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FP7

CAPI Risultato in breve

Project ID: 294016
Finanziato nell'ambito di: FP7-PEOPLE
Paese: Italia

Informazioni molecolari sull’angiogenesi

L’ischemia grave degli arti è un grande problema sanitario, colpisce infatti circa tre milioni di persone nell’Europa occidentale. La promozione dell’angiogenesi nell’arto ischemico costituisce a un nuovo e promettente metodo di intervento.
Informazioni molecolari sull’angiogenesi
L’ischemia grave degli arti è caratterizzata da una vascolarizzazione inadeguata del tessuto e la maggior parte dei tentativi di cura si sono concentrati su strategie che promuovono l’angiogenesi. I dati accumulati suggeriscono il potenziale clinico delle cellule progenitrici vascolari per ripristinare il flusso di sangue nell’arto ischemico. Le cellule progenitrici sono mobilitate dal midollo osseo e inviate nel luogo dell’ischemia, dove partecipano a una riparazione funzionale. La maggior parte degli studi però non sono riusciti a dimostrare benefici a lungo termine, il che indica che sono necessari nuovi fattori che spingano la mobilitazione delle cellule progenitrici e il loro trasferimento nel tessuto ischemico.

A questo fine, gli scienziati del progetto CAPI (Role of cyclophilin A in bone marrow vascular progenitor cell mobilization and recruitment in the angiogenic response to ischemia), finanziato dall’UE; si sono occupati in particolare dell’interazione del fattore 1 derivato dallo stroma (SDF-1) con il recettore CXCR4 nell’angiogenesi. Di particolare interesse era il mediatore ciclofilina A (CyPA), che si lega al CXCR4 e modula la migrazione cellulare chemotassica mediata dal SDF-1.

Per delineare il ruolo del CyPA nella biologia delle cellule progenitrici, gli scienziati hanno trattato cellule progenitrici derivate dal midollo osseo con diverse concentrazioni di CyPA e hanno scoperto che esisteva un impatto sulle cellule progenitrici dipendente dalla dose utilizzata. Inoltre, l’assenza di CyPA nelle cellule progenitrici portava a una capacità di migrazione significativamente ridotta in reazione allo SDF-1 rispetto ai gruppi di controllo. I risultati sui topi affetti da ischemia grave degli arti hanno dimostrato un aumento della mobilitazione di cellule progenitrici dal midollo osseo verso la circolazione periferica dopo il trattamento con CyPA. Allo stesso tempo, la somministrazione dell’antagonista del CXCR4, l’AMD3100, riduceva la mobilitazione delle cellule progenitrici, sottolineando l’importanza dell’asse SDF-1–CXCR4 nell’angiogenesi mediata da CyPA.

Un’analisi meccanicistica del processo ha mostrato che il CyPA aumentava i livelli di siero del SDF-1 e provocava una sovraregolazione dell’espressione di CXCR4 sulle cellule progenitrici. Questo aveva come risultato un aumento dell’invio di cellule progenitrici all’arto ischemico. Inoltre, il CyPA migliorava la neovascolarizzazione dopo un trauma aumentando l’irroramento, la densità capillare e la densità della lunghezza dell’arteriola dell’arto.

Nel loro insieme, i risultati dello studio CAPI dimostrano che il CyPA potrebbe essere una strategia terapeutica utile per accelerare l’angiogenesi nelle malattie cardiovascolari ischemiche come l’ischemia grave degli arti. Considerando che i pazienti in uno stadio avanzato della malattia non possono generalmente essere sottoposti a procedure di rivascolarizzazione, il trattamento con CyPA potrebbe essere una soluzione alternativa.

Informazioni correlate

Keywords

Angiogenesi, ischemia grave degli arti, cellule progenitrici vascolari, midollo osseo, SDF-1, CXCR4, ciclofilina A
Numero di registrazione: 190773 / Ultimo aggiornamento: 2016-12-20