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I probiotici per ridurre il danno degli antibiotici

L’assunzione di antibiotici modifica il microbiota intestinale umano, in alcuni casi in modo permanente, predisponendo il paziente a infezioni. Alcuni ricercatori dell’UE hanno studiato a fondo l’importanza di queste modificazioni causate dagli antibiotici.
I probiotici per ridurre il danno degli antibiotici
I patogeni resistenti agli antibiotici (ARP) come la Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi stanno diventando una minaccia crescente per gli ospedali, dove il trattamento antibiotico è standard. Generalmente l’infezione inizia con la colonizzazione dell’epitelio intestinale e lo sconvolgimento del microbiota naturale. Inoltre l’applicazione di antibiotici favorisce l’insediamento di un’infezione quando la flora naturale si è ridotta.

Il progetto FLORA STOP INFECTION (Role of the microbiota in the defense against antibiotic resistant pathogens) ha approfondito questi meccanismi per dedurre in che modo avvengono le modifiche. I ricercatori hanno inoltre studiato il modo in cui i probiotici potevano prevenire queste alterazioni nocive e i meccanismi alla base dell’inibizione della colonizzazione dell’intestino.

Utilizzando un modello murino FLORA STOP INFECTION ha scoperto che ampicillina, vancomicina o clindamicina causavano modifiche drastiche nel microbiota intestinale permettendo ai patogeni di raggiungere un livello molto elevato. Cosa importante, alcuni batteri commensali eliminati non si ripristinavano più dopo il trattamento antibiotico permettendo così il persistere delle infezioni.

Test su pazienti umani hanno dimostrato che anche 22 settimane dopo la sospensione degli antibiotici non vi erano tracce di molti batteri commensali inizialmente presenti. Poiché ciò è un possibile indicatore di una modifica permanente, la sua importanza clinica è molto alta.

Comunque alcuni antibiotici come la neomicina apportavano poche modifiche al microbiota intestinale e i loro effetti variavano da persona a persona. Monitorando il microbiota di ogni singolo paziente è stato possibile identificare quelli particolarmente soggetti a sviluppare infezioni.

I ricercatori hanno applicato un cocktail di batteri ai topi per identificare i microbi che conferivano resistenza alla conseguente infezione. Nei topi con un sistema immunitario incompleto, per esempio privi di recettori di tipo toll o cellule T, alcuni probiotici conferivano resistenza agli ARP, suggerendo che le molecole prodotte dai batteri potrebbero inibire la crescita degli ARP. Il lavoro prosegue dopo il termine del progetto per identificare i meccanismi coinvolti.

È importante che il team sia stato in grado di dimostrare l’introduzione del quorum sensing nella composizione del microbiota durante l’assunzione di antibiotici. La manipolazione della densità della popolazione è riuscita a ripristinare alcune modifiche negative nell’equilibrio microbico: un’altra buona notizia per le terapie future.

I risultati della ricerca di FLORA STOP INFECTION hanno fornito preziose informazioni aggiuntive per fermare il pesante tributo di vite di pazienti, soprattutto quelli con sistema immunitario compromesso, che la resistenza agli antibiotici sta mietendo. Resoconti completi delle scoperte del progetto sono stati pubblicati su Cell Press ed Elsevier Cell.

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Keywords

Probiotici, antibiotico, microbiota intestinale, patogeni resistenti agli antibiotici, FLORA STOP INFECTION