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Modelli di apprendimento automatico dei bambini che imparano la fonologia

I bambini sembrano possedere un sistema di apprendimento straordinario e molto efficiente, che permette loro di acquisire il linguaggio e la natura delle rappresentazioni di suoni e parole nel loro lessico mentale. Attraverso metodi avanzati di analisi computazionale, un progetto finanziato dall’UE ha compiuto importanti passi in avanti nell’esplorazione del sofisticato sistema di acquisizione del linguaggio.
Modelli di apprendimento automatico dei bambini che imparano la fonologia
I bambini apprendono la fonotattica a un’età molto precoce. Solo pochi mesi dopo la nascita sono già sensibili ad alcune caratteristiche che distinguono una lingua dall’altra. Un bambino di nove mesi è in grado di distinguere sequenze di suoni che obbediscono alla fonotattica della sua lingua, rispetto a quelli che non lo fanno. È inoltre capace di distinguere le sequenze frequenti da quelle non frequenti, ma che sono fonotatticamente simili.

Secondo il modello di apprendimento basato sull’errore, il discente conserva un’ipotesi corrente della fonotattica adulta e, ogni volta che fa un errore, aggiorna continuamente leggermente la sua ipotesi corrente a seconda del flusso di informazioni in arrivo. Benché questo modello di apprendimento sia sostenuto dalla teoria di ottimalità a causa della sua plausibilità cognitiva, manca tuttavia un modello computazionale che descrive accuratamente l’apprendimento basato sull’errore.

Il progetto MODACQUPHON (Modeling the acquisition of phonotactics), finanziato dall’UE, ha prodotto risultati notevoli a sostegno dell’ipotesi di ricerca fornita dall’apprendimento basato sull’errore nella fonologia basata sui vincoli.

Il lavoro ha affrontato diverse questioni della fonologia computazionale. La prima riguardava la coerenza e la convergenza. Gli scienziati hanno studiato se la fonotattica appresa attraverso il modello di apprendimento basato sull’errore sia coerente con i dati di formazione e se il modello eventualmente smette di fare errori stabilendosi su una grammatica finale.

Altri risultati hanno affrontato una questione ben più impegnativa della coerenza, vale a dire la correttezza. Ci si è chiesti se il modello fa una distinzione tra i suoni leciti e illeciti, e le combinazioni di suoni, e se eventualmente impara ad eliminare le forme illecite come nella lingua degli adulti – in altri termini, se la grammatica finale coglie la fonotattica adulta. Le proprietà fonologiche pertinenti sono estratte tramite una serie di vincoli universali che misurano come le strutture fonologiche deviano dall’ideale – vincoli di marcatezza e fedeltà. Gli scienziati hanno determinato la prima serie di condizioni necessarie per la correttezza per una classe di schemi fonotattici caratterizzati dalla proprietà che la classificazione relativa dei vincoli di fedeltà non contribuisce alla distinzione tra forme lecite e illecite.

Il team ha anche avanzato che il modello di apprendimento basato sull’errore non descrive a sufficienza l’acquisizione della fonotattica da parte del bambino, a meno che non ci siano anche restrizioni di vincoli di fedeltà.

I bambini acquisiscono la fonotattica in una fase in cui ancora non hanno accesso alle alterazioni fonologiche. Gli scienziati sostengono che il vantaggio del modello basato sull’errore stia nel fatto che è basato solo sulle forme superficiali, fornendo quindi una spiegazione a come la fonotattica possa essere acquisita prima della consapevolezza morfologica.

MODACQUPHON era dedicato alla dimostrazione che l’apprendimento basato sull’errore è un modello che rispecchia l’acquisizione della fonotattica da parte del bambino, sia dal punto di vista computazionale che della modellizzazione. I risultati del progetto sono dati divulgati in numerose pubblicazioni accademiche.

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Keywords

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