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FP6

LIPGEN — Risultato in breve

Project ID: 505944
Finanziato nell'ambito di: FP6-FOOD
Paese: Irlanda

Aumentare il contenuto di omega-3 nella dieta

La ricerca europea ha approfondito la biochimica del metabolismo dei lipidi e la sensibilità insulinica. I risultati si sono trasformati in una serie di prodotti per aumentare l'assunzione di acido grasso omega-3.
Aumentare il contenuto di omega-3 nella dieta
Il progetto Lipgen ("Diet, genomics and the metabolic syndrome: an integrated nutrition, agro-food, social and economic analysis") si proponeva in primo luogo di fornire una ricetta per gestire gli effetti avversi del grasso corporeo in eccesso.

Lipgen ha basato le sue indagini sullo studio Kanwu che aveva esaminato individui affetti dalla cosiddetta sindrome metabolica. La sindrome metabolica (una serie di disturbi medici) aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e il diabete. I risultati dello studio Kanwu suggerivano che il livello e la composizione dei grassi presenti nella dieta potevano incidere notevolmente sulla regolazione dell'insulina nel metabolismo del glucosio. Si otteneva così una risposta al diabete correlato all'obesità.

I ricercatori del progetto hanno utilizzato anche 1.400 soggetti di uno studio clinico francese durato 8 anni, denominato SU.VI.MAX ("Supplémentation en Vitamines et Minéraux Antioxydants"). La strategia di ricerca generale di Lipgen comportava l'estensione della gamma di interventi sulla dieta di Kanwu, l'aumento delle dimensioni e della durata dello studio e l'introduzione di ulteriori misure di impatto d'intervento sulla dieta. Gli scienziati hanno utilizzato anche modelli cellulari e animali per sondare la biochimica della sindrome metabolica.

Dall'analisi della dieta e dalle prove biochimiche ematiche, Lipgen ha evinto che una dieta a basso contenuto di grassi conduce a una notevole perdita di peso. Ha reagito maggiormente il gruppo a grasso abitualmente inferiore al 36 % delle fonti di energia. In particolare, le donne con dieta ad alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA) hanno dimostrato un aumento di sensibilità all'insulina.

Forse desta maggior entusiasmo il fatto che Lipgen abbia scoperto che l'acido grasso tetradeciltioacetico (TTA, regolatore dell'omeostasi lipidica) ha determinato una decisiva riduzione del grasso corporei nei ratti, senza modifiche nell'assunzione di cibo. La biochimica che spiega tale fenomeno consiste nell'ossidazione up-regolata dei lipidi della dieta assorbiti.

Gli studi sugli esseri umani hanno dimostrato che il periodo post-prandiale dopo un pasto ad alto contenuto di grassi risultava particolarmente significativo. In tale fase, si assisteva al cambiamento di vari percorsi chiave coinvolti nella regolazione del grasso e dell'insulina. Lipgen ha espresso la raccomandazione che studi futuri si concentrino sul periodo successivo a un pasto per verificare gli effetti a lungo termine dei grassi presenti nella dieta sull'insulina.

In base ai suoi risultati, Lipgen ha sviluppato cinque alimenti quotidiani con profili lipidici in linea con la sindrome metabolica, contenenti determinati acidi grassi essenziali, una complessiva riduzione di contenuto saturo e un aumento di contenuto MUFA. La nuova gamma comprendeva un prodotto a base di pollame, due creme alimentali e un olio da insalata con maggiori livelli di tre acidi grassi omega-3.

Uno studio on line sui prototipi di alimenti e sui messaggi di sindrome metabolica hanno mostrato che i consumatori, invece di rifiutare le informazioni, accetterebbero che la tecnologia agroalimentare fornisca prodotti in grado di aumentare l'assunzione di acidi grassi omega-3. Con l'ausilio della ricerca scientifica e con il sostegno dei consumatori, gli effetti avversi della sindrome metabolica potrebbero ridursi notevolmente.

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