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Utilizzo dei virus per un'efficace alterazione delle cellule

Sebbene l'adenovirus sia diventato uno strumento estremamente importante per lo sviluppo di vettori per il trasferimento di geni, sussistono ancora numerosi problemi, tra cui l'insorgere di infiammazioni. Una particella dodecaedrica di nuova creazione, composta da proteine di adenovirus, si è rivelata un vettore molto efficace e sicuro per la trasduzione di proteine di grandi dimensioni all'interno delle cellule umane.
Utilizzo dei virus per un'efficace alterazione delle cellule
Una delle principali sfide della scienza moderna è la terapia genica, basata semplicemente sull'alterazione delle cellule per mezzo di vettori. I virus sono considerati strumenti estremamente utili per la generazione transgenica, in virtù delle loro ridottissime dimensioni che li rendono facili da manipolare e da trasferire ai geni critici. L'adenovirus - che appartiene a qualsiasi specie virale, comprese quelle che causano infezioni delle vie aeree superiori negli esseri umani - rappresenta uno dei principali vettori per il trasferimento genico.

L'adenovirus offre numerosi vantaggi rispetto ai vettori comunemente utilizzati, tra cui una maggiore facilità di clonazione e la capacità di infettare una vasta quantità di cellule differenti. In quanto agente patogeno normalmente presente nell'organismo umano, tale virus non causa malattie gravi e, a differenza della maggior parte dei vettori, può essere introdotto anche all'interno di cellule non divisibili. Tuttavia, può indurre spesso infiammazioni e agire da oncogene, innestando quindi un processo di cancerogenesi.

In risposta a tale problema, è stato recentemente sviluppato un minuscolo dodecaedro, composto da proteine adenovirali, come vettore per l'introduzione del virus nelle cellule. Se utilizzata per il trasferimento di geni, tale particella è in grado di rintracciare la cellula bersaglio e di alterarne il metabolismo nella maniera desiderata, senza alcun effetto negativo sulla cellula stessa. Efficace quanto l'adenovirus, il nuovo dodecaedro risulta tuttavia maggiormente efficiente, poiché capace di introdurre nelle cellule umane proteine più grandi. Inoltre, è più sicuro, pur non interferendo con la normale espressione genica.

La nuova particella è stata testata con successo su cellule dendritiche umane, come quelle presenti nei noduli splenici. I risultati dello studio hanno dimostrato che quest'innovazione offre maggiori possibilità per la trasduzione di antigeni, sia proteine che peptidi, all'interno di cellule dendritiche. Tutto ciò potrebbe contribuire considerevolmente allo sviluppo di efficaci sistemi di rilascio controllato dei farmaci per nuove terapie geniche o per il miglioramento quelle esistenti.
Numero di registrazione: 81030 / Ultimo aggiornamento: 2005-09-18
Dominio: Biologia, Medicina