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FP7

FORTRESS — Risultato in breve

Project ID: 607579
Finanziato nell'ambito di: FP7-SECURITY
Paese: Germania
Dominio: Società

Strumenti di cooperazione mitigano gli effetti a cascata durante le crisi

Le situazioni di crisi rappresentano di per sé eventi piuttosto difficili da superare e possono esserlo ancora di più quando entrano in gioco i cosiddetti effetti a cascata, vale a dire circostanze in cui l’insuccesso di un evento fisico o l’errore di un sistema innesca una sequenza di eventi in altri sistemi, causando conseguenze di maggiore entità. Il progetto FORTRESS mira a delineare un quadro più chiaro degli effetti a cascata e a fornire strumenti che consentano ai soggetti interessati di gestire in modo ottimale questi fenomeni complessi.
Strumenti di cooperazione mitigano gli effetti a cascata durante le crisi
Si pensi ad esempio a un’interruzione di corrente in un’area specifica: se un sistema di emergenza è in grado di sopperire alla mancanza di elettricità per un massimo di 48 ore e l’operatore prevede un ripristino del servizio entro un massimo di 96 ore, si verificherà un buco di 48 ore in cui potrebbero registrarsi eventi a cascata. Diversamente da quanto accade per l’effetto domino, in questo caso non si è di fronte a una catena lineare di eventi, in quanto ciò che accade potrebbe diffondersi in qualsiasi direzione causando amplificazioni e persino fenomeni di retroazione.

È in queste circostanze che la cooperazione diventa un fattore essenziale. Nella situazione appena delineata, un fornitore locale di servizi di trasporto pubblico che possiede gran parte delle risorse mancanti in città potrebbe contribuire a tenere sotto controllo gli effetti a cascata.

“Rafforzare la cooperazione e la comunicazione tra le organizzazioni in settori diversi rappresenta un fattore chiave alla base di una migliore prevenzione, preparazione e reazione”, afferma il prof. Lean Hempel, ricercatore senior presso l’università tecnica di Berlino (TU Berlin) e coordinatore del progetto FORTRESS (Foresight Tools for Responding to cascading effects in a crisis). “Più che di strumenti sofisticati, in tali circostanze si ha bisogno di una comprensione reciproca delle situazioni critiche. Tuttavia, nonostante la presenza di iniziative positive, ad esempio nel campo della resilienza urbana, la cooperazione intersettoriale risulta essere ancora inadatta nella maggior parte delle città e delle regioni europee, specialmente tra gli Stati membri.”

Il progetto, FORTRESS, conclusosi alla fine di marzo, mette a disposizione strumenti in grado di potenziare la cooperazione. Queste risorse aiutano i gestori delle crisi e i fornitori di infrastrutture provenienti da settori diversificati ad analizzare le dipendenze reciproche, a sviluppare una comprensione comune dei rischi legati agli effetti a cascata e a pianificare scambi di informazioni e risposte congiunti e coordinati nel corso delle crisi.

“Gli strumenti FORTRESS, estremamente flessibili e utilizzabili su vari livelli e per scopi diversi, si adattano principalmente alla costruzione di scenari di cooperazione. Queste risorse vengono impiegate non solo nell’ambito di discussioni su scenari informali tra vari soggetti interessati, ma anche, ad esempio, per sostenere un processo di collaborazione formalizzato avviato da un’autorità di Protezione Civile,” osserva il prof. Hempel.

I due strumenti sono stati sviluppati parallelamente nell’ambito dei lavori progettuali. Da un lato, il “FORTRESS model builder” (FMB) consente di creare modelli di dipendenze intersistema o tra vari soggetti interessati in scenari di crisi, identificando entità che potrebbero assumere rilevanza o essere compromesse nel corso di una crisi e definendone le rispettive relazioni. “Esperti provenienti da varie organizzazioni possono accedere alla piattaforma per indicare le proprie relazioni di dipendenza con altre organizzazioni. Funzioni e valutazioni diverse innescano la comunicazione e tale aspetto fa di questo strumento una risorsa estremamente preziosa specialmente sul piano della prevenzione.”

Il “FORTRESS incident evolution tool” (FIET) offre invece agli utenti un’ampia gamma di strumenti di analisi della probabile evoluzione delle crisi o delle conseguenze dell’insuccesso di un’entità in assenza di misure di mitigazione.

Prove sul campo e prototipi

Nel corso del progetto sono state condotte due importanti prove sul campo che miravano alla valutazione del livello di applicabilità degli strumenti FORTRESS alla fase di preparazione relativa a un’inondazione transfrontaliera nei Paesi Bassi e in Germania. “Gli utenti finali hanno apprezzato enormemente il carattere flessibile degli strumenti e l’approccio cooperativo alla creazione di modelli. Dalle prove è emerso che l’utilizzo degli strumenti durante la fase di preparazione sostiene il ragionamento alla base di probabili eventi di crisi, nonché la pianificazione delle risposte,” afferma il prof. Hempel. Nel corso dell’ultima fase del progetto, sono stati anche sviluppati alcuni prototipi per scopi dimostrativi.

Il team prevede che i risultati dell’iniziativa FORTRESS avvantaggeranno gli utenti finali nell’ambito di un programma integrato e intersettoriale di workshop per la costruzione di scenari. “I soggetti interessati sono chiamati a creare il modello di uno scenario e a individuare i metodi di mitigazione migliori relativamente a una varietà di percorsi, in base alle valutazioni della criticità dinamica che consentono di considerare i cambiamenti della criticità di un’entità nel corso di una crisi. In un primo momento, l’elettricità rappresenta una risorsa cruciale, ma dopo poco, l’acqua potrebbe diventare un bene ancora più importante, in virtù della sua capacità di incidere direttamente sulla salute delle persone.”

I lavori del progetto FORTRESS si sono conclusi alla fine di marzo e le attività di divulgazione dei risultati sono appena cominciate.

Argomenti

Safety

Keywords

FORTRESS, crisi, effetti a cascata, coordinamento, risposta, FIET, piattaforma