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FP6

PRODICON — Risultato in breve

Project ID: 32847
Finanziato nell'ambito di: FP6-SME
Paese: Germania

Rimedi per garantire la tenuta delle dighe

Per scongiurare i disastri causati dalle inondazioni, recentemente è stata sviluppata un'importante tecnologia europea in grado di realizzare riparazioni stagne per sigillare le brecce che si aprono nelle dighe.
Rimedi per garantire la tenuta delle dighe
L'incidenza delle inondazioni sta aumentando con una frequenza devastante: se si considerano i casi che si verificano e le conseguenti economiche, le inondazioni causano un terzo di tutti i disastri naturali e la metà delle perdite di vite umane. Gli sforzi di arrestare i cambiamenti climatici possono ridurre la frequenza delle inondazioni, ma un altro approccio potrebbe migliorare i metodi con cui proteggersi e ridurre al minimo i rischi.

Un metodo molto efficace per proteggersi dalle inondazioni, anche se si tratta di un principio molto semplice, consiste nella costruzione di dighe, cioè canali d'acqua artificiali che impediscono le fuoriuscite causate dal riempimento eccessivo degli alvei di piena. Uno dei problemi è l'età della maggior parte le dighe europee, alcune delle quali sono vecchie di 150 anni e non soddisfano gli attuali requisiti di sicurezza.

Per risolvere questo problema, il progetto Prodicon ("Land protection by improvement of dike construction"), finanziato dall'UE, era finalizzato allo sviluppo di una tecnologia universale per la riparazione delle dighe, applicabile a tutti i tipi di dighe per svariate tipologie di cedimento. Le tecniche di risanamento delle dighe spesso sono costose e presentano alcune limitazioni nell'applicazione.

I ricercatori del progetto hanno affrontato il problema da due punti di vista differenti, cioè preparando un nuovo materiale e predisponendo i mezzi con cui poterlo iniettare e incorporare nelle strutture delle dighe. Il principale vantaggio della nuova tecnica consiste nella possibilità di applicare con successo il materiale a dighe indebolite, anche in presenza d'acqua, adoperando macchinari di scavo convenzionali con apparecchiature modulari. Generalmente, i macchinari per costruzioni pesanti non consentono la ricostruzione.

La via di mezzo è costituita da particelle di argilla modificata con un additivo che rompe il velo d'acqua attorno a singoli granuli; il risultato è un materiale sigillante con bassa permeabilità all'acqua e notevole stabilità e resistenza all'erosione. Per il processo di iniezione, sono stati realizzati appositi fori con una tecnica a lancia vibrante e aste di perforazione rotanti utilizzate come lance di iniezione; con questo stratagemma non si verificano perdite in quanto non esistono corpi di iniezione rigidi.

Le prove sul campo hanno sortito risultati positivi e il metodo di iniezione e il materiale del progetto Prodicon attualmente sono pronti per la messa in commercio.

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