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Effetti dell’inquinamento sugli uccelli dell’Artico

Si sa molto poco circa gli effetti dell’inquinamento sulla biologia degli uccelli marini dell’Artico. Un gruppo di ricercatori ha studiato i gabbiani eburnei dell’Artico acquisendo maggiori conoscenze sugli effetti degli inquinanti marini persistenti.
Effetti dell’inquinamento sugli uccelli dell’Artico
Il Mar Glaciale Artico si comporta come un pozzo per le sostanze chimiche prodotte e liberate nelle zone industrializzate del mondo. Gli uccelli marini che vivono in questo ecosistema, come il gabbiano eburneo, sono particolarmente vulnerabili ai contaminanti perché accumulano composti tossici lungo tutto l’arco della loro vita. Inoltre la maggior parte degli uccelli marini sono predatori che si nutrono in cima alla catena alimentare.

L’iniziativa IVORYGULL (Pollutants accumulation and effects in relation to trophic niches of the high-Arctic ivory gull), finanziata dall’UE, ha studiato gli effetti dell’accumulo di inquinanti nell’Artico sul gabbiano eburneo. I ricercatori hanno lavorato per studiare gli effetti a livello cellulare, dell’organismo e della popolazione.

IVORYGULL ha confrontato le variazioni dei livelli di inquinanti organici persistenti (persistent organic pollutants, POP) e di oligoelementi nella popolazione di gabbiani eburnei di Svalbard, in Norvegia. I ricercatori hanno anche cercato di capire gli effetti del cambiamento climatico sul carico di contaminanti in questa specie.

Il team ha studiato le variazioni dei livelli di POP nelle zone in cui sono distribuiti i gabbiani nell’Artico a Svalbard, in Canada, in Groenlandia e in Russia. A Svalbard, hanno quindi studiato il rapporto tra le concentrazioni di contaminanti (POP e oligoelementi) e le abitudini alimentari dei gabbiani, esaminando gli effetti sul metabolismo a livello cellulare.

IVORYGULL non ha riscontrato tendenze chiare nei diversi anni di campionamento. I ricercatori hanno scoperto che le concentrazioni di contaminanti sembrano seguire piuttosto eventi episodici di contaminazione a Svalbard. Hanno riscontrato che i gabbiani usavano habitat alimentari e strategie simili nei vari siti di riproduzione - comportamenti riflessi anche nel riscontro di concentrazioni simili di contaminanti.

La ricerca ha prodotto nuove conoscenze che possono contribuire alla protezione e alla gestione delle specie di uccelli marini minacciate nell’Artico. I risultati contribuiranno allo sviluppo di metodologie che potrebbero essere applicate per proteggere gli uccelli nell’ambito della direttiva sugli uccelli e della direttiva sulla strategia dell’ambiente marino dell’UE.

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Keywords

Inquinamento, Artico, uccelli marini, gabbiani eburnei, contaminanti, inquinanti organici persistenti