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FP7

MISAMS Risultato in breve

Project ID: 331707
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Regno Unito

Ricostruzione dell’attività umana nell’antico Mediterraneo

I ricercatori hanno sviluppato un singolare si sistema di informazione geografica (geographic information system, GIS) per studiare f 871 relitti nel mare Mediterraneo. I risultati hanno creato modelli delle aree dove ogni nave era operativa nel primo secolo a.C..
Ricostruzione dell’attività umana nell’antico Mediterraneo
La metodologia interpretativa dell’archeologia marittima è normalmente caratterizzata dall’applicazione di identità normative ai relitti, “greco” o “cinese” ad esempio, e dall’interpretazione unica delle raccolte di materiali dei relitti. I relitti “bizantini” sono interpretati all’interno della storia bizantina, ma non all’interno della grande raccolta di materiali di relitti simili. Queste tendenze hanno un impatto sui progetti, poiché è più probabile che i siti che acquisiscono una storia nota, e quindi appassionante, ottengano sostegno. In modo simile, anche la Convenzione UNESCO 2001 che protegge il patrimonio culturale subacqueo nota un collegamento “verificabile” tra il patrimonio culturale subacqueo e un moderno “stato di origine”.

Il progetto MISAMS (Modelling inhabited spaces of the ancient Mediterranean Sea) ha messo in dubbio questo approccio interpretativo dimostrando che questa disciplina non ha una metodologia comune ed esplicita per applicare le identità normative, e che le identità stesse sono soggettive e fluide, e non possono essere quindi usate in modo affidabile e coerente.

Usando le tendenze nella geografia sociale e la capacità di analizzare grandi set di dati di materiale georeferenziato, l’alternativa di MISAMS ha supposto che il mar Mediterraneo sia un paesaggio abitato, e che le raccolte di materiale sul fondo del mare siano una testimonianza materiale della comunità che ha vissuto in questo spazio. Applicando un protocollo unico a un set di dati relativo a 871 raccolte di materiale, MISAMS ha definito il bacino di ciascuna raccolta di materiale. Il bacino, a sua volta, rappresentava l’area in cui era più probabile che la nave avesse operato durante la sua vita. Sovrapposizione di tutti i bacini poligonali in modelli di attività generati da GIS che potrebbero essere decifrati in vari modi.

In primo luogo, i GIS possono evidenziare la mutevole densità spaziale dei poligoni, che rivela delle aree con livelli di attività più elevata o più bassa. In secondo luogo, l’attività è caratterizzata dalla codifica con colori delle regioni del bacino del Mediterraneo (Mediterraneo occidentale in rosso, Adriatico in nero, Egeo in blu e Mediterraneo orientale in verde). Se il bacino di una raccolta di materiale include soltanto oggetti provenienti dall’Egeo, l’intero poligono è blu. Questo poligono rappresenta l’attività “locale” su una scala pan-mediterranea. Se il bacino presenta materiali provenienti dall’Adriatico e dall’Egeo, allora il nero e il blu vengono combinati in una proporzione che riflette la proporzione dei materiali nella raccolta stessa. Questo poligono di un blu più scuro, che si estende tra i due mari, rappresenta scambi e attività interregionali. Dall’immagine prodotta emerge il quadro dell’attività nel primo secolo a.C..

I risultati di MISAMS modellano il modo in cui la gente usava le navi nella costruzione dello spazio marittimo del mar Mediterraneo. Anziché navigare attraverso il mare, le navi operavano all’interno di piccole regioni di attività. Studiosi precedenti hanno presentato delle idee simili con movimenti circoscritti, ma i risultati di MISAMS creano dei risultati concreti su una scala secolare. Anche la resilienza di questa regionalità marittima è chiara, nonostante ampi cambiamenti politici, economici o religiosi sul territorio, ed è possibile determinare come i punti di riferimento costieri naturali e artificiali possono aver definito gli spazi nel mare. Infine, la scalabilità e la trasferibilità di questo approccio incoraggiano la sua applicazione in altre aree in tutto il mondo.

Questo approccio è importante poiché rappresenta un passo considerevole nella separazione dei dati dell’archeologia marittima dalle cronache testuali che generano contesti interpretativi. Gli archeologi marittimi dispongono adesso di una metodologia che utilizza la scala di grandezza e la portata del set di dati dell’archeologia marittima, e fornisce alla disciplina maggiore indipendenza e flessibilità.

Informazioni correlate

Keywords

Archeologia marittima, sistemi informativi geografici (GIS), paesaggi marittimi, mar Mediterraneo, storia del pensiero archeologico
Numero di registrazione: 190689 / Ultimo aggiornamento: 2016-12-14