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Uno strumento flessibile per la caratterizzazione delle proteine

Le recenti scoperte nel campo della biologia molecolare e della biotecnologia hanno permesso di accumulare dati sulla struttura e l'espressione dei geni. Per poter utilizzare pienamente queste informazioni occorre sviluppare un'adeguata apparecchiatura capace di analizzare elevate quantità di proteine. Il dispositivo M.I.E.R. è stato sviluppato proprio per soddisfare questa crescente esigenza.
Uno strumento flessibile per la caratterizzazione delle proteine
Negli ultimi vent'anni, l'applicazione e l'evoluzione delle tecniche di biologia molecolare, unitamente ai progressi compiuti nel campo della tecnologia informatica, hanno permesso di ottenere enormi quantità di dati. Tuttavia, la nostra conoscenza in materia di struttura e organizzazione dei geni non sarà completa fino a quando non riusciremo a isolare e testare la funzione del materiale proteico corrispondente. Occorre notare che, sebbene si registri un crescente interesse nella brevettazione delle sequenze geniche, il principale punto di forza commerciale di tali brevetti risiede nelle proteine prodotte e nelle loro potenziali applicazioni.

La ricerca sul DNA è stata potenziata con lo sviluppo di tecniche e apparecchiature appropriate. Oggi, tuttavia, l'interesse dei ricercatori sta cominciando a spostarsi dalla genomica (lo studio delle relazioni fra i geni), alla proteomica (lo studio delle relazioni fra le proteine), la quale diverrà presto l'argomento principale di ricerca. La caratterizzazione delle proteine viene considerata da anni la fase di sperimentazione più complessa nel campo della ricerca molecolare. Essa implica l'isolamento della proteina, la sua purificazione, e la determinazione della sua struttura e delle sue funzioni.

Il reattore per enzimi M.I.E.R. (Multicompartment-Immobilised Enzyme Reactor) è stato progettato proprio per superare i principali ostacoli o “strozzature” della ricerca proteica, rappresentati dalla fase di isolamento e di purificazione delle molecole oggetto d'analisi. Questo dispositivo consente di aumentare significativamente la quantità di materiale analizzato, riducendo così i costi del processo. Il M.I.E.R. si avvale di campi elettrici e di un gradiente di pH, al fine di mantenere la proteina immobilizzata quando è in forma solubile e attiva. Nel contempo, è possibile allontanare o attrarre facilmente qualsiasi prodotto, cofattore o substrato carico, da o verso la proteina immobilizzata. La temperatura della reazione può essere regolata fra gli 8 e i 48°C, rendendo così l'impiego di questo strumento adatto praticamente a qualsiasi tipo di bioreazione.

Il M.I.E.R. offre una vasta gamma di potenziali applicazioni in svariati campi, come la biotecnologia, l'ecotossicologia, la farmacologia e la ricerca medica. La sua elevata capacità produttiva nell'analisi delle reazioni enzimatiche si rivelerà preziosa per tutti gli scienziati attivi nel campo della caratterizzazione delle proteine e relativa sperimentazione delle funzioni.
Numero di registrazione: 80513 / Ultimo aggiornamento: 2005-09-18
Dominio: Biologia, Medicina