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Utilizzo di materiali compositi per attrezzature di pronto intervento

Uno dei fattori determinanti per le operazioni di recupero e salvataggio è costituito dalle attrezzature utilizzate. Poiché tali operazioni spesso si svolgono in situazioni estreme e difficili, le apparecchiature devono essere leggere, resistenti, durevoli e compatte, oltre ad offrire al paziente il massimo sostegno e assistenza. Già impiegati nell'ambito delle pratiche mediche, i materiali compositi hanno molto da offrire anche in questo settore di attività.
Utilizzo di materiali compositi per attrezzature di pronto intervento
Le attrezzature per le operazioni di salvataggio, sia che si tratti di interventi in città, in località sperdute di montagna, nelle grotte sotterranee o in mare, sono determinanti per la riuscita dell'operazione. Le attrezzature impiegate devono garantire agli addetti alle operazioni di salvataggio un elevato livello di prestazioni, resistenza nel tempo e versatilità, tutte caratteristiche che i materiali compositi sono in grado di garantire, migliorando le probabilità di successo dell'intervento. In passato, per esempio, il trattamento più efficace contro l'ipotermia, in mancanza di un'adeguata fonte di calore, era costituito dall'utilizzo di una semplice coperta di lana. Oggi, invece, è stato sviluppato una sorta di "sacco a pelo" rivestito in poliestere, in grado di filtrare l'umidità verso l'esterno e, nel contempo, di trattenere il calore, proteggendo il corpo dal vento e dal freddo. Questo strumento permette di aumentare il tasso di sopravvivenza nei casi di ipotermia, oltre ad avere esigenze di spazio molto ridotte rispetto alle tradizionali coperte di lana.

Un istituto di ricerca rumeno ha utilizzato alcuni dei propri innovativi materiali compositi per sviluppare attrezzature di pronto intervento. Fra i prodotti sviluppati figura un materasso sottovuoto estremamente confortevole e resistente al peso ed una valva per colonna vertebrale, realizzata in materiale tessile e dotata di una barra in alluminio, utilizzabile per immobilizzare il paziente in posizione verticale.

Attualmente, gli ideatori di tali sistemi stanno effettuando ulteriori sviluppi e sono alla ricerca di partner con i quali concludere accordi di fabbricazione e commercializzazione.