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FP6

GO-EUROMED — Risultato in breve

Project ID: 28386
Finanziato nell'ambito di: FP6-CITIZENS
Paese: Germania

Riorganizzare il partenariato mediterraneo

Il partenariato dell'UE con i paesi mediterranei è stato denso di sfide che hanno ostacolato i progressi da ambo i lati. Una recente iniziativa UE ha indagato sulle ragioni sottese a tale situazione e sulle eventuali misure da intraprendere per migliorare la collaborazione.
Riorganizzare il partenariato mediterraneo
Il partenariato euromediterraneo (PEM) è stato avviato nel 1995 ed è stato concepito per migliorare la cooperazione con i paesi di tutto il bacino del Mediterraneo su tre principali temi o "panieri", vale a dire la sfera politica e di sicurezza, la sfera economica e finanziaria e la sfera socio-culturale. Gli esperti e i responsabili delle politiche, tuttavia, sono oggi d'accordo sul fatto che il partenariato non si è dimostrato all'altezza degli obiettivi e delle aspettative. Ne sono derivati un impulso a investigare sulle sue carenze e l'esigenza di risolverle.
Alla luce di quanto appena esposto, il progetto GO-Euromed ("The Political Economy of Governance in the Euro-Mediterranean Partnership") finanziato dall'UE, ha analizzato il PEM in base ai suoi risultati, in quanto quadro strutturale per la contrattazione tra membri. Il progetto ha analizzato anche i risultati del PEM in termini di esiti politici ed economici.

GO-Euromed ha rilevato che la maggior parte delle problematiche emerse nel PEM deriva dall'ampia diversità delle priorità delle nazioni coinvolte, poiché ciascun paese persegue i propri interessi in modo competitivo e indipendente. La cooperazione politica e di sicurezza è risultata lenta, mentre si sono registrati progressi nel paniere economico e finanziario. Nel frattempo, il paniere socio-culturale non ha potenziato nella misura auspicata il ruolo dei soggetti attivi della società civile. Considerando gli aspetti positivi, tutte le parti hanno convenuto sulla rinnovata energia da imprimere alla cooperazione nell'ambito della più recente Unione per il Mediterraneo (UPM), costituita nel 2008.

Il progetto ha attribuito i limitati progressi al diseguale impegno UE tra i paesi membri, alle idiosincrasie dei governi del Mediterraneo e alle norme che favoriscono in misura molto maggiore l'UE. Inoltre, è improbabile che gli stati arabi, Israele, la Turchia e i Balcani occidentali concordino su temi comuni, osservando che gli stati arabi potrebbero ottenere notevoli vantaggi dal quadro strutturale dell'UPM.

È necessario fare progressi sul preciso ambito di diverse istituzioni UPM e sul ruolo dei governi in tali istituzioni. Gli stati UE devono resistere alla tentazione di controllare il processo, poiché non è possibile realizzare progressi concreti se non viene attribuita una reale voce in capitolo nel processo decisionale ai paesi partner mediterranei (PPM). L'Europa non deve mai dimenticare che l'UPM non è stata concepita per esercitare pressioni per riforme politiche, ma per ampliare la collaborazione su temi specifici.

In prospettiva futura, l'UPM ha anche la possibilità di inserire nuove aree di politiche, laddove precedenti negoziazioni bilaterali o UE abbiano fallito. Sarebbe saggio che l'Europa accogliesse le raccomandazioni del GO-Euromed, al fine di conseguire esiti reciprocamente vantaggiosi da questo partenariato.

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