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Acque reflue: da rifiuti a sostanze ecologiche

Per affrontare il problema del riversamento degli effluenti industriali negli ecosistemi, un consorzio di ricercatori ha esaminato le varie possibilità di trattamento dei reflui, affinché possano essere riutilizzati per l'irrigazione. Tali ricerche hanno permesso loro di individuare i metodi ottimali di trattamento delle acque e di evidenziare gli effetti benefici dei reflui così depurati sulle colture.
Acque reflue: da rifiuti a sostanze ecologiche
Il consorzio di ricercatori ha esaminato dapprima i vari metodi di trattamento dei reflui esistenti, determinando per ciascuno di essi il grado di efficacia. Il metodo di filtrazione a sabbia è stato analizzato nel quadro del trattamento terziario delle acque reflue e dell'eliminazione dei metalli pesanti. Dallo studio si è potuto osservare che la filtrazione risulta più efficace se si aumenta lo spessore dello strato di sabbia e si ricorre ad una portata oraria ridotta (6 l/h), anziché elevata (9 l/h). Per un processo di filtrazione ottimale, inoltre, il diametro delle particelle di sabbia dovrebbe essere inferiore ai 2000 µm. Limitando la profondità dell'acqua depositata nei bacini per la decontaminazione naturale, inoltre, si riducono i tempi del trattamento. A temperature comprese fra i 23 e i 28 gradi Celsius, è possibile diminuire di 3 U.log i batteri coliformi fecali presenti nell'acqua nell'arco di 3 giorni, se la profondità dell'acqua è inferiore a 1,5m, e nell'arco di 7-10 giorni, se la profondità è pari a 4m. Un ulteriore periodo di sedimentazione (dai 2 ai 5 mesi) permette di eliminare completamente i batteri fecali. D'altro canto, dopo un deposito superiore alle due settimane, l'acqua reflua raggiunge già una qualità batteriologica stabile, analoga a quella delle acque freatiche.

Un'interessante scoperta messa a punto dai ricercatori riguarda l'eccellente capacità delle alghe di fissare i metalli pesanti, caratteristica che potrebbe consentire l'eliminazione biologica di lievi tracce di componenti minerali e di metalli pesanti dai reflui.

L'utilizzo delle acque di rifiuto a scopo di irrigazione, infine, si è rivelato piuttosto efficace. Ai climi temperati, infatti, le colture irrigate con acque di rifiuto si sono mostrate più regolari di altre. È importante sottolineare come nel caso di processi di irrigazione controllata la migrazione e la lisciviazione dell'azoto non vengono influenzate dall'impiego di acqua di rifiuto. Inoltre, il suolo non mostra un arricchimento dell'azoto, poiché l'acqua trattata ne stimola l'assorbimento da parte delle piante. I vantaggi derivanti dall'impiego di acque reflue depurate per l'irrigazione dei campi nelle regioni a clima secco sono numerosi. Nel corso del progetto, questo tipo di irrigazione è stata sperimentata sulle coltivazioni di agrumi, melanzane, peperoncino, meloni, carote, cetrioli e fiori. I ricercatori sono giunti alla conclusione che per le coltivazioni di agrumi, cetrioli e peperoncino, l'impiego di reflui trattati è più vantaggioso rispetto all'acqua pulita, mentre i meloni e i fiori si sono rivelati conformi alle caratteristiche standard. Inoltre, l'utilizzo di acque reflue per l'irrigazione contribuisce alla conservazione dell'ambiente, poiché limita il riversamento dei reflui nei corsi d'acqua e, nel contempo, non intacca la qualità dei prodotti coltivati.

L'impiego di acque di rifiuto trattate per l'irrigazione di serre, boschi e colture da foraggio si è rivelato altrettanto utile. Accelerando la crescita e lo sviluppo dei boschi, infatti, questo tipo di irrigazione offre buone possibilità di compiere progressi sul fronte del rimboschimento e della produzione di biomassa.

L'irrigazione mediante reflui trattati offre numerosi vantaggi sotto il profilo economico e della commercializzazione. L'impiego di fertilizzanti viene ridotto e le caratteristiche qualitative e quantitative della coltura risultano migliori rispetto alle coltivazioni irrigate con acqua pulita e arricchite da fertilizzanti. L'unico svantaggio legato all'impiego di questo metodo di irrigazione è rappresentato dai danni arrecati alle colture estremamente sensibili allo stress idrico e alla salinità. Ciononostante, l'impiego di acque reflue per l'irrigazione potrebbe rivelarsi vantaggioso sia sotto il profilo economico che ambientale.

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Numero di registrazione: 80385 / Ultimo aggiornamento: 2005-09-18
Dominio: Ambiente