Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - CORDIS

Polimeri biodegradabili per l'agricoltura

Ogni anno, finiscono nelle discariche europee fra i 5 e i 10 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Un istituto di ricerca italiano ha voluto dare il proprio contributo alla riduzione di tale problema nell'industria agricola, sviluppando un polimero biodegradabile e idroassorbente.
Polimeri biodegradabili per l'agricoltura
Uno dei principali problemi riscontrati nei climi caldi è rappresentato dall'approvvigionamento idrico di buona qualità. La perdita d'acqua nei sistemi d'irrigazione dovuta al drenaggio, al calore e al vento, inoltre, ha reso necessario l'utilizzo di polimeri per immagazzinare l'acqua in prossimità delle colture. Tuttavia, a seguito della recente introduzione, in alcuni paesi, di tasse sulle discariche e il generale aumento dei costi per lo smaltimento dei polimeri, un istituto italiano ha avvertito la necessità di elaborare delle alternative biodegradabili.

L'istituto di ricerca ha preso in esame due noti polimeri al fine di inserirli in resistenti film impermeabili che si decompongono una volta compostati. I ricercatori hanno osservato che l'alcool polivinilico (PVOH) rappresenta un classico esempio di polimero biodegradabile che, se lavorato mediante fusione, può essere trasformato in un film trasparente resistente. Il PVOH si degrada ad una velocità di gran lunga superiore a quella di tutti gli altri polimeri analizzati, poiché è molto più sensibile all'acqua.

Il secondo polimero prescelto è il Policaprolattone (PCL) funzionalizzato. L'analisi ha dimostrato che la reticolazione dei ponti biodegradabili fra il PVOH e il PCL produce un film misto caratterizzato da una impermeabilità persistente. L'aspetto più interessante è stato osservato a seguito dell'interramento del film misto nel suolo: i microrganismi, infatti, attaccano i ponti PCL e il PVOH si degrada facilmente grazie alla sua sensibilità all'acqua.

I vantaggi aggiuntivi di questo nuovo materiale troveranno indubbiamente applicazione nell'industria dell'orticoltura domestica, per la produzione di sacchi (grow bag) e dispositivi di ritenzione idrica utilizzati per sospendere i cesti. Ma vi è un polimero che continua ad arrecare notevoli danni all'ambiente: il comune sacchetto del supermercato. Il nuovo polimero misto (PVOH-x-PCL) potrebbe quindi eliminare per sempre uno dei principali elementi di deturpazione del nostro ambiente.

Informazioni correlate

Numero di registrazione: 81023 / Ultimo aggiornamento: 2005-09-18
Dominio: Tecnologie industriali