, per identificare fattori che causano la domanda tramite questi siti clandestini. Dai risultati si evince che le biblioteche di ricerca pirata contengono i titoli del pensiero maggioritario accademico occidentale più rilevanti e correnti, prevalentemente disponibili a stampa. Ne emerge anche che le pubblicazioni di ricerca sotto forma di libro non sono accessibili in formato elettronico, perché le librerie elettroniche e la vendita di singoli e-book presentano gravi limiti. Un’analisi ha rivelato che la maggior parte degli utenti attivi in termini di download pro capite appartiene a paesi dell’Europa centrale ed orientale.

I ricercatori hanno proposto varie soluzioni, in particolare l’approccio a servizi digitali a prezzo fisso, che consente di prendere tutto ciò che si vuole e che gode di un solido sostegno da parte dei consumatori e pirati digitali, ovvero le due tipologie di utenti più attente alle alternative di accesso legale e illegale. Tale forma può generare entrate notevoli da destinare a compensare i titolari dei diritti per ogni potenziale perdita di introiti dovuti a mezzi di distribuzione più tradizionali.

IME è riuscito a dimostrare che l’esistenza e l’uso esaustivo di opzioni di accesso pirata sono chiari indicatori di vari insuccessi del mercato nell’ambito dei mercati legali. Le conclusioni serviranno al settore delle pubblicazioni accademiche e ai decisori politici.

Informazioni correlate

Keywords

Proprietà intellettuale, economie dei mezzi di comunicazione informali, IME, biblioteche di ricerca pirata
Numero di registrazione: 188565 / Ultimo aggiornamento: 2016-09-16
Dominio: Tecnologie industriali