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Verso l’eradicazione della leucemia

Le terapie mirate per il trattamento del cancro stanno guadagnando slancio. In uno studio dell’UE, i ricercatori si sono concentrati nel targeting relativo al microambiente tumorale, per eradicare la leucemia.
Verso l’eradicazione della leucemia
Secondo il modello delle cellule staminali del cancro, i tumori possiedono una piccola sottopopolazione delle cellule responsabili di inizio del cancro e recidive. Le cellule staminali leucemiche (LSC), come le normali cellule staminali emopoietiche (HSC), dipendono dall’interazione con il microambiente o dalla nicchia per il proprio autorinnovamento e mantenimento. Tuttavia, l’identità e la funzione di questa nicchia leucemica ancora oggi ci sfugge.

Lo scopo del progetto LSCMICROENV (Regulation of normal and leukaemic stem cells by the microenvironment: role of nestin+ mesenchymal stem cells and humoral signals), finanziato dall’UE, era quello di studiare l’interazione tra HSC normali e maligne con il microambiente del midollo osseo. L’obiettivo finale riguarda lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per eradicare le malignità ematopoietica, la quale non risponde bene ai trattamenti standard.

Il lavoro si è concentrato sulla regolamentazione delle HSC mediante l’utilizzo di cellule staminali mesenchimali con nestina+ (MSC) e ormoni estrogeni. A tale scopo, i ricercatori hanno generato modelli di ratto transgenici, nei quali le cellule nestina+ potrebbero essere eliminate nel corso della leucemia mieloide acuta (LAM) indotta dal gene MLL. Essi hanno osservato che le cellule stromali nestina+ sono state necessarie per l’inizio della leucemia, ma non hanno colpito la proliferazione o la sopravvivenza dei progenitori leucemici. Piuttosto, hanno influenzato l’autorinnovamento, il metabolismo delle proteine e la respirazione mitocondriale di tali cellule, e inoltre hanno ridotto i risultati della chemioterapia.

In un’altra parte del progetto, è stata studiata la segnalazione del recettore relativo agli estrogeni per progenitori ematopoietici normali e maligni. Il tamoxifene ha funzionato come agonista degli estrogeni nelle cellule ematopoietiche, inducendo apoptosi di cellule progenitrici ematopoietiche multipotenti e progressione del ciclo cellulare nelle HSC primitive a lungo termine. Quando tale farmaco è stato usato contro la LAM indotta dal gene MLL, ha migliorato l’effetto della chemioterapia convenzionale. È interessante notare che nella neoplasia mieloproliferativa (MPN), l’effetto del solo tamoxifene si è rivelato più evidente e specifico contro la leucemia, permettendo il normale recupero ematopoietico.

Nel complesso, i risultati del progetto LSCMICROENV dimostrano la sicurezza e la selettività del tamoxifene e sostengono il potenziale utilizzo clinico. Soprattutto per quanto riguarda LAM refrattaria e MPN, l’utilizzo relativo a modulatori del recettore di estrogeni potrebbe trovare applicazione immediata come terapia unica o in combinazione alle terapie convenzionali.

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Keywords

Leucemia, microambiente, cellule staminali leucemiche, cellule staminali emopoietiche, nestina, cellule staminali mesenchimali, estrogeno, tamoxifene
Numero di registrazione: 190519 / Ultimo aggiornamento: 2016-11-10
Dominio: Biologia, Medicina