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L’Ungheria adotta un modello di istruzione non autoritario

Il progetto di borse di studio Marie Curie ha studiato le pratiche di interazione scolastica dal punto di vista linguistico e ideologico. La costruzione congiunta del concetto di agenzia, appartenenza e proprietà è stata studiata in collaborazione con i membri della comunità scolastica, con particolare riguardo alla progettazione degli ambienti di apprendimento.
L’Ungheria adotta un modello di istruzione non autoritario
In Ungheria, la maggior parte degli insegnanti continua ad adottare pratiche autoritarie per l’interazione all’interno delle classi. Ciò significa che, anziché agire in qualità di agenti indipendenti, gli studenti citano spesso le definizioni dei testi e riportano le parole degli insegnanti. Inoltre, recenti politiche in materia di istruzione hanno limitato ulteriormente le opportunità di lavoro autonomo per gli insegnanti ungheresi. Questa norma di dipendenza si riflette solitamente anche nei racconti di studenti, insegnanti e genitori.

Il progetto FINDING OWN WORDS (In the search of non-authoritative education in Hungary. Metadiscourses, identities and strategies in students’ and teachers’ interactive practices in standard and alternative settings), finanziato dall’UE e integrato nel sistema di borse di studio intraeuropee Marie Curie, ha adottato un metodo incentrato sull’interazione per studiare questi fenomeni e per tentare di individuare le differenze in termini di pratiche interazionali e di progettazione degli ambienti di apprendimento nelle scuole statali e negli istituti alternativi.

Dai lavori sul campo condotti in Ungheria sono emerse informazioni sulla lingua e sulle ideologie relative all’istruzione nelle scuole locali. I risultati sono stati discussi nel contesto delle pratiche scolastiche e di ricerca nel campo dell’istruzione finlandese. Tra le altre cose, i ricercatori sono giunti alla conclusione che la personalizzazione degli spazi didattici e ricreativi nelle scuole determina un aumento del senso di agenzia e di proprietà di studenti e insegnanti.

Il progetto ha sviluppato vari metodi di lavoro sul campo per conoscere le prospettive emiche dei membri della comunità scolastica. Ad esempio, la tecnica della guida turistica, che prevedeva l’organizzazione di visite guidate dei locali scolastici da parte di studenti, insegnanti e genitori, contribuiva al rafforzamento del dibattito su numerosi aspetti legati alle pratiche scolastiche. Queste riflessioni contribuiscono a una riprogettazione ottimale degli ambienti scolastici finalizzata a incoraggiare l’apprendimento e l’inclusione sociale.

I risultati dell’iniziativa sono stati presentati in cinque articoli accademici e altri sei articoli sono in corso di pubblicazione. Post su blog, video, documenti di conferenze e workshop rappresentano ulteriori strumenti che hanno contribuito al rafforzamento del dibattito sui risultati. Il progetto ha facilitato la creazione di reti interpersonali che è stata documentata in un numero speciale della rivista “Linguistics and Education” co-curata dal borsista Marie Curie dell’iniziativa.

FINDING OWN WORDS ha contribuito al miglioramento delle pratiche didattiche ungheresi e all’approfondimento delle interazioni istituzionali nei vari ambienti di apprendimento.

Informazioni correlate

Keywords

Insegnamento, apprendimento, Ungheria, agenzia, pratiche non autoritarie, FINDING OWN WORDS, istruzione, ideologie
Numero di registrazione: 190844 / Ultimo aggiornamento: 2017-01-12