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FP6

SMARTHAND — Risultato in breve

Project ID: 33423
Finanziato nell'ambito di: FP6-NMP
Paese: Svezia

Un aiuto prezioso per i pazienti protesizzati

Un progetto finanziato dall'UE ha sviluppato una mano artificiale che rivoluzionerà le vite dei pazienti amputati. La cosiddetta Smarthand, cioè mano intelligente, comprende tutte le funzioni di base della sua controparte reale, compresa la sensibilità e il controllo motorio.
Un aiuto prezioso per i pazienti protesizzati
Gli effetti dell'amputazione di una mano possono essere drammatici per i pazienti: oltre alle conseguenze evidenti provocate dalla perdita di una parte del corpo che esegue movimenti molto complessi, la loro vita può diventare molto difficile, a causa di problemi nella coscienza di sé, di un'immagine distorta di se stessi e di forti dolori fantasma.

Alla luce di queste considerazioni, il progetto Smarthand ("The smart bio-adaptive hand prosthesis") ha cercato di sviluppare una mano artificiale funzionale, dotata di un'interfaccia neurale in grado di registrare i dati e di stimolare di conseguenza i nervi. Dalle prove condotte, emerge che la stimolazione elettrica dei nervi associati al dolore fantasma determina effetti positivi e riduce il dolore.

La Smarthand sviluppata dal team si avvale di una tecnologia esclusiva che la rende molto diversa dalle mani artificiali che l'hanno preceduta, poiché permette all'utente di avere delle sensazioni. Quando il paziente preme la mano sopra un oggetto, infatti, vengono attivati quaranta sensori collegati ai nervi della parte rimanente del braccio amputato, con il risultato che il cervello li elabora come se fossero originati dalla protesi.

Sei pazienti non amputati e cinque amputati hanno partecipato ai test condotti per valutare la sostituzione sensoriale che dovrebbe compensare la perdita della sensazione e del controllo motorio oltre che per misurare il controllo del corpo sulla mano artificiale. Un altro test ha studiato l'integrazione corticale della mano collegata all'attivazione della corteccia somatosensoriale.

Negli individui sani lo studio ha verificato il controllo della presa, mentre per studiare il tipo di presa si è utilizzato l'input visivo proveniente da una videocamera e da un puntatore laser. I segnali muscolari controllano i tempi di apertura e di chiusura della mano. La versione finale della mano dopo l'integrazione di tutti i sistemi protesici è stata testata con risultati estremamente positivi.

I commenti espressi dai partecipanti allo studio sono stati molto incoraggianti. Un uomo, a cui in precedenza era stato applicato un uncino elettronico per ovviare alla perdita della mano destra all'altezza del polso, ha commentato che con il nuovo apparecchio era in grado di utilizzare muscoli che la soluzione precedente non riusciva a stimolare e che quando impugnava qualcosa con forza ora percepiva una sensazione alla punta delle dita.

La protesi Smarthand promette di apportare miglioramenti sostanziali alla qualità della vita degli amputati. La mano artificiale dispone di tutte le funzioni di base di una mano reale e inoltre, grazie ad essa, gli amputati potrebbero evitare di dover assumere pesanti antidolorifici per mitigare i dolori fantasma.

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