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L’ABC del cancro al seno metastatico

La cura del cancro al seno metastatico rappresenta un’enorme sfida medica, che impone di migliorare le opzioni di trattamento. Per giungere a tale obiettivo, dobbiamo descrivere i meccanismi che danno origine alla metastasi.
L’ABC del cancro al seno metastatico
Ogni anno si registra quasi un milione di nuovi casi di carcinoma mammario, che risulta tra le principali cause di decessi femminili. Anche se la chirurgia e la terapia risultano efficaci, un numero notevole di pazienti presenta recidive, caratterizzate da malattia metastatica e farmacoresistenza.

Il progetto PTPSMETBC (Roles of SHP2 and other protein tyrosine phosphatases in metastatic breast cancer), finanziato dall’UE, si proponeva di affrontare gli eventi che mediano l’invasione e la colonizzazione di cellule carcinomatose nella nicchia metastatica in organi distanti. Lavori precedenti avevano attribuito alla tirosina fosfatasi SHP2 un ruolo nella motilità delle cellule del carcinoma mammario triplo negativo.

I ricercatori hanno dimostrato che, a parte la migrazione delle cellule, la SHP2 influenza anche la chemiotassi e l’invasione in vitro. Le analisi di fosfoproteomica e biochimica hanno rivelato che la SHP2 attiva vari bersagli a valle e le chinasi della famiglia SRC tramite interazione diretta. Nel complesso, tali risultati hanno indicato che la SHP2 opera durante le prime fasi della migrazione del carcinoma mammario triplo negativo. Hanno anche suggerito che, mirando alla SHP2, si potrebbe prevenire la formazione delle metastasi.

Un’altra parte del progetto ha esplorato l’implicazione della chemochina ligando CC 2 (CCL2) nella metastasi. È stato riferito che la secrezione di CCL2 da parte di tumori mammari recluta monociti infiammatori esprimenti CCR2 in tumori primari e siti metastatici.

I ricercatori hanno osservato che la neutralizzazione di CCL2 nei topi inibisce la metastasi, trattenendo i monociti nel midollo osseo. Il trattamento anti-CCL2 diminuiva le metastasi ai polmoni ma, sorprendentemente, interrompendo l’inibizione di CCL2 si determinava un incremento metastatico e si accelerava il decesso. Tale fenomeno è stato imputato all’azione congiunta di citochine (IL6, VEGF-A) su mobilizzazione di cellule carcinomatose, rilascio di monociti dal midollo osseo e angiogenesi. È da notare come l’inibizione di CCL2 e IL-6 riducesse in modo marcato le metastasi e prolungasse la sopravvivenza degli animali.

Nel loro complesso, le conclusioni dello studio PTPSMETBC offrono nozioni approfondite fondamentali sul meccanismo delle metastasi nel cancro al seno. È di particolare importanza l’identificazione degli agenti che operano nel processo, la quale apre alla possibilità di percorsi di intervento con il meccanismo metastatico e di miglioramento degli esiti per i pazienti.

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Keywords

Carcinoma mammario, metastasi, SHP2, CCL2, IL6