Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - CORDIS

La funzione cerebrale e le sue reti

Il modo con cui sono connesse le parti del cervello riveste un’importanza cruciale per un intervento clinico olistico, nel caso di malattie neurologiche. Un nuovo approccio, che si avvale dell’immaginografia medica, sta collegando l’acquisizione di immagini tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI) a tecniche diverse dall’immaginografia e alla biologia del cervello.
La funzione cerebrale e le sue reti
Il progetto MIND (Modelling and inference on brain networks for diagnosis), finanziato dall’UE, ha sviluppato i suoi modelli avvalendosi di dati ricavati da pazienti affetti da sclerosi multipla e morbo di Alzheimer (Alzheimer’s disease, AD). Inoltre, il team ha studiato i limiti pratici dei metodi.

Tra i progressi, si possono citare un approccio sulla connettività funzionale, strutturale e morfologica e la similarità trascrizionale dell’espressione genica. I ricercatori hanno anche sviluppato tecniche per analizzare grafici di connettività funzionale.

La diagnosi di autismo è stata migliorata, tramite combinazione di dati fMRI ricavati da siti di acquisizione diversi. Il progetto ha anche sviluppato un riconoscimento del modello nel software del kit di strumenti di neuroimaging in relazione alla modellizzazione predittiva, che eviterà di commettere errori nella diagnosi.

Risulta significativo che gli scienziati di MIND abbiano dimostrato come sia cruciale il modo con cui le regioni sono suddivise e come la modifica dell’atlante possa portare a risultati radicalmente diversi.

La funzione di stato di riposo si correla strettamente ad aere di elevata similarità di espressione genica. Le prime attività suggeriscono una correlazione di reti specifiche a geni particolari. Lo sviluppo di set di geni potrebbe ridurre enormemente la necessità di reclutare un numero elevato di pazienti da studi di associazione a livello di genoma. Le prestazioni cognitive nel disturbo da stress post-traumatico sono correlate alle caratteristiche genetiche e all’espressione.

Grazie a modelli predittivi di evoluzione della malattia, sarebbe possibile giungere più tempestivamente a una diagnosi clinica definitiva di Alzheimer. I ricercatori hanno anche dimostrato che una bassa reattività vascolare è collegata all’AD e a un lieve indebolimento cognitivo. Potrebbe essere più facile anche identificare l’insorgenza della schizofrenia, qualora fosse dovuta alla delezione di geni.

Collegando l’immaginografia funzionale alla genetica, la fMRI si può aggiungere agli strumenti in ambiente clinico destinati a una diagnosi e una prognosi precoce dei disturbi neurologici. La medicina di precisione in campo neurodegenerativo potrebbe trasformarsi in realtà, determinando vantaggi per il paziente, grazie al trattamento precoce, in particolare quando comporta raccomandazioni di cambiamento nello stile di vita.

Informazioni correlate

Keywords

Funzione cerebrale, neurologico, fMRI, reti cerebrali, diagnosi, Alzheimer