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FP7

BACHBERRY Risultato in breve

Project ID: 613793
Finanziato nell'ambito di: FP7-KBBE
Paese: Danimarca

Cogliere i benefici dalle bacche

Ricercatori finanziati dall’UE hanno identificato e stanno sintetizzando composti utili alla salute, scoperti mediante processi di bioingegneria.
Cogliere i benefici dalle bacche
Sappiamo già che le bacche fanno bene alla salute e al benessere generale: molte presentano anche importanti applicazioni nelle industrie farmaceutica e alimentare. Tuttavia, molti ricercatori ritengono che si tratti solo della punta dell’iceberg e che le vere potenzialità delle bacche sono ben lontane dall’essere pienamente sfruttate. Le bacche sono ricche di molecole complesse e composti, di cui solo una frazione presenta effettivi benefici per la salute. In altri termini, è possibile ritrovarsi a mangiare discrete quantità di bacche senza conseguire di fatto uno stato di salute migliore.

Per evitare tutti possibili mal di pancia, i ricercatori impegnati nel progetto BACHBERRY hanno formulato un approccio sistematico per identificare e produrre molecole di bacca capaci di fornire il massimo livello di benefici per la salute. Secondo i ricercatori, tra tali molecole, varie presentano prospettive favorevoli in relazione alla prevenzione di patologie come la malattia di Huntington e il morbo di Alzheimer. Inoltre, i metodi innovativi di BACHBERRY garantiscono alle bioindustrie europee maggiore certezza e un miglior rapporto costo/efficacia, nel loro impegno diretto a integrare nei loro prodotti farmaceutici e alimentari i benefici celati nelle bacche.

“Risulta più economico e semplice identificare questi composti desiderati, producendoli poi in laboratorio, rispetto alla raccolta di centinaia di tipi di bacca in un campo” afferma il coordinatore del progetto Alexey Dudnik. “L’utilizzo di un bioreattore elimina problematiche come la disponibilità stagionale e ci consente di adottare procedure più semplici e attente alla natura”.

La pipeline incentrata sulle bacche

BACHBERRY ha costruito un canale strutturato per scoprire e produrre in modo sostenibile nuovi composti fenolici utilizzabili in vari settori, come la nutrizione, la medicina, gli alimenti e i cosmetici. Per creare tale pipeline, il progetto ha iniziato raccogliendo specie di bacche in varie parti del mondo, raggiungendo in totale 113 tipologie provenienti anche da luoghi lontani come la Russia, il Cile e la Cina. Il vaglio di tali specie ha portato alla selezione ristretta di 28 bacche, caratterizziate dalle migliori prospettive. “Queste bacche sono state selezionate perché presentano la più ampia diversità di composti fenolici bioattivi, oppure molecole di idrocarburo prodotte da piante e microorganismi, che possono svolgere ruoli essenziali nella lotta alle malattie, oppure fungere da pigmenti” aggiunge Dudnik.

Successivamente, gli estratti ricavati dalle bacche sono stati sottoposti a test con l’uso di lieviti che simulano malattie umane; molti hanno mostrato risultati positivi nella lotta all’Alzheimer, all’Huntington, alla SLA, al diabete di tipo II e al cancro. Altri hanno evidenziato attività antimicrobica. “Ad esempio, abbiamo lavorato sulla produzione batterica di fisetina, di cui è nota l’azione capace di ridurre il rischio del morbo di Alzheimer e di alleviare gli effetti del diabete nei topi” afferma Dudnik. “‘Anche se deriva dalle fragole, occorrerebbe mangiarne 37 al giorno per trarne una dose adeguata!”

Industrializzare i benefici delle bacche

La fase finale ha comportato l’impiego di composti fenolici bioattivi per progettare e costruire fabbriche di cellule, al fine di produrre composti fenolici di estrema purezza ed elevato valore in bioreattori, un elemento fondamentale perché alla fine vengano sfruttati dall’industria. “Mentre procedeva la fase di scoperta, abbiamo deciso di concentrarci sulla produzione di resveratrolo, un noto modello di composto fenolico presente nei mirtilli, nei lamponi, negli acini d’uva e nel vino” spiega Dudnik. “Il composto è di per sé un potente antiossidante, oltre al fatto che molti studi collegano il consumo regolare di vino rosso al “paradosso francese”, vale a dire l’osservazione sperimentale secondo cui i francesi risultano meno affetti da cardiopatie nonostante una dieta ad alto tenore di grassi. Realizzata questa parte, ci siamo avvalsi di tali conoscenze per produrre uno dei nuovi bioattivi identificati nell’ambito del progetto”.

Grazie a BACHBERRY, ora l’industria può identificare nuovi composti bioattivi di alto valore, in grado di conferire impulso a nuovi prodotti in una varietà di settori. “Abbiamo sviluppato nuovi strumenti innovativi per sfruttare tutte le potenzialità dei fenolici nelle bacche, oltre a migliorare la produzione microbica di tali composti su larga scala” conclude Dudnik. “Siamo riusciti a superare concrete barriere scientifiche e tecnologiche, al fine di sviluppare una pipeline efficiente adattabile dall’industria per passare sistematicamente dalla bioprospezione alla bioproduzione”.

Keywords

BACHBERRY, bioindustrie, composti fenolici bioattivi, fenolici, resveratrolo, benefici per la salute, pipeline
Numero di registrazione: 190649 / Ultimo aggiornamento: 2016-12-07