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Il destino ambientale dei farmaci chirali

Il repertorio dei composti chirali presenti nei medicinali per uso umano e veterinario è in rapida espansione, ma il destino ambientale e la tossicità non sono stati studiati. I ricercatori finanziati dall’UE hanno preso provvedimenti per cambiare questo status quo.
Il destino ambientale dei farmaci chirali
Le molecole chirali non possono essere sovrapposte sulla loro immagine speculare e tali coppie stereoisomeriche sono indicate come enantiomeri. Finora, la maggior parte della ricerca sui composti chirali è stata fondata sul presupposto errato il quale considera che gli enantiomeri sono caratterizzati da identico comportamento ambientale.

La possibilità di sotto o sopravvalutazione della tossicità durante la valutazione dei rischi ambientali è pertanto elevata, poiché gli enantiomeri differiscono nelle loro proprietà biologiche. Anche le matrici di campioni ambientali sono altamente complesse e diversificate in natura.

Per risolvere questi problemi, gli scienziati del progetto CVME (Chiral veterinary medicines in the environment) hanno studiato la tossicità enantioselettiva dei farmaci chirali di rilevanza ambientale. I ricercatori hanno sviluppato e convalidato tre metodi analitici multiresiduo basati su tecniche di microestrazione dei campioni e cromatografia liquida interfacciata con spettrometria di massa per quantificare i farmaci chirali e i rispettivi metaboliti.

I farmaci hanno incluso analiti come per esempio amoxicillina, ampicillina, carprofene e metilprednisolone, i quali vengono utilizzati per il trattamento veterinario e umano. Inoltre, i ricercatori hanno sviluppato tre ulteriori metodi analitici multiresiduo che dimostrano la grande promessa in relazione ad applicazioni che prevedono analisi chirale ambientale.

I ricercatori hanno incluso campioni ambientali da corsi d’acqua alimentanti, effluenti delle acque reflue e fanghi di depurazione, ai fini di uno studio esauriente sull’impatto ambientale e sulla persistenza dei farmaci chirali selezionati. Infine, sono stati raccolti campioni per un periodo di sei mesi con lo scopo di ottenere una panoramica relativa al destino ambientale dei farmaci chirali e per identificare i punti caldi di inquinamento.

I risultati dello studio fungono da allarme, poiché hanno rivelato che diversi farmaci chirali studiati vengono diffusi nell’ambiente con diversi livelli di ecotossicità. Questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori studi per chiarire completamente l’impatto ambientale dei farmaci chirali e sviluppare migliori standard di regolamentazione per la valutazione accurata dei rischi ambientali.

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Keywords

Farmaci chirali, tossicità, enantiomero, CVME, metodi analitici multiresiduo
Numero di registrazione: 190749 / Ultimo aggiornamento: 2016-12-20